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Con l’inverno 2024/2025 ormai all’orizzonte, cresce l’attenzione verso i segnali teleconnettivi che potrebbero influenzare il clima nei prossimi mesi.

 

Tra questi, la Quasi-Biennial Oscillation (QBO) rappresenta uno degli indici più importanti da osservare per prevedere le sorti dell’inverno, in particolare in Europa e in Italia. La QBO è un ciclo di variazioni dei venti stratosferici sopra l’equatore che si alternano tra una direzione orientale e una occidentale, influenzando in modo significativo la dinamica atmosferica globale.

 

La QBO segue un ciclo regolare di circa 28 mesi: per un periodo, i venti soffiano da ovest verso est (fase occidentale), mentre successivamente cambiano direzione soffiando da est verso ovest (fase orientale). Questa alternanza ha conseguenze dirette sulla circolazione polare e sul comportamento del vortice polare, un fattore cruciale per il clima invernale nelle medie latitudini.

 

 

Il vortice polare, posizionato sopra le regioni artiche, agisce come una barriera per l’aria fredda. Quando il vortice è forte e ben strutturato, l’aria gelida rimane confinata alle alte latitudini, mantenendo l’Europa e il Mediterraneo al riparo da ondate di freddo intense. Tuttavia, quando il vortice si indebolisce o viene disturbato, l’aria artica può spingersi verso sud, causando un aumento del freddo nelle zone più temperate.

 

In questo contesto, la QBO gioca un ruolo decisivo. Durante la fase occidentale, il vortice polare tende a rafforzarsi, portando inverni più miti e stabili in Europa. Al contrario, la fase orientale indebolisce il vortice, aumentando le probabilità di incursioni fredde. Per l’inverno 2024/2025, i venti zonali a 10 mb suggeriscono che siamo in una fase occidentale della QBO, con la possibilità che questa si mantenga fino alla fine della stagione fredda. Tuttavia, la presenza di un massimo solare potrebbe influenzare negativamente la stabilità del vortice polare, aumentando il rischio di ondate di freddo.

 

 

Se queste previsioni si concretizzeranno, l’Europa e l’Italia potrebbero trovarsi a fronteggiare un inverno più rigido del previsto, con frequenti incursioni di aria fredda dal Polo Nord. In particolare, l’Italia settentrionale e centrale potrebbe sperimentare nevicate e temperature molto al di sotto della norma. Questo scenario richiede un monitoraggio continuo degli indici atmosferici per comprendere al meglio le dinamiche che caratterizzeranno l’inverno 2024/2025.

 

In conclusione, nonostante la fase occidentale della QBO favorisca una certa stabilità atmosferica, la concomitante debolezza del vortice polare potrebbe preparare il terreno per un inverno rigido, con episodi di freddo intenso su buona parte del continente europeo e in Italia.

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