La ricerca ha evidenziato come, nel corso dei quasi 4,5 miliardi di anni di storia della Luna, l’intenso assalto meteoritico abbia giocato un ruolo cruciale nel rinnovare costantemente l’esosfera. Questi impatti sollevano il suolo lunare vaporizzando materiali che o sfuggono nello spazio o rimangono sospesi sopra la Luna. Tale processo permette una continua rigenerazione dell’atmosfera.
Il team ha analizzato campioni del suolo lunare raccolti durante le missioni Apollo della NASA, concentrandosi in particolare su due elementi volatili: il potassio e il rubidio. L’analisi delle proporzioni dei loro isotopi (varianti degli elementi con diverso numero di neutroni) ha permesso ai ricercatori di determinare quale tra i due processi principali – la vaporizzazione da impatto e lo “sputtering ionico” causato dal vento solare – fosse più efficace nell’immettere questi atomi nell’esosfera.
I risultati hanno mostrato una prevalenza degli isotopi pesanti nei campioni analizzati indicando così che la vaporizzazione da impatto è il meccanismo dominante nella formazione dell’esosfera lunare. Infatti, circa il 70% dell’atmosfera si genera attraverso gli impatti meteoritici mentre solo il 30% è attribuibile all’influenza del vento solare.
Queste scoperte non solo approfondiscono la nostra comprensione della storia della Luna ma suggeriscono anche che processi simili potrebbero essere significativamente rilevanti anche per altri corpi celesti come lune e asteroidi oggetto delle future missioni spaziali programmate per ritornarne campioni sulla Terra.
La ricerca pubblicata sulla rivista Science Advances dimostra quanto sia stato fondamentale disporre dei campioni raccolti durante le missioni Apollo per ottenere dati precisi e quantitativamente validabili sui processuali geologici extraterrestri.