Milioni di persone risiedono in prossimità di vulcani attivi, soggetti a costante monitoraggio per rilevare segnali di eruzioni imminenti. In caso di eruzione, scienziati e governi si affidano a dati per valutare l’entità dei danni potenziali, fondamentali per pianificare evacuazioni e interventi. Tuttavia, la natura imprevedibile delle eruzioni rende la raccolta dati tanto cruciale quanto complessa.
La viscosità è un parametro che indica la rapidità con cui un fluido scorre. Fluidi a bassa viscosità scorrono velocemente come l’acqua, mentre quelli ad alta viscosità sono più simili alla melassa. Nei pressi di strutture umane, conoscere la viscosità della lava permette ai soccorritori di capire quanto tempo hanno per agire, e le metodologie attuali spesso non sono adeguate.
Durante un test sul campo durante l’eruzione di Litli-Hrútur in Islanda, i ricercatori dell’Università di Buffalo hanno raccolto dati sulla viscosità delle colate laviche. Martin Harris, uno degli autori dello studio, ha evidenziato come la misurazione della viscosità sia tradizionalmente effettuata in laboratorio, il che rende gli esperimenti più sicuri ma meno rappresentativi. Infatti, in laboratorio non è possibile replicare la presenza di gas intrappolati nelle bolle di lava, un fattore che influisce significativamente sul flusso lavico.
La soluzione proposta consiste nel prendere misure direttamente sul campo, nonostante le difficoltà che questo comporta. Le misurazioni di viscosità sul campo risalgono a quasi un secolo fa e hanno visto l’uso di metodi rudimentali come l’inserimento di aste metalliche nella lava. Il team di Buffalo ha migliorato questa tecnica utilizzando un’asta collegata a un dinamometro per misurazioni precise, e un secondo bastone per misurare lo spostamento, progettando l’intero strumento per essere leggero, maneggevole e resistente in ambienti vulcanici.
Dopo aver completato il dispositivo, il team lo ha testato su un vulcano attivo in Islanda, raccogliendo numerose misurazioni in diverse località e momenti. Questi dati sono essenziali per comprendere non solo le caratteristiche istantanee della lava, ma anche come queste evolvono nel tempo e nello spazio durante la diffusione e il raffreddamento.
L’obiettivo futuro è perfezionare ulteriormente lo strumento e renderlo disponibile a gruppi di ricerca e stazioni di monitoraggio in tutto il mondo. Questo potrebbe significare un notevole passo avanti nella gestione delle eruzioni vulcaniche e nella sicurezza delle comunità vicine.