Il team di ricerca, guidato dal dottorando Gal Finkelstein-Zuta e dal Prof. Ehud Gazit della Shmunis School of Biomedicine and Cancer Research, ha scoperto che un peptide aromatico, composto da una sequenza di tre tirosine (YYY), forma un vetro molecolare in modo spontaneo, mediante l’evaporazione di una soluzione acquosa a temperatura ambiente. Questo processo si distingue nettamente dalla produzione convenzionale di vetro, che richiede il raffreddamento rapido di materiali fusi.
Il vetro molecolare scoperto presenta una struttura amorfa e disordinata, tipica dei liquidi, ma con proprietà meccaniche solide. Queste caratteristiche gli conferiscono una trasparenza eccezionale, estendendosi ben oltre il range della luce visibile fino al medio infrarosso, e una capacità di auto-riparazione a temperatura ambiente. Inoltre, il materiale funge da potente adesivo, capace di incollare diversi tipi di vetri e di riparare autonomamente le crepe che si possono formare.
L’innovativo vetro di peptide ha il potenziale di trasformare radicalmente l’approccio alla produzione e all’utilizzo di materiali trasparenti in numerosi campi applicativi, offrendo una combinazione di proprietà non riscontrabile in nessun altro tipo di vetro attualmente disponibile sul mercato. Questa scoperta, pubblicata sulla rivista scientifica Nature, apre nuove prospettive per l’ingegneria dei materiali e la scienza applicata, sfruttando semplici blocchi costruttivi biologici per ottenere risultati rivoluzionari.