Il team ha utilizzato tecniche di ecocardiografia per osservare il ventricolo sinistro, responsabile del pompaggio del sangue nel corpo, durante le procedure veterinarie di routine sui grandi primati nei santuari faunistici africani e negli zoo europei. Hanno scoperto che, a differenza degli esseri umani, nei grandi primati non umani il ventricolo sinistro presenta una rete complessa di trabecole muscolari.
È stata rilevata una trabecolazione circa quattro volte superiore nei grandi primati non umani rispetto agli esseri umani, soprattutto nell’apice cardiaco. Questa differenza suggerisce una maggiore funzionalità cardiaca negli esseri umani, probabilmente legata alle esigenze di un cervello più grande e di una maggiore attività fisica.
L’uso dell’ecocardiografia speckle-tracking ha permesso di misurare i movimenti e le velocità del cuore, correlando il grado di trabecolazione con la quantità di deformazione, rotazione e torsione del muscolo cardiaco. I risultati indicano che una minore trabecolazione è associata a una migliore funzione cardiaca negli esseri umani.
Le modifiche evolutive del cuore umano potrebbero essere state influenzate dalla necessità di adattarsi alla locomozione eretta e alla gestione dello stress termico. Tuttavia, rimane incerto come il cuore più trabecolato dei grandi primati non umani si adatti alle loro specifiche nicchie ecologiche.
Questo studio non solo illumina aspetti della divergenza evolutiva tra esseri umani e altri grandi primati, ma apre anche interrogativi sulla funzionalità delle strutture cardiache ancestrali e la loro possibile conservazione nei primati non umani.