Le statine, riconosciute come farmaci altamente efficaci nel ridurre i livelli di colesterolo nel sangue, agiscono inibendo l’enzima HMG-CoA reduttasi, essenziale nella sintesi epatica del colesterolo. Questo processo contribuisce significativamente alla prevenzione delle CVD, tra cui infarti e ictus. Questi farmaci sono dunque fondamentali nella terapia e prevenzione delle malattie cardiovascolari.
Il team di ricerca dell’Università di Hong Kong ha utilizzato un design di emulazione di trial target per analizzare i dati degli archivi elettronici di salute (EHR) forniti dalla Hong Kong Hospital Authority. Lo studio ha incluso pazienti adulti di età superiore ai 60 anni, senza pregresse diagnosi di CVD e che rispondevano ai criteri per il trattamento con statine, raccolti tra gennaio 2008 e dicembre 2015. Sono stati esclusi i pazienti con precedenti terapie statiniche, uso di altri farmaci ipolipemizzanti, cancro, miopatie o disfunzioni epatiche.
La terapia statinica è stata definita attraverso l’uso di specifici farmaci statinici e gli esiti monitorati includevano principali CVD, mortalità per tutte le cause e eventi avversi. Il follow-up è stato condotto fino al verificarsi degli esiti, alla morte, alla perdita di follow-up o alla conclusione dello studio. I risultati hanno mostrato che, in tutti i gruppi di età, l’inizio della terapia con statine era associato a una riduzione dell’incidenza di CVD e mortalità generale, anche tra la popolazione più anziana di 85 anni o più. Inoltre, l’uso delle statine non ha mostrato un aumento nel rischio di eventi avversi come miopatie e disfunzioni epatiche.
Questi risultati sottolineano l’importanza e l’efficacia delle statine nella gestione del rischio cardiovascolare e nella riduzione della mortalità tra gli adulti più anziani, confermando il loro ruolo cruciale nella farmacoterapia cardiovascolare moderna.