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La ricerca recente ⁣ha‍ identificato una proteina specifica, l’Interleuchina-1 beta (IL-1β), come possibile fattore scatenante ⁤per i ‍ disturbi cognitivi ⁣correlati​ al COVID-19, tra cui la perdita di‍ memoria ⁤ e la ‍difficoltà di concentrazione, ​comunemente⁣ descritti come “nebbia cerebrale”. Questi sintomi sono stati segnalati da una percentuale significativa della popolazione, variabile tra il 10 e il 30%, che ha contratto il virus.

 

Il team di ⁣ricercatori, guidato dalla professoressa Robyn ​Klein della ​Schulich School of Medicine & Dentistry, ha utilizzato un modello su roditori per esplorare gli ⁣effetti del COVID-19 sulle funzioni cognitive. Analizzando i cervelli dei ‌roditori ⁤durante l’infezione acuta e nelle fasi di recupero, ‌hanno osservato un aumento​ dei livelli di IL-1β nel cervello, una citochina che gioca un ruolo cruciale⁢ nella regolazione delle cellule del sistema immunitario e ​delle cellule‌ ematiche.

 

L’incremento ‌di IL-1β nei modelli animali ha portato a una riduzione della neurogenesi e ⁤a manifestazioni di perdita di memoria. Questi risultati suggeriscono ⁢che IL-1β potrebbe essere un meccanismo chiave nella genesi dell’impatto cognitivo indotto dal COVID-19.

 

Interessante è il ruolo della vaccinazione nell’attenuare​ questi effetti. ⁢I roditori vaccinati prima dell’infezione mostravano livelli più bassi di IL-1β e, di conseguenza, minori danni alla memoria⁢ e alle funzioni cognitive. Questo suggerisce che la vaccinazione potrebbe ridurre l’infiammazione cerebrale e i relativi ⁤disturbi‍ cognitivi.

 

Nonostante ‍questi risultati promettenti, rimangono delle incertezze, in particolare su come la vaccinazione possa effettivamente proteggere dalle alterazioni cognitive e sulla necessità di validare i risultati in modelli umani. Inoltre, il vaccino utilizzato nello ⁤studio non è disponibile⁤ per⁤ gli esseri umani, quindi ​sono necessarie ulteriori ricerche per esplorare ⁣le connessioni tra vaccinazione e ​riduzione degli impatti del COVID-19.

 

La ricerca, pubblicata su ​ Nature Immunology, sottolinea che, sebbene i vaccini ​non prevengano⁤ completamente l’infezione, riducono i ‌rischi associati agli effetti dell’infezione stessa. Klein ha enfatizzato l’importanza di comprendere⁤ cosa i vaccini possono e non possono fare, evidenziando che la vaccinazione riduce significativamente l’infiammazione, un ⁤fattore chiave nella mitigazione dei disturbi cognitivi post-COVID.

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