Dopo mesi di preparativi e anni dal suo ultimo volo, la missione Hi-C Flare ha offerto una prospettiva senza precedenti su un’eruzione solare, grazie all’utilizzo di telecamere a basso rumore sviluppate presso il Marshall Space Flight Center della NASA in Huntsville, Alabama. Queste telecamere fanno parte di un insieme di strumenti di ultima generazione montati sul razzo, che hanno permesso agli investigatori di studiare le energie estreme coinvolte nelle eruzioni solari.
La campagna di lancio di questa missione è stata descritta come pionieristica da Sabrina Savage, investigatrice principale per Hi-C Flare al Marshall. L’uso di razzi sonori per osservare il Sole e testare nuove tecnologie ottimizzate per l’osservazione delle fiammate solari rappresenta una novità assoluta.
Questa è stata la terza versione dell’Hi-C a essere lanciata, ma la prima a volare con strumenti aggiuntivi, tra cui COOL-AID (Coronal OverLapagram – Ancillary Imaging Diagnostics), CAPRI-SUN (high-CAdence low-energy Passband x-Ray detector with Integrated full-SUN field of view), e SSAXI (Swift Solar Activity X-ray Imager). Dopo un mese di integrazione e test del carico utile a White Sands, New Mexico, gli investigatori hanno completato l’integrazione finale del sito di lancio in Alaska.
Durante le due settimane di finestra per il lancio, ogni mattina il team ha dedicato circa cinque ore alla preparazione dell’esperimento, seguite da fino a quattro ore di monitoraggio dei dati solari per un’eruzione di classe C5 o superiore e di durata maggiore rispetto al volo del razzo. Il lancio è avvenuto finalmente il penultimo giorno della finestra di lancio.
Nonostante la presenza di numerose regioni attive, il Sole si è mostrato insolitamente tranquillo durante la campagna, aumentando la tensione tra i team che temevano di non poter procedere con il lancio. Tuttavia, poco prima della chiusura della finestra, si è verificata un’eruzione solare di classe M di lunga durata che ha permesso il lancio.
Una volta in aria, i sensori sul razzo Hi-C Flare hanno puntato le telecamere verso il Sole e stabilizzato gli strumenti. Successivamente, una porta a otturatore si è aperta per permettere alle telecamere di raccogliere dati per circa cinque minuti prima che la porta si chiudesse e il razzo tornasse sulla Terra.
Il razzo è atterrato nella tundra dell’Alaska, dove è rimasto fino a quando le condizioni non sono state sufficientemente sicure per permettere al team di recuperarlo e iniziare l’elaborazione dei dati raccolti.
L’innovazione non riguardava solo la tecnologia, ma anche l’uso di un nuovo algoritmo per prevedere il comportamento di un’eruzione solare, permettendo il lancio del razzo nel momento ideale. Questo metodo si è rivelato un successo, e i dati raccolti dai quattro strumenti sono ancora in fase di elaborazione. Tuttavia, i dati provenienti da Hi-C 3 e COOL-AID sono già stati descritti come eccezionali.