Tuttavia, l’analisi ha rivelato alcune tendenze comuni tra gli appassionati di criptovalute. Gli investitori tendono ad essere prevalentemente maschi con un reddito leggermente superiore alla media e mostrano una maggiore propensione a credere in teorie del complotto, supportare gruppi estremisti e nutrire sentimenti populisti. Questi individui sono anche più inclini a manifestare tratti di personalità associati al cosiddetto Tetraedro Oscuro, che include narcisismo, machiavellismo, psicopatia e sadismo.
Un’altra caratteristica distintiva degli investitori in criptovalute è la sfiducia nei confronti dei media mainstream, preferendo fonti di informazione alternative e spesso marginali. Questa tendenza si correla con un atteggiamento generalmente antiautoritario e una predilezione per le piattaforme di social media non convenzionali.
L’attrattiva delle criptovalute per questi individui può essere parzialmente spiegata dalla natura delle criptovalute stesse, che non sono prodotte né controllate da enti bancari centrali o governativi, permettendo transazioni non regolamentate e anonime. Questo aspetto sembra particolarmente attraente per coloro che nutrono sospetti verso le istituzioni e le autorità mainstream, un sentimento che spesso si accompagna a una bassa propensione al ragionamento analitico e scientifico, atteggiamenti anti-scientifici, e orientamenti politici non convenzionali.
Questi risultati, pubblicati sulla rivista PLOS ONE, non sono necessariamente applicabili a tutti gli utenti di criptovalute, ma indicano una tendenza generale che collega l’investimento in criptovalute a specifiche predisposizioni psicologiche e comportamentali.