
Recenti scoperte indicano che i Denisovani abitavano questa grotta circa 40.000 anni fa, in un periodo in cui gli umani moderni avevano già colonizzato gran parte dell’Asia. Questo dato, insieme a prove precedenti della loro presenza nell’area 190.000 anni fa, dimostra una notevole capacità di adattamento e persistenza in un ambiente particolarmente ostile. Queste scoperte sollevano interrogativi significativi sulle cause della loro estinzione.
I Denisovani sono noti principalmente attraverso reperti fossili ritrovati in tre diverse grotte e attraverso tracce del loro DNA nel genoma di popolazioni attuali dell’Est Asiatico e dell’Australasia. Ogni nuovo ritrovamento fossile, come un frammento di costola trovato recentemente, è di inestimabile valore, sebbene spesso generi più domande che risposte.
Il Dr. Geoff Smith dell’Università di Reading ha evidenziato che i Denisovani cacciavano, macellavano e consumavano diverse specie animali, adattandosi efficacemente alle condizioni di alta quota e ai cambiamenti climatici. La maggior parte dei 2.500 reperti ossei conservati nella grotta, datati tra i 190.000 e i 30.000 anni fa, proviene da prede e non da esseri umani. Tuttavia, grazie all’uso della spettrometria di massa applicata al collagene presente nei resti, il team di ricerca è riuscito a identificare 2.005 di questi reperti, associandoli a specifiche specie o generi.
Tra i resti di yak, piccoli uccelli, rinoceronti lanosi e pecore blu, è stato identificato un singolo osso Denisovano, datato tra 48.000 e 32.000 anni fa. Questo periodo coincide con l’ultima Era Glaciale e con la diffusione degli umani moderni attraverso l’Asia. Il Dr. Jian Wang dell’Università di Lanzhou ha confermato che i Denisovani erano gli unici occupanti della grotta durante quel periodo, sfruttando efficacemente tutte le risorse animali disponibili.
La ricerca nella Grotta di Baishiya Karst procede lentamente, complicata dalla scarsità di ossigeno, una condizione a cui i Denisovani sembravano essere particolarmente adattati. La scoperta conferma l’uso della grotta durante l’ultima era glaciale e anche durante quella precedente.
Nel 2019, è stato rivelato che gli abitanti della grotta 160.000 anni fa erano Denisovani e non Neanderthaliani come si pensava in precedenza. Questo ha segnato la prima identificazione di ossa Denisovane al di fuori della grotta originariamente associata a loro, suggerendo che potrebbero essere stati trovati in altri luoghi ma attribuiti ad altri rami dell’albero genealogico umano.
La capacità dei Denisovani di adattarsi sia al freddo estremo dell’Altopiano Tibetano, situato a 3.300 metri sul livello del mare, sia al calore, come dimostrato dalla prevalenza dei loro geni in Nuova Guinea, rimane un’eredità significativa per gli umani moderni, in particolare per i geni che permettono ai Tibetani moderni di prosperare in condizioni di bassa ossigenazione.
Nonostante ciò, i Denisovani sono scomparsi e il loro DNA costituisce solo una piccola parte del patrimonio genetico moderno. Il Dr. Frido Welker dell’Università di Copenhagen ha sollevato la questione su quando e perché i Denisovani sull’Altopiano Tibetano si sono estinti, suggerendo che la risposta potrebbe essere scomoda, considerando la contemporanea presenza di umani moderni nelle aree circostanti.
Lo studio è stato pubblicato in accesso aperto sulla rivista Nature.