Per quanto riguarda l’estate, il Nord Italia sarà probabilmente caratterizzato da temporali intensi alternati a periodi di caldo. Non ci si aspetta, tuttavia, per questa prima fase le estreme ondate di calore dovute all’Alta Pressione come in altri anni, anche se rimane sempre il rischio che queste possano tornare, causando calure estreme in tutto il Paese. Nel Sud Italia e nelle Isole Maggiori, il caldo sarà il fenomeno dominante, ma un aspetto preoccupante sarà la possibile genesi di temporali eccezionalmente intensi nel Nord Italia, specialmente nella Valle Padana. In queste aree, i contrasti termici potrebbero sviluppare supercelle con tempeste accompagnate da fortissimi venti, grandinate, raffiche di vento (downburst) e persino trombe d’aria, con il rischio di alluvioni lampo.
El Niño e La Niña sono due fasi di un fenomeno climatico di grande impatto. El Niño provoca un riscaldamento significativo delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico Centro-Meridionale e Orientale, mentre La Niña porta a un raffreddamento delle stesse acque. Il nome El Niño ha una storia interessante, risalente ai pescatori del Perù che notavano il riscaldamento delle acque ogni 5 o 6 anni, fenomeno che faceva sparire temporaneamente i pesci. Questo fenomeno veniva associato al periodo natalizio e quindi chiamato El Niño, in riferimento a Gesù Bambino. La Niña, invece, rappresenta la fase opposta.
Con la fine di El Niño, le conseguenze saranno molteplici. Questo fenomeno climatico ha portato nel Mondo piogge torrenziali, inondazioni, siccità e ondate di calore, esacerbando gli eventi meteo estremi legati al cambiamento climatico. In Africa, El Niño ha causato inondazioni, raccolti poveri e aumenti dei prezzi delle materie prime. La Comunità per lo sviluppo dell’Africa australe (Sadc) ha recentemente lanciato un appello per raccogliere 5,5 miliardi di dollari per far fronte alle inondazioni e alle siccità. Il passaggio a La Niña potrebbe essere positivo per l’Africa australe. Nell’emisfero boreale, tuttavia, i benefici non arriveranno in tempo per mitigare le temperature estive; gli effetti di La Niña si faranno sentire sull’Europa solo in autunno inoltrato.
L’alternarsi di El Niño e La Niña non segue un andamento prevedibile e deterministico. Negli ultimi anni, il passaggio tra queste fasi è diventato più rapido, complicando ulteriormente le strategie di adattamento. Questo cambiamento rapido è problematico perché ogni sforzo di adattamento è reso più difficile dal cambiamento climatico antropico.
La transizione da El Niño a La Niña influenzerà il clima globale. Durante i precedenti episodi di La Niña, le piogge erano maggiori nel Sud-Est asiatico, in Brasile, in Australia e in alcune zone dell’Africa. Al contrario, periodi di siccità colpivano l’ovest degli Stati Uniti, il Messico e l’Africa nord-orientale. La Niña può anche aumentare la frequenza delle tempeste nell’Atlantico, generando condizioni favorevoli per la formazione di uragani nel bacino dell’Atlantico centrale.
Il Mediterraneo potrebbe essere più esposto ai cosiddetti MediCane, uragani mediterranei che, sebbene diversi dagli uragani oceanici, possono causare nubifragi, temporali intensi e forti venti con conseguenti mareggiate. Questi cicloni si verificano mediamente in autunno e inverno, ma con i cambiamenti del clima, ogni ipotesi appare credibile in ambito di estremizzazione climatica.
Per l’Italia, il rischio è di eventi estremi come nubifragi e “alluvioni lampo”, che interessano fasce ristrette del territorio, come successo in Toscana e in Romagna nel 2023, a Ischia e nelle Marche nel 2022, e in Sicilia nel 2021. La Lombardia ed il Veneto a mmaggio 2024. Questi eventi possono scaricare grandi quantità d’acqua in breve tempo.
Nonostante l’aumento dell’intensità delle piogge, ciò non significa che non farà caldo. Le proiezioni per il trimestre estivo suggeriscono temperature molto elevate, con lunghe fasi di caldo intenso dovute all’anticiclone africano, interrotte da temporali direttamente collegati con La Niña. In sintesi, l’influenza di La Niña potrebbe portare a un’estate caratterizzata da fenomeni meteo estremi e temperature elevate, alternando periodi di caldo intenso a temporali violenti. Le aree geografiche come il Nord Italia, il Centro Italia e il Sud Italia subiranno ciascuna le proprie conseguenze specifiche, con il Nord particolarmente colpito dai temporali e il Sud e le Isole Maggiori più esposti alle ondate di calore.
Lo studio dell’evoluzione dei fenomeni meteo sarà quindi cruciale per determinare l’andamento della stagione estiva e autunnale.