La scelta di utilizzare i cimiteri come luogo per l’installazione dei pannelli solari risponde alla necessità di trovare spazio in un contesto urbano densamente costruito. Finora, sono stati installati 810 pannelli in tre cimiteri, capaci di produrre 440.000 kilowatt di elettricità all’anno e di ridurre le emissioni di anidride carbonica di 140 tonnellate annualmente. Una volta completato, il progetto avrà una capacità totale di 2.8 megawatt, rendendolo il più grande impianto fotovoltaico urbano in Spagna e fornendo elettricità principalmente alle utilità pubbliche e anche ad alcune abitazioni locali.
Il programma “RIP” fa parte di un più ampio piano di azione climatica che include 29 altri programmi volti a ridurre l’uso dell’automobile per migliorare la qualità dell’aria, trasformare gli edifici per massimizzare l’efficienza energetica e sostituire tutta l’illuminazione della città con tecnologia LED.
Queste iniziative sono parte della strategia di Valencia per raggiungere la neutralità climatica entro il 2030, spinta anche dalle ondate di calore sempre più intense degli ultimi anni, che hanno visto la città stabilire un nuovo record di temperatura per la Spagna l’anno scorso, raggiungendo i 46.8°C.
Con il 97% dei residenti di Valencia che vivono entro 300 metri da un’area verde e considerando la particolare “popolazione” dei cimiteri, che ovviamente non solleverà obiezioni, è improbabile che le autorità locali debbano affrontare contestazioni legali simili a quelle viste di recente in Svizzera, dove l’inazione climatica del governo ha portato un gruppo di donne anziane a denunciare le autorità alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, ottenendo una storica sentenza a favore della loro causa legata agli effetti delle ondate di calore indotte dal cambiamento climatico.