Meteo: El Niño STOP, arriva La Niña: Terribile Estate 2024 subito conseguenze inattese
Estate 2024 a rischio eventi meteo estremi. El Niño che ha influenzato il clima globale, e italiano per quasi un anno, è destinato a finire rapidamente, e dopo una fase di stallo, ecco che si avrà La Niña che stravolgerà il meteo terrestre. La Niña che però potrebbe attenuare l’eccesso di calura globale che si protrae da un anno , segnano record su record di temperatura media, e quindi anche indirizzarci verso un inverno meno mite . Inverno meno mite potrebbe voler dire anche 1°C in meno, come valore medio per l’Italia, e finalmente riportare persino qualche nevicata invernale in Valle Padana, a quote inferiori nelle Alpi e Appennino. Insomma, una effimera normalità ormai perduta.
Il fenomeno meteorologico di El Niño è in procinto di concludersi, come annunciato il 16 aprile dagli Uffici meteorologici di Australia e India. Questo fenomeno, noto come Enso-El Niño Southern Oscillation , ha un impatto significativo sulle condizioni meteorologiche globali. Tuttavia, la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) ha fornito una visione più cauta, affermando che mentre è probabile che El Niño stia per terminare, il processo non è immediato. Gli scienziati del NOAA stimano che vi sia un’85% di probabilità che il fenomeno sia già concluso, prevedendo un periodo di transizione fino a giugno . Tra giugno e agosto, si prevede il passaggio a La Niña . Ma quali saranno le conseguenze di questo cambiamento per l’estate e l’autunno?
Il termine El Niño, che significa “Il Bambino” in spagnolo, ha radici storiche interessanti. Originariamente osservato dai pescatori peruviani, El Niño si manifestava con il riscaldamento delle acque oceaniche ogni 5-6 anni, causando una temporanea scomparsa dei pesci. Il nome fa riferimento al Bambino Gesù, celebrato durante il periodo natalizio. In contrasto, La Niña, che significa “La Bambina”, descrive la fase opposta, caratterizzata da un raffreddamento delle acque superficiali del Pacifico centro-meridionale e orientale.
El Niño potrebbe portare a diverse conseguenze. In Africa, ad esempio , El Niño ha aggravato gli effetti del cambiamento climatico, provocando inondazioni devastanti, raccolti scarsi e aumenti significativi dei prezzi delle materie prime. La Comunità per lo sviluppo dell’Africa australe (SADC) ha recentemente lanciato un appello umanitario per raccogliere 5,5 miliardi di dollari per affrontare le conseguenze delle inondazioni e della siccità. Il passaggio a La Niña potrebbe quindi portare benefici a questa regione. Tuttavia, nell’emisfero boreale, gli effetti di La Niña non saranno immediati, con impatti previsti sull’Europa solo a partire dall’autunno inoltrato.
El Niño e La Niña sono fenomeni climatici periodici , ma non seguono un andamento prevedibile. Possono verificarsi a intervalli irregolari e con intensità variabile. Negli ultimi anni, il passaggio tra le due fasi è diventato più rapido, complicando ulteriormente le strategie di adattamento alle condizioni meteorologiche estreme, già rese difficili dal cambiamento climatico di origine antropica.
Con il passaggio da El Niño a La Niña si prevede un raffreddamento delle acque superficiali del Pacifico orientale , influenzando il clima globale con effetti a cascata. Durante i precedenti episodi di La Niña , si sono verificate piogge abbondanti nel sud-est asiatico, in Brasile, Australia e alcune zone dell’Africa. Al contrario, gli Stati Uniti occidentali, il Messico e l’Africa nord-orientale hanno sperimentato periodi di siccità. Ed anche in Europa si è avuta una siccità record, specie poi anche nel Nord Italia. Ed è bene non dimenticarlo in questo periodo di grandi piogge per le regioni settentrionali italiane. Ma qui un sistema di raccolta delle acque è deficitiario, in quanto si è abitati ad avere piogge frequenti e regolari, tutto il contrario del resto d’Italia, soggetta al clima mediterraneo.
Un aspetto preoccupante di La Niña è l’aumento della frequenza delle tempeste nell’Atlantico, che potrebbe generare condizioni favorevoli alla formazione di uragani. Questi uragani possono essere più forti e duraturi, e il Mediterraneo potrebbe essere esposto a uragani mediterranei noti come “MediCane”. Questi eventi possono causare nubifragi, temporali intensi e mareggiate significative, come già sperimentato in diverse regioni italiane negli ultimi anni.
Nonostante l’aumento delle piogge, ciò non significa che l’estate sarà fresca. Le proiezioni per il trimestre estivo indicano la possibilità di temperature elevate, interrotte bruscamente da fenomeni temporaleschi associati a La Niña. Il Centro Europeo prevede un’estate calda, caratterizzata da lunghe fasi di alta pressione africana, interrotte da temporali intensi.
Come descritto, la recente dichiarazione della NOAA che prevede un possibile ritorno del fenomeno La Niña tra l’estate e l’autunno del 2024 ha sollevato molte questioni riguardo ai potenziali effetti climatici, non solo a livello globale, ma anche più specificamente in Europa e in Italia . La Niña, caratterizzata da un raffreddamento delle acque del Pacifico, si oppone a El Niño, che provoca invece un riscaldamento. Questo contrasto attiva una serie di reazioni atmosferiche e oceaniche, con conseguenze significative per il clima mondiale.
In Italia, le proiezioni riguardanti l’impatto di La Niña sono variegate e talvolta contraddittorie. I centri meteorologici stagionali prevedono ondate di calore record, un fenomeno già osservato in diverse regioni del nostro emisfero. Recentemente, paesi come la Scandinavia hanno sperimentato temperature insolitamente alte, e ci si aspetta che situazioni simili si verifichino in Iraq, Iran, regioni del Golfo del Messico, Messico e Africa subsahariana.
La significativa variazione termica nel Pacifico potrebbe anche innescare un aumento della forza delle tempeste estive oceaniche. Queste tempeste potrebbero disturbare l’estate italiana più frequentemente del solito, portando a improvvisi episodi temporaleschi. Tradizionalmente, i temporali estivi sono più comuni nel Nord Italia, ma con l’influenza di La Niña, anche il Sud, la Sardegna e la Sicilia potrebbero vedere un incremento di questi eventi atmosferici estremi.
L’Italia potrebbe quindi trovarsi ad affrontare una stagione estiva caratterizzata da una prevalenza di ondate di calore di forte intensità. Le proiezioni indicano un rischio elevato di raggiungere e superare record di temperatura elevata. Le estati italiane, già note per il caldo, potrebbero diventare ancora più torride, con periodi di temperature estreme intervallati da violenti temporali.
L’impatto di La Niña sulla situazione meteorologica italiana potrebbe essere complesso. Mentre le ondate di calore diventano più frequenti e intense, aumentando il rischio di siccità e stress idrico, i temporali estivi potrebbero causare alluvioni improvvise , specialmente in aree non abituate a tali fenomeni. Questi eventi meteorologici estremi possono provocare danni significativi alle infrastrutture, all’agricoltura e influenzare la nostra quotidianità.
È importante notare che, sebbene le previsioni possano fornire un quadro generale degli impatti di La Niña, la natura esatta delle conseguenze climatiche rimane incerta. La variabilità climatica e l’influenza di altri fattori atmosferici rendono difficile una previsione precisa. Tuttavia, comprendere le potenziali implicazioni di La Niña permette di prepararsi meglio e di sviluppare strategie per affrontare il clima che ci attende.
Il fenomeno di La Niña non è nuovo, ma la sua interazione con il cambiamento climatico antropogenico aggiunge un ulteriore livello di complessità. Gli eventi climatici estremi stanno diventando più frequenti e intensi. L’Italia, con la sua geografia e il suo clima variegato, dovrà affrontare sia l’aumento delle temperature estive che l’incidenza dei temporali estivi violenti. Insomma, le notizie che giungono sono troppo spesso pessime, e questa appare essere ormai una costante.
