Studio rivela: i videogiocatori abituali mostrano migliori capacità cognitive
Uno studio recentemente pubblicato sulla rivista British Journal of Psychology della British Psychological Society ha evidenziato come i giocatori regolari di videogiochi presentino prestazioni migliorate in compiti cognitivi legati all’attenzione e alla memoria.
La ricerca, condotta presso il Lero Esports Science Research Lab dell’Università di Limerick, ha coinvolto 88 giovani adulti, metà dei quali giocava regolarmente più di sette ore a settimana a videogiochi d’azione.
I partecipanti sono stati sottoposti a tre test volti a misurare diversi aspetti delle loro prestazioni cognitive: un test di reazione semplice, un compito che richiedeva di passare da risposte a combinazioni di numeri e lettere per valutare la funzione esecutiva e la memoria di lavoro, e un’attività basata su un labirinto per valutare la memoria visuospaziale.
I ricercatori hanno scoperto che i giocatori regolari completavano il compito numero-lettera e il compito del labirinto rispettivamente il 12,7% e il 17,4% più velocemente rispetto al gruppo di non giocatori.
Benefici cognitivi e implicazioni pratiche
“Il gioco regolare di videogiochi è spesso criticato e visto come dannoso, ma la nostra ricerca mostra che i giocatori potrebbero godere di alcuni benefici cognitivi rispetto alla popolazione generale, in particolare per quanto riguarda l’attenzione e la memoria”, afferma il Dr. Adam Toth dell’Università di Limerick e Lero, il Science Foundation Ireland Research Centre for Software, uno degli autori dello studio.
Il Dr. Mark Campbell aggiunge: “In linea con i lavori precedenti del nostro laboratorio, questa ricerca potrebbe avere implicazioni in settori in cui la performance cognitiva è fondamentale, come la chirurgia e il controllo del traffico aereo, dove il gioco dei videogiochi potrebbe essere incoraggiato per aiutare a sviluppare l’elite delle prestazioni cognitive richieste”.
La ricerca ha anche esplorato un ulteriore aspetto: se i giocatori siano meno inclini a soffrire di affaticamento cognitivo rispetto alla popolazione generale.
Alcuni partecipanti sono stati assegnati a un compito aggiuntivo, progettato per richiedere concentrazione per un lungo periodo di tempo e provocare affaticamento cognitivo (declino delle prestazioni), prima di essere rivalutati sui test cognitivi iniziali.
I ricercatori hanno scoperto che sia i giocatori che i non giocatori hanno visto diminuire le loro prestazioni allo stesso ritmo, senza differenze significative nel livello di affaticamento cognitivo sperimentato.
Questi risultati suggeriscono che, nonostante le critiche comuni, il gioco regolare di videogiochi potrebbe effettivamente avere effetti positivi sulle capacità cognitive degli individui, aprendo la strada a possibili applicazioni pratiche in ambiti professionali che richiedono alte prestazioni cognitive.
