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energie rinnovabili europa Il​ settore ‌delle energie rinnovabili e delle⁤ tecnologie pulite in Europa si appresta a‍ ricevere un significativo impulso grazie ⁣all’approvazione della Net-Zero Industry Act (NZIA) da parte del Parlamento Europeo. Con 361 voti a favore e 121 ​contrari, la nuova‌ normativa mira a consolidare la “sovranità tecnologica pulita” dell’Unione Europea di fronte alla⁣ concorrenza di Cina e Stati Uniti.

 

Un ⁣quadro ‍normativo per accelerare la ‌decarbonizzazione

Presentata dall’esecutivo dell’UE nel ​marzo ‌2023 come risposta ai miliardari sussidi previsti dall’Inflation Reduction ⁢Act (IRA) negli USA e alla crescente competizione dalla Cina, ⁢la NZIA ​stabilisce l’obiettivo di ‌produrre internamente il 40% delle tecnologie pulite entro il⁤ 2030,‌ contribuendo così al raggiungimento dei piani energetici e meteo dei singoli⁣ stati membri. Dopo diverse ​fasi di‍ negoziazione con i governi ⁣del Consiglio dell’UE, l’obiettivo è ‌anche⁣ quello di soddisfare il 15% della domanda globale.

“Se non avremo un’industria competitiva, il‍ Green Deal è destinato a fallire,” ha dichiarato​ il deputato Christian ​Ehler (Germania/EPP), che​ ha guidato il disegno di legge attraverso il Parlamento, sottolineando la ‍convergenza con altre recenti‍ legislazioni come il Critical Raw Materials Act e una serie di opportunità di finanziamento a livello UE per sostenere gli investimenti nei settori rilevanti.

 

La sostenibilità al centro dell’industria⁣ pulita

Il deputato Tiemo Wölken (Germania/S&D) ‍ha riconosciuto l’importanza della‍ competitività industriale, ma ha⁢ avvertito che ​la transizione verso un’economia a emissioni nette zero non dovrebbe avvenire a scapito ⁣dei cittadini o dell’ambiente.⁢ “Non possiamo dimenticare la giustizia sociale e l’equità,” ha sottolineato.

Per il gruppo dei Verdi/ALE, la deputata Henrike‍ Hahn (Germania/Verdi) ⁢ha sostenuto che il supporto dovrebbe essere indirizzato verso tecnologie ‍genuinamente sostenibili. “Dobbiamo porre fine alle tecnologie dinosauriche come il nucleare e non vogliamo il greenwashing dei progetti strategici,” ha affermato.

 

Reazioni contrastanti alla nuova normativa

Tuttavia, non tutte‌ le fazioni sono‌ rimaste soddisfatte dell’esito. Kosma‍ Zlotowski, del⁣ gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei ‍(ECR), ‌che⁢ si è diviso nella votazione, ha ⁢dichiarato in un⁤ dibattito ⁤precedente al voto ⁣che la politica⁤ ambientale dell’UE e la‌ sua ⁤ambizione di essere leader globale nell’azione climatica era​ una “strada verso la crisi e la povertà”.

Dal lato ⁢dell’industria, Jorgo Chatzimarkakis, CEO⁢ di Hydrogen Europe, ha esortato i legislatori a “colmare il divario tra ambizione e realtà” aumentando i finanziamenti disponibili ⁢per le tecnologie strategiche e implementando un’unione dei mercati dei capitali che massimizzi il⁤ potenziale europeo.

 

Cleantech for Europe, un’altra associazione di categoria che rappresenta i produttori ⁣di tecnologie⁤ net-zero, è stata tra i ​vari rappresentanti dell’industria che hanno accolto con⁢ favore l’adozione della NZIA, ma hanno espresso rammarico in una ⁣lettera aperta per non aver reso l’Europa “la casa della produzione di⁤ cleantech”, chiedendo‍ un ⁢accordo UE sulla competitività.

Le ONG ambientaliste hanno espresso‍ riserve sulla forma finale della legislazione, citando la mancanza di una dimensione sociale nella‍ NZIA, così come quello che vedono⁢ come ⁤un eccessivo affidamento su tecnologie “non provate”. Boris Jankowiak,​ specialista in politica industriale presso l’ONG Climate Action Network (CAN) Europe, ha ⁢affermato che ⁣la NZIA ha perso il suo focus ⁤originale sulle tecnologie verdi autentiche. Camille Maury,⁢ responsabile delle politiche sulla decarbonizzazione dell’industria presso‍ WWF Europe, ha concordato, vedendo il voto come un’ “opportunità ‍persa”.

“Questo regolamento doveva mirare solo⁣ alle tecnologie con un impatto‌ sostanziale comprovato nel raggiungimento ​degli‍ obiettivi meteo dell’UE per il 2030,” ha detto⁤ Maury. “Ampliare l’ambito a un lungo‍ elenco ​di tecnologie⁢ ora dirotterà ​i soldi dei contribuenti‌ verso soluzioni tecnologiche ‌magiche future.”

La legislazione⁢ attende l’adozione⁤ formale da parte del Consiglio​ dell’UE‍ prima di entrare in vigore.

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