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politica agricola comune europea La riforma della Politica Agricola Comune: un’analisi critica

Il Parlamento Europeo ha recentemente approvato una riforma della Politica Agricola Comune (PAC) che ha suscitato preoccupazioni tra gli esperti e le organizzazioni ambientaliste. La riforma, che mira a semplificare le sovvenzioni agricole e ridurre alcune condizioni ambientali, è stata approvata in soli 40 giorni, un tempo record per una modifica di tale portata.

La Commissione Europea ha presentato il pacchetto di misure a metà marzo, con l’obiettivo di ridurre la burocrazia e placare le proteste degli agricoltori che si sono diffuse in tutta Europa dalla fine dello scorso anno. Gli agricoltori lamentano eccessiva burocrazia e redditi insufficienti.

 

Nonostante l’opposizione di alcuni parlamentari, tra cui i Verdi e alcuni socialisti, la maggioranza del Parlamento ha sostenuto il pacchetto durante l’ultima sessione plenaria del mandato legislativo. La procedura accelerata che ha reso possibile questa velocità è stata concordata dal Belgio, attualmente alla guida dei negoziati tra i governi nel Consiglio dell’UE, e da Norbert Lins (Germania/Partito Popolare Europeo), presidente della commissione agricoltura del Parlamento.

Tuttavia, questa rapidità ha generato critiche, in quanto non ha permesso alcun dibattito né in commissione né in sessione plenaria. Inoltre, i parlamentari hanno rinunciato al loro diritto di presentare emendamenti, accettando così la proposta della Commissione senza modifiche.

 

La fretta con cui è stata presentata la proposta, dopo soltanto una settimana di consultazione pubblica e senza un’analisi formale dell’impatto economico, ha sollevato ulteriori perplessità. Sarah Martin, avvocato dell’organizzazione ambientalista ClientEarth, ha sottolineato l’incompatibilità della revisione con le regole della PAC e altre leggi dell’UE, come la Legge Europea sul Clima.

Un’analisi legale di ClientEarth afferma che la mancanza di valutazione dell’impatto sul clima rende automaticamente la proposta in violazione del diritto dell’UE, e l’organizzazione sta considerando di presentare un reclamo all’ombudsman dell’UE Emily O’Reilly, responsabile delle indagini sulla cattiva amministrazione nelle istituzioni dell’UE.

 

Le implicazioni ambientali della riforma

La riforma offre maggiore flessibilità agli agricoltori, ad esempio esentando dalle verifiche sul campo le aziende agricole di dimensioni inferiori ai 10 ettari, una disposizione che riguarderà circa due terzi dei beneficiari. Tuttavia, le nuove regole rendono facoltativa la conformità a molte delle misure ambientali precedentemente considerate obbligatorie per chi riceve fondi dell’UE.

Questo significa, in pratica, un parziale smantellamento dell’architettura verde della PAC, in particolare per quanto riguarda le misure relative alla copertura del suolo, alla riserva di una piccola percentuale di terreno alla natura e alla rotazione delle colture.

Si pone quindi il dubbio su quanto questa risposta d’emergenza dell’UE alle proteste degli agricoltori possa costare in termini di impatto sul meteo, una questione che preoccupa molte organizzazioni ambientaliste.

 

Marta Messa, segretaria generale di Slow Food, ha criticato il Parlamento Europeo per aver ceduto alla narrativa falsa che contrappone l’ambiente all’agricoltura, quando le evidenze dimostrano che sono interdipendenti. Gli agricoltori non possono produrre cibo senza una natura fiorente, e non si può ottenere profitto quando i raccolti vengono persi a causa di inondazioni, siccità o incendi aggravati dai cambiamenti meteo.

Marilda Dhaskali di BirdLife Europe ha sottolineato che non si può produrre cibo senza una natura prospera e che non si può ottenere profitto quando i raccolti vengono persi in eventi meteo estremi aggravati dai cambiamenti climatici.

L’associazione degli agricoltori dell’UE, Copa Cogeca, uno dei principali sostenitori della riforma, ha dichiarato in una nota che le nuove regole forniranno maggiore flessibilità nell’attuazione della PAC, salvaguardando al contempo la transizione verso un’agricoltura più sostenibile. Il gruppo di pressione ha elogiato la riforma come un segnale positivo per affrontare con urgenza le preoccupazioni sollevate dagli agricoltori negli ultimi mesi, citando la necessità di soluzioni immediatamente applicabili.

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