Ultime settimana per El Nino, si attende La Nina e l’impatto sugli uragani

Ultime settimana per El Nino, si attende La Nina e l’impatto sugli uragani

Il‍ fenomeno climatico noto come El ⁣Niño sta lentamente svanendo dall’Oceano Pacifico tropicale, ⁣riducendo la sua influenza​ sui‌ modelli meteorologici globali e avvicinandosi alle sue ultime settimane di attività. Secondo il Centro ​di Previsione Climatica, c’è l’85% di probabilità che le condizioni di El Niño siano completamente scomparse⁢ entro il‍ mese di aprile, ⁢con un progressivo raffreddamento ‍delle acque tropicali del Pacifico che potrebbe portare a condizioni di La Niña entro giugno.

El Niño si​ verifica quando le temperature dell’acqua nell’Oceano‍ Pacifico tropicale superano di‌ almeno 0,5 gradi Celsius la media a lungo termine.⁤ Il fenomeno ha ‌raggiunto un picco raro, noto come “Super El Niño”,‌ durante l’inverno, con temperature superiori ⁤di 2,0 gradi Celsius alla media, ma da allora è ⁤in declino. Le ultime misurazioni indicano temperature circa 1,2⁢ gradi​ Celsius sopra la media, ma⁣ ci sono segnali evidenti che le acque si⁤ stanno raffreddando al di sotto della ‍superficie. Le previsioni indicano che le temperature scenderanno ⁣al di sotto della soglia di 0,5 gradi Celsius sopra la media nelle ⁢prossime ⁤settimane, ⁤portando a condizioni⁣ neutre. Attualmente,‌ c’è⁢ il 60% di probabilità che ⁢le acque ⁢si raffreddino di almeno 0,5 gradi Celsius sotto la media entro l’estate, mantenendo l’attenzione su ‌una possibile La‌ Niña.

I modelli climatici​ neutrali si verificano ⁢quando le⁤ temperature dell’acqua sono vicine alla media a lungo termine, senza le anomalie calde di El ⁢Niño o le anomalie fredde di La Niña. ​Già si osservano segni di indebolimento dell’influenza di ‌El Niño sui‌ modelli meteorologici tropicali del Pacifico, con anomalie dei venti di quota e convezione vicino⁤ all’equatore‌ lungo la Linea internazionale del cambio ⁣di data che si stanno attenuando a livelli quasi‍ medi.

I meteorologi‌ tropicali monitorano ​attentamente la fase El Niño/La⁢ Niña ‌poiché ha un’influenza significativa sulla stagione degli uragani. Gli anni di El ⁤Niño tendono a ⁢potenziare​ la stagione degli uragani nell’Oceano Pacifico ma ⁢a sopprimere‍ quella dell’Atlantico a causa delle ⁤condizioni ⁢atmosferiche che tipicamente producono un ⁣forte wind shear, ⁣ostacolando⁢ la formazione delle tempeste. Tuttavia, ‍anche con El Niño nella scorsa stagione, l’Atlantico è riuscito a generare 20 tempeste‌ denominate.

Gli anni di La Niña, al contrario, portano condizioni atmosferiche opposte, favorendo la stagione degli uragani nell’Atlantico. L’assistenza atmosferica a una stagione degli uragani atlantici già predisposta ‍a sfruttare temperature oceaniche record è motivo di preoccupazione. Le temperature dell’acqua oceanica nei tropici e nell’Atlantico orientale sono eccezionalmente calde,⁤ le più calde⁤ mai​ registrate⁤ in questo periodo⁤ dell’anno. Acque​ più calde in primavera di solito si traducono in temperature sopra la norma nel ​pieno della stagione degli uragani, aumentando le​ probabilità⁢ che le⁤ tempeste in formazione abbiano accesso a energia extra quest’anno.

La previsione‍ degli uragani dell’Università del Colorado State per il 2024 prevede 23 ⁣tempeste‍ denominate, ⁤il‌ che, se si ⁤avverasse, significherebbe⁣ che il Centro Nazionale degli Uragani‌ esaurirebbe la lista dei nomi per le tempeste⁣ tropicali del 2024⁤ e dovrebbe ‍ricorrere a ⁢una lista di nomi supplementare‌ per soltanto ‍la terza volta da ‍quando sono stati ​assegnati i nomi.

Oltre alla stagione degli uragani, La ​Niña prevederebbe ‍generalmente un cambiamento nel‍ modello meteorologico⁢ invernale rispetto a quello ⁤visto nell’ultimo‍ inverno con El ‌Niño. In generale, il Nord è stato piuttosto mite con stagioni nevose ben al ‍di sotto della media⁢ nel Nord-ovest, nelle pianure settentrionali e ​nel‍ Nord-est. Nel frattempo, il Sud ha ‌quasi eliminato gran parte della sua siccità con molteplici tempeste che ‌hanno colpito la ⁤California e ⁤il Sud. Un ‌inverno La Niña tradizionalmente porta condizioni più​ fredde e più umide/nevose nel Nord, mentre la California e il⁣ Sud tendono ad avere un inverno più ‌secco della media.