Eslcudere la lobby dei combustibili fossili dalle politiche energetiche? La discussione è aperta

Eslcudere la lobby dei combustibili fossili dalle politiche energetiche? La discussione è aperta

La necessità di una regolamentazione rigorosa per l’industria ​dei combustibili fossili

È innegabile l’impatto negativo che le grandi compagnie petrolifere e del gas hanno avuto sull’ambiente‍ e sulla salute pubblica. Affidarsi a⁤ queste ⁤stesse aziende per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili è ‍paragonabile⁣ a chiedere all’industria del tabacco⁣ consigli su come smettere di⁣ fumare.

La necessità di una regolamentazione rigorosa per l’industria ​dei combustibili fossili

Imparare‍ dal passato:⁢ il caso dell’industria del⁢ tabacco

Un Articolo 5.3, ⁤tranne che per i combustibili‌ fossili

Per decenni, l’industria del tabacco ha manipolato la scienza⁣ per nascondere i danni ⁤dei suoi prodotti e creare confusione⁤ sulle ⁤misure necessarie per ridurre tali danni; ha fatto pressione per evitare la regolamentazione e plasmare le politiche a suo favore. Ora, crescenti evidenze dimostrano⁢ che l’industria dei combustibili fossili non solo utilizza esattamente ⁤le stesse tecniche, ma ha anche collaborato con l’industria del⁤ tabacco ​per​ modellare le ⁣regole normative ⁢nel loro⁣ interesse condiviso.

Tuttavia, le due ‍industrie sono trattate ​in modo completamente diverso ⁣quando si ⁣tratta di politiche: mentre esistono ​regole che proteggono‌ il ‍processo decisionale ‍dall’industria del tabacco – un firewall noto come Articolo 5.3 – non esiste un equivalente per le‌ compagnie di combustibili​ fossili, anche​ se i ‍danni che provocano sono più significativi.

I membri del Parlamento Europeo avrebbero dovuto ⁢votare su una misura simile questa settimana, ma‍ è stata sconfitta a causa della mancanza di sostegno politico dal centro-destra.

Lo scorso ⁢febbraio, in risposta ‍a una petizione ⁣della Coalizione per una Politica Libera dai Combustibili Fossili, il ‌Parlamento‌ Europeo ha tenuto la prima‍ audizione pubblica ⁣trasversale ⁣per valutare la responsabilità dell’industria dei ⁣combustibili fossili ⁢nell’esacerbare​ la crisi del costo ⁣della ​vita.

Chiamato a fornire prove in questa audizione, ho sostenuto che l’industria dei combustibili fossili necessita dello stesso‍ tipo di firewall dell’industria del tabacco.

Imparare‍ dal passato:⁢ il caso dell’industria del⁢ tabacco

I parallelismi tra le⁣ cattive condotte dell’industria del tabacco⁤ e⁢ quella dei combustibili fossili sono⁢ evidenti. Ad esempio, ⁣a partire dagli anni ’50, l’industria del tabacco ha ⁢investito fondi‍ nella ricerca accademica presso prestigiose università per sostenere i⁣ suoi argomenti.

Le ‍industrie dei combustibili fossili hanno copiato questo modello per mettere in⁢ dubbio‌ il riscaldamento globale.

Un’altra strategia utilizzata dall’industria del tabacco è ⁤stata quella di alterare profondamente le‌ regole‍ sulla formulazione delle politiche. Queste regole,⁢ ora note ‌come “migliori”‌ o “intelligenti”, richiedono una consultazione precoce con le parti interessate e rendono obbligatoria una valutazione ‌dell’impatto orientata⁣ al ⁣business per ogni politica.

In⁤ altre parole, danno alle imprese interessate dalla regolamentazione un⁤ ruolo ⁤chiave in quella regolamentazione e⁣ richiedono specificamente una​ valutazione di come quel business sarà⁣ impattato.

Documenti interni dell’industria⁢ del tabacco resi⁣ pubblici attraverso contenziosi mostrano che British American Tobacco e i suoi alleati aziendali hanno spinto per queste regole perché prevedevano che avrebbero⁣ reso ⁢più ​difficile approvare politiche che ‌proteggono la‍ salute pubblica ⁤e l’ambiente.

Tuttavia, la⁤ necessità di proteggere la salute delle persone dai danni dell’industria del tabacco ha portato all’istituzione, nel‌ 2005, della Convenzione Quadro dell’Organizzazione Mondiale ⁢della Sanità‌ per ​il Controllo del Tabacco (WHO FCTC) – l’equivalente ‌dell’Accordo di Parigi per il tabacco.

Questo trattato vincolante include‍ un obbligo specifico – l’Articolo 5.3 – di proteggere le politiche dall’interesse “vestito” dell’industria ‌del tabacco.

Riconosce che quando si tratta di sviluppare ⁣politiche di salute pubblica che potrebbero impattare sulle vendite di tabacco, l’industria del tabacco è chiaramente in conflitto di interessi.

Questo significa non solo che ⁢l’industria del tabacco è esclusa dalle⁢ negoziazioni ⁢del trattato, ma che tutte‍ le‍ 182 parti del ​trattato, compresa l’UE, devono proteggere le loro⁢ politiche ⁢dall’influenza dell’industria‌ del tabacco.

Contrariamente ​alle affermazioni ‌fuorvianti dell’industria del tabacco, le ‍misure successive⁢ hanno⁢ contribuito a‍ far progredire la formulazione​ delle politiche di ‍interesse⁣ pubblico nel settore del tabacco e dovrebbero applicarsi ad altre industrie, compresa quella dei combustibili fossili.

Un Articolo 5.3, ⁤tranne che per i combustibili‌ fossili

La necessità urgente ⁤di un Articolo 5.3 per ⁣i combustibili fossili è illustrata dalla risposta della Commissione ‍Europea⁢ alla crisi energetica dopo l’invasione⁤ russa dell’Ucraina.

Invece di rivolgersi a esperti indipendenti, ⁣la⁤ Commissione ha cercato consigli su come ridurre la dipendenza dell’Europa ‌dal gas russo dalle stesse compagnie del ‍gas con un⁤ interesse nel mantenere la dipendenza del continente ⁣dal gas in generale.

Nei ‌12 ​mesi successivi all’invasione, ‌ci ‌sono ‌stati​ oltre 200 incontri tra compagnie del gas e il personale di alto livello della Commissione​ Europea e il “gruppo di esperti” che la Commissione⁢ ha istituito ​non ⁤conteneva veri esperti, ma solo dirigenti del⁣ settore.

Non sorprende che la risposta europea alla crisi abbia favorito gli interessi dell’industria‌ dei combustibili ​fossili‌ rispetto a quelli del‌ pubblico.

Invece di implementare le ⁤tasse sui profitti straordinari ⁣e ⁢i limiti di⁤ prezzo che avrebbero⁢ potuto⁣ abbassare le bollette ‍energetiche, aziende come Shell, BP, TotalEnergies, Chevron e ExxonMobil hanno registrato ‌profitti eccessivi mentre milioni di persone in Europa, di fronte⁢ a bollette inutilmente costose, non potevano permettersi⁤ di riscaldare le loro case.

In sintesi, l’assenza di un ‌firewall⁢ e il mancato riconoscimento del chiaro conflitto​ di interessi nel chiedere alle compagnie del ‌gas di plasmare la risposta ha portato la Commissione Europea a prendere decisioni politiche scadenti.

È​ impossibile ignorare le ‌prove del ⁣danno causato dalle grandi‌ compagnie petrolifere e del gas. Rivolgersi ‌a loro per diminuire la dipendenza dai combustibili fossili è come chiedere all’industria​ del ⁤tabacco consigli ‍su⁣ come ​smettere di fumare.

Ecco perché l’industria⁤ dei combustibili ‍fossili ha urgentemente bisogno di una regolamentazione ⁤del lobbying ‌in stile tabacco. Solo con un tale firewall possiamo sperare di contrastare ⁤il potere del lobby dei combustibili⁣ fossili e garantire che iniziamo a vedere la formulazione di politiche di interesse pubblico ⁤in questo settore che è urgentemente necessaria.