Meteo gelido, da Milano alle città del Nord Italia, termosifoni accesi. Ma c’è chi ostacola
Il freddo è tangibile, come indicano i termometri che sono precipitati furiosamente ; e sui numeri non si può discutere. A Milano e in molte città del Nord Italia, la temperatura è scesa di 25 gradi rispetto a qualche giorno fa. È un crollo che ha pochi precedenti; nemmeno durante la nevicata di aprile del 1991 si registrò un simile abbassamento di temperatura, e nevicò in pianura.
Tuttavia, la burocrazia ha stabilito quando si possono accendere o spegnere i termosifoni. Per chi possiede un impianto autonomo è relativamente semplice, e talvolta ciò avviene in violazione delle normative comunali. “Vorrei vedere chi viene a casa mia a controllare quanti gradi ci sono”, dicono in molti. Nei condomini, però, la situazione è ben diversa. È necessaria una richiesta da parte dei condomini e una valutazione da parte dell’amministratore del condominio.
“Su Corriere della Sera leggiamo: a Milano, quindi, è possibile accendere i termosifoni, ma è più semplice per le abitazioni con caldaia autonoma. Per chi ha un impianto centralizzato, l’amministratore di condominio, una volta raccolte le richieste dei condomini, dovrà valutare se concedere una proroga. ‘Serve cautela e responsabilità. Bisogna verificare se ci sono effettivamente delle esigenze che giustifichino l’accensione dei caloriferi. Ad esempio, nel caso in cui ci siano persone anziane all’interno del palazzo’, spiega Leonardo Caruso, presidente della sede provinciale milanese dell’Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari.”
In fin dei conti, la solita storia. Non sarebbe più semplice obbligare ciascun appartamento a dotarsi di un termostato e attivare la caldaia con un semplice comando a distanza? La tecnologia lo consente. Ed ecco perché in tanti sono costretti a tenere le pompe di calore accese per attenuare il drastico calo termico che ha portato la temperatura delle stanze tra i 16 e i 17 gradi. Tuttavia, non tutti i condomini possono gestire autonomamente la temperatura con la pompa di calore.
Poi ci sono i coraggiosi del freddo , che mantengono 10 gradi in casa perché sostengono che ciò rafforzi il sistema immunitario, nonostante la scienza dimostri che si tratta di una convinzione errata, e che ciò sottoponga il nostro corpo, specialmente se sedentario, a stress.
Insomma, fa freddo e i termosifoni sono spenti , fa caldo d’inverno e in casa ci sono 25 gradi, si tengono le finestre aperte e nessuno dice niente. La burocrazia del risparmio energetico in un paese occidentale del G7 funzionano come 30 anni fa . Eccetto per le auto di cui ci sarebbe tanto da dire, ma non è il tema odierno.
Ci sono delle regole bizzarre e battute di sindaci convinti che a 19 gradi si possa lavorare splendidamente risparmiando , mentre negli ospedali, con 25/28 gradi esterni, gli scorsi giorni i pazienti hanno tenuto le finestre delle stanze aperte.
L’Italia è quel paese che ha speso molti soldi in finanziamenti a fondo perduto per il risparmio energetico dei privati, e che si è lasciata truffare con i prezzi gonfiati dei lavori. In Italia c’è troppa la burocrazia in ogni ambito, ed il sistema Paese non funziona se non è snello. La politica litiga e non collabora, chi ha fatto i danni urla contro chi vuole sistemare le cose, e viceversa. E’ un sistema malato che va avanti così da sempre.
