Parlare al vento del cambiamento METEO

Parlare al vento del cambiamento METEO

Talvolta si dice “parole sprecate” o “parole al vento”. Beh, diciamo che nel corso dell’Inverno sono state tantissime, senz’altro troppe, tutte in una sola direzione: quella del cambiamento meteo climatico.

Siamo andati alla ricerca, fin da gennaio, di segnali che potesse indicare la via invernale , quella vera, quella che avrebbe dovuto rappresentare la normalità stagionale. I segnali erano incoraggianti e ci siamo lasciati trasportare dalle complesse dinamiche atmosferiche.

Complesse, appunto, talmente complesse che come al solito abbiamo dovuto alzare bandiera bianca . Sì, perché le tante variabili a contorno hanno fatto sì che qui da noi non abbia mai fatto freddo. Al contrario, hanno fatto sì che qui da noi dominasse in lungo e in largo l’Anticiclone Africano.

Il risultato lo conosciamo tutti, quindi inutile riproporre sempre la solita minestra . Però dobbiamo un attimino sfogarci, nel senso che abbiamo sprecato tanto di quel fiato che l’Inverno – anzi il “non Inverno” – lo ricorderemo per la tanta fatica.

Fatica che per certi versi non ci consentiva di credere in una svolta così profonda, una svolta capace di rimettere qualche tassello al proprio posto . Non tutti, diciamo che il puzzle non è ancora completo, ma non possiamo lamentarci, non se paragoniamo le condizioni meteo delle ultime 2 settimane con quelle di un Inverno intero.

Quindi, alla fin dei conti, non sono state parole buttate al vento . Parlare di cambiamento è servito, magari non a portare il freddo vero, ma almeno possiamo parlare di perturbazioni atlantiche, di pioggia, di neve, insomma di maltempo. Di quel meteo che d’Inverno è venuto meno, di quel meteo che avrebbe dovuto rappresentare la normalità stagionale.

Normalità che in questo primissimo scorcio primaverile sta prendendo il sopravvento e chissà che sia un buon viatico in vista della seconda metà di marzo, poi di aprile, infine di maggio.