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Dal 22-24 marzo 2024, il Nord America è stato testimone di un’ondata di tempeste di neve senza eccezionale, che ha messo a dura prova la resistenza di molteplici aree, spaziando dagli Stati Uniti al Canada. Questo evento atmosferico ha avuto un impatto significativo su diverse regioni, tra cui il Midwest americano, abbracciando stati come il Minnesota, il Wisconsin, il Michigan, l’Illinois, l’Indiana e l’Ohio; il Nord-est, con New York, la Pennsylvania, il New Jersey, il Connecticut e il Massachusetts; nonché le Montagne Rocciose, incluse Colorado, Wyoming e Montana. Dal lato canadese, le aree più colpite includono l’Ontario, con città come Toronto, Ottawa e Hamilton; il Quebec, dove Montreal e Quebec City hanno risentito fortemente delle tempeste; e le province atlantiche, con la Nuova Scozia, il Nuovo Brunswick, Terranova e Labrador sotto assedio dalla neve.

 

Le caratteristiche salienti di queste tempeste includono nevicate abbondanti, che in certe località hanno superato il metro di accumulo, stabilendo nuovi record. I venti forti, che hanno toccato i 100 km/h, hanno generato veri e propri blizzard, riducendo drasticamente la visibilità. Le temperature, poi, sono precipitate a livelli estremi, toccando punte di -20°C.

 

L’impatto di queste condizioni meteo avverse si è manifestato in vari modi, causando non solo disagi ai trasporti, con la cancellazione di migliaia di voli e la chiusura di arterie stradali fondamentali, ma anche interruzioni di corrente che hanno interessato milioni di persone, lasciate senza elettricità a causa del peso della neve sui cavi elettrici. Inoltre, i danni a proprietà private e pubbliche, causati dalla forza del vento e dal peso della neve, hanno richiesto interventi urgenti per garantire la sicurezza dei cittadini. La quotidianità delle persone è stata altresì sconvolta, con scuole e attività commerciali costrette a rimanere chiuse.

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