Yellowstone e altri 8 parchi nazionali ricevono fondi per salvare alberi da funghi letali
La minaccia alla biodiversità dei parchi nazionali
Una malattia fungina invasiva sta devastando le foreste di pino bianco in diversi parchi, ma un nuovo finanziamento federale sarà utilizzato per aiutare le foreste a riprendersi. La malattia, nota come ruggine vescicolare del pino bianco, crea cancri mortali, o vesciche, sugli alberi di pino bianco che infetta. Si è notato che il numero di pini bianchi è diminuito rapidamente a causa della malattia, insieme a parassiti e cambiamenti climatici, portando a una perdita stimata di 325 milioni di pini bianchi.
• La minaccia alla biodiversità dei parchi nazionali
• Il piano di azione per la salvaguardia
• L’origine della malattia e la sua diffusione
Questi alberi svolgono un ruolo fondamentale nell’ambiente poiché regolano il flusso dello scioglimento della neve verso i corsi d’acqua a valle e forniscono semi che servono come fonte di cibo ad alto contenuto calorico per orsi grizzly, nocciolaie di Clark e più di una dozzina di altre specie animali. Con meno pini bianchi, questa fonte di cibo critica e la salute di molti fiumi e ruscelli sono compromessi.
Il piano di azione per la salvaguardia
Per combattere questo, i responsabili dei parchi hanno dichiarato che utilizzeranno parte di un investimento di 195 milioni di dollari proveniente dall’Inflation Reduction Act per sforzi in nove parchi nazionali in California, Montana e Wyoming. Il finanziamento esplorerà metodi per aiutare a ripristinare le foreste di pino bianco nei parchi nazionali di Glacier, Grand Teton, Mount Rainier, North Cascades, Olympic, Sequoia, Yellowstone e Yosemite.
Le strategie di intervento
I biologi utilizzeranno azioni informate dal clima e lavoreranno con partner e tribù per piantare semi e piantine resistenti alla ruggine, identificare alberi resistenti alla ruggine, monitorare la sopravvivenza delle piantine e identificare rifugi climatici come parte della Strategia Nazionale di Restauro del Pino Bianco.
L’origine della malattia e la sua diffusione
La ruggine vescicolare del pino bianco è originaria dell’Asia e fu portata in Nord America dall’Europa all’inizio del XX secolo. Da allora, la malattia si è diffusa in 38 stati e è diventata una grave minaccia per i pini bianchi ad alta quota.
La situazione è preoccupante, poiché la perdita di questi alberi non solo influisce sulla biodiversità delle foreste, ma ha anche un impatto diretto sulla vita di molte specie animali che dipendono dai semi dei pini bianchi come fonte di cibo. Inoltre, la salute dei corsi d’acqua a valle è messa a rischio, con possibili conseguenze negative per l’ecosistema acquatico e per le comunità umane che dipendono da queste risorse idriche.
Il finanziamento e le strategie messe in atto rappresentano una speranza per il futuro delle foreste di pino bianco e per la biodiversità dei parchi nazionali. L’obiettivo è quello di creare un ambiente più resiliente e in grado di resistere alle minacce poste da malattie, parassiti e cambiamenti climatici. La collaborazione tra biologi, partner e tribù è fondamentale per il successo di queste iniziative, che mirano a preservare il patrimonio naturale per le generazioni future.
