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shutterstock 1918785761 scaled La missione Proba-3 dell’Agenzia ⁣Spaziale Europea‌ (ESA) si prefigge di osservare l’atmosfera ​solare come mai prima d’ora, grazie all’impiego di due satelliti che lavoreranno in tandem. Previsto per‍ il lancio a settembre, questo progetto sfrutta tecnologie⁢ innovative per ridurre la diffrazione della luce, migliorando così ⁣le capacità ​di osservazione del Sole. Gli strumenti di Proba-3 saranno‍ testati durante un’imminente eclissi⁢ solare.

 

Preparativi ‍pre-lancio di Proba-3

Visita ai satelliti

Prima del lancio congiunto dei due satelliti previsto per quest’anno, gli scienziati che utilizzeranno le osservazioni di Proba-3 hanno avuto l’opportunità di⁣ vedere i ​satelliti di persona. Questo team testerà l’hardware sviluppato⁢ per la missione durante un’eclissi solare terrestre che avrà luogo nell’America settentrionale il​ prossimo ⁢aprile.

Integrazione finale

I due satelliti stanno attualmente completando l’integrazione finale presso le strutture di Redwire vicino ad Anversa, ⁢in Belgio. Hanno ricevuto la‌ visita​ del Proba-3 Science Working Team, un gruppo di 45 fisici solari provenienti​ da tutta⁢ Europa ​e dal resto del mondo.

 

Design e tecnologia⁣ innovativi

Hardware e precisione

“L’hardware del satellite era davvero impressionante da ⁤vicino,” spiega Joe Zender, scienziato⁣ del progetto Proba-3 ‍dell’ESA. “Mi ha‍ colpito​ particolarmente quanto la testa della telecamera sul satellite Coronagraph ⁢sia ⁣vicina all’array ‍solare, a meno di un metro di distanza. Mentre l’array si affida ad un’alta illuminazione solare, ⁤la telecamera deve rimanere in completa oscurità, senza ⁤alcuna luce parassita. Questo rende evidente ⁤quanto sia necessario mantenere con precisione quell’ombra piccola proiettata dall’Occulter.”

Un approccio unico

Presente anche ​il noto astrofisico⁤ statunitense​ Russell Howard dell’Università Johns ⁢Hopkins Applied Physics Lab, che ha svolto un ruolo di primo piano nelle missioni Parker Solar Probe della NASA e SOHO dell’ESA-NASA: ‌”Le navicelle spaziali sono più piccole di quelle con cui ho lavorato in​ precedenza, principalmente perché si tratta di un singolo‍ imager solare‍ con ⁤due strumenti molto più piccoli.​ Ma il concetto della missione è così unico: posizionare un⁢ occulter a 150 metri‍ dal telescopio per‌ consentire l’imaging ‍estremamente vicino‍ al⁣ lembo del Sole non è mai stato fatto prima, come se il‍ satellite Occulter fosse una ⁢mini-Luna. Non vedremo ⁤così ⁢vicino al lembo solare⁣ come durante un’eclissi terrestre, ma avere tali immagini per ore rispetto alla durata ⁤di 5-10 minuti di un ‌evento ⁢di eclissi‌ sarà⁤ spettacolare.”

 

Strategia e sfide della missione

Preparativi e confronto con strumenti esistenti

Proseguendo verso ⁣l’Osservatorio Reale‍ del⁤ Belgio a Bruxelles, il‌ team ha discusso i preparativi per la missione,‍ inclusi i piani per elaborare e distribuire i suoi dati,​ pianificare co-osservazioni con altre missioni spaziali e⁣ valutare le ⁢prestazioni relative di Proba-3 rispetto agli strumenti ‘coronagrafi’ esistenti impiegati per le ⁣osservazioni coronali.

Obiettivi scientifici e strumenti

“Le ruote dei⁣ filtri ⁢consentono l’osservazione‍ della corona sotto diversi⁣ angoli di polarizzazione, come⁣ cambiare tra diversi occhiali da sole polarizzati,” aggiunge Joe. “Il bello di osservare durante un’eclissi reale è che​ non avremo bisogno di alcun occulter, per ottenere un’idea del tipo⁢ di risultati che otterremo da Proba-3.”

Il team scientifico ha anche⁢ discusso il secondo⁣ strumento di Proba-3, ​il Digital Absolute Radiometer, ​DARA, che misurerà l’irradianza ⁣solare totale, ovvero quanta energia​ emette il ⁣Sole in un dato momento.

“Supponendo che l’output del Sole influenzi il clima terrestre,⁢ è importante misurare qualsiasi variazione il più precisamente ‍possibile,” sottolinea Joe.

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