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shutterstock 2099040904 scaled Un dottorando dell’Università di Lancaster ha​ sviluppato ⁣un metodo innovativo per misurare⁢ la ‌profondità ottica degli ⁢anelli ⁤di Saturno,⁣ basato sulla quantità di luce solare che raggiungeva la sonda Cassini mentre si trovava nell’ombra degli ​anelli. La profondità ⁣ottica è legata alla trasparenza di un oggetto e indica quanto ​luce⁤ può attraversarlo prima di essere assorbita o ‍diffusa.

 

La ⁤missione Cassini e la collaborazione di ricerca

La ricerca, condotta dall’Università di Lancaster in collaborazione con l’Istituto Svedese di Fisica Spaziale, è ‍stata recentemente pubblicata sulle Monthly Notices of the Royal Astronomical Society.

La sonda Cassini

La sonda Cassini, una collaborazione tra NASA e ESA, è stata lanciata nel 1997‍ e ha‌ raggiunto Saturno nel 2004, conducendo ‍il più ampio ⁤studio del pianeta e delle sue lune fino ⁢ad oggi. La missione si è conclusa‌ nel‌ 2017 quando Cassini si è immersa nell’atmosfera di Saturno, dopo ‍aver effettuato 22 passaggi tra il pianeta e i suoi anelli.

La ‌collaborazione di ricerca

Il dottorando ‍dell’Università di Lancaster,​ George Xystouris, ⁢sotto ‌la supervisione del Dr. Chris Arridge, ha analizzato i dati storici della sonda Langmuir a bordo di Cassini, uno strumento che misurava il plasma freddo, cioè ioni ed ⁣elettroni a bassa energia, nella magnetosfera di⁢ Saturno.

 

Metodologia e risultati

Il metodo di studio

Per il loro studio, si sono concentrati sulle eclissi solari della sonda: periodi in⁤ cui Cassini si trovava nell’ombra di Saturno o degli anelli principali. Durante ogni ‍eclissi,⁢ la ‌sonda Langmuir registrava cambiamenti drastici nei⁢ dati.

I risultati ottenuti

Xystouris⁣ ha spiegato: “Poiché la sonda è ‍metallica, quando è illuminata dal sole, la luce solare può fornire abbastanza⁤ energia ⁣alla sonda per rilasciare elettroni. Questo è⁤ l’effetto fotoelettrico, e gli elettroni che ‍vengono rilasciati sono detti ‘fotoelettroni’. Possono ⁤creare problemi, poiché hanno le stesse proprietà ⁣degli elettroni⁤ nel plasma ‌freddo ​intorno a Saturno e‌ non‌ c’è un ​modo semplice ⁢per separare i due”.

“Concentrandoci sulle variazioni dei dati, ci siamo resi conto ⁣che erano collegati a quanto luce solare ogni anello permetteva di passare. Alla fine, utilizzando le proprietà del materiale di⁣ cui era fatta la sonda Langmuir,‍ e quanto era luminoso il ‌Sole nel⁤ vicinato di Saturno, siamo riusciti a calcolare il⁣ cambiamento nel numero⁢ di fotoelettroni per ogni anello, e calcolare la profondità ottica degli anelli di Saturno.

“Questo è stato un risultato nuovo ed emozionante! Abbiamo utilizzato uno strumento che è principalmente usato per misurazioni del plasma per misurare una caratteristica planetaria, che è un uso unico della sonda Langmuir, e i nostri ⁣risultati concordavano con studi che utilizzavano immagini ad alta risoluzione per misurare​ la trasparenza degli ⁢anelli”.

 

La visibilità futura degli anelli di Saturno

Gli anelli principali, che si estendono fino a 140.000 km dal pianeta, ⁢ma hanno ⁤uno spessore massimo di soli 1 km, spariranno dalla vista dalla ⁣Terra entro ​il 2025. In quell’anno⁤ gli anelli⁣ saranno‍ inclinati​ di spigolo verso la Terra, rendendo quasi impossibile vederli. Si inclineranno di nuovo verso la Terra ‌durante la prossima fase dell’orbita di 29 ‍anni di Saturno e continueranno a diventare più visibili⁢ e luminosi fino al 2032.

Il professor Mike Edmunds, presidente della Royal⁣ Astronomical ⁣Society, ha aggiunto: “È sempre bello vedere uno studente di dottorato coinvolto ⁢nell’uso⁣ di ⁣strumentazione di sonde spaziali in un modo ⁣insolito e inventivo. L’innovazione di questo tipo ⁢è proprio‌ ciò che serve nella ricerca astronomica – ​e un approccio che⁣ molti ex studenti che sono⁢ in una varietà di ⁣carriere stanno applicando⁣ per aiutare a risolvere i ⁢problemi del mondo”.

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