Borghi dell’Irpinia da scoprire: i più affascinanti

Borghi dell’Irpinia da scoprire: i più affascinanti

Il borgo del principe musicista

Il borgo arroccato su due colli

La storia e le bellezze di Ferrara

Il Castello Guevara e la Porta Grande

Le chiese e il Palazzo Orsini

Il castello normanno e il convento di San Francesco

La Madonna dell’Incoronata e i tratturi

Monteverde, un borgo immerso nel verde

Il castello e i palazzi storici

L’Irpinia, una terra di antichi borghi arroccati su colli e monti, è una zona montuosa e collinare situata al centro della Campania, che sorprende per la sua natura rigogliosa. Da Summonte a Zungoli, passando per Gesualdo, Savignano Irpino e Monteverde, questi paesini sono oggi annoverati tra i Borghi più Belli d’Italia.

Summonte, un piccolo comune in provincia di Avellino, si trova a circa settecento metri sul livello del mare, ai piedi del Monte Vallatrone e circondato da montagne ricche di sorgenti. Il suo nome deriva dal latino “sub monte”, che significa “sotto il monte”. Iscritto nel Parco Regionale del Partenio, Summonte era un antico presidio militare, prima normanno, poi svevo e infine angioino. Il borgo conserva una Torre Angioina in pietra calcarea che domina l’antico abitato, il borgo medioevale con la Congrega del Santissimo Rosario risalente al 1600, il centro storico, la Chiesa di San Nicola di Bari e il Museo Civico di interesse regionale. Inoltre, è possibile visitare la zona archeologica con le rovine del vecchio insediamento e l’anfiteatro che ancora ospita spettacoli e concerti. Per gli amanti delle passeggiate, ci sono numerosi sentieri naturalistici che collegano Summonte all’altopiano di Campo San Giovanni e a Montevergine.

Il borgo del principe musicista

Gesualdo è un altro dei Borghi più Belli d’Italia situato in Irpinia. Il suo nome deriverebbe da quello del cavaliere longobardo al quale il duca Romoaldo avrebbe donato le terre poi ereditate dalla famiglia dei Gesualdo, probabilmente nel VI secolo, durante la guerra con i Bizantini. Secondo altri, il toponimo medievale, Gisivaldum, deriverebbe da Gis-wald, ovvero “bosco di Gis”, dal nome del cavaliere. Ad ogni modo, la storia racconta che questo fu un feudo longobardo fino alla conquista normanna. Erano normanni i Gesualdo che avrebbero poi retto a lungo il castello: il primo signore fu Guglielmo d’Altavilla, ma il più importante della famiglia fu Carlo Gesualdo. Nato a Venosa, in Basilicata, nel 1566, cresciuto alla corte napoletana del padre frequentata dai migliori musicisti e dall’aristocrazia partenopea, Carlo Gesualdo si rifugiò in questo possedimento di famiglia dopo aver assassinato nel 1590 la moglie Maria d’Avalos e il suo amante Fabrizio Carafa sorpresi insieme a letto. Nell’isolamento del borgo, il principe coltivò la passione per la musica, divenendo uno dei più importanti compositori italiani del tardo Rinascimento. È ricordato soprattutto per i suoi madrigali, ma compose anche musica sacra. Il borgo, situato su un’altura che guarda due valli, è uno dei più suggestivi dell’Irpinia. Qui bisogna visitare il castello, fondato nel VII o nel IX secolo, trasformato in corte tardo-rinascimentale da Carlo Gesualdo. I palazzi Pisapia e Mattioli, con i loro grandi saloni, loggiati e giardini pensili, testimoniano del gusto dell’aristocrazia locale del XVII secolo. Passeggiando nel borgo incontrerete poi le fontane dei Putti (1605), d’Alabastro (1688), del Canale e l’antico lavatoio. I principali edifici di culto sono: la chiesa di San Nicola, di origine medievale e ricostruita nel 1760; la chiesa del Rosario con l’annesso convento domenicano, cominciata da Carlo Gesualdo e conclusa da Nicolò Ludovisi nella prima metà del Seicento, ricca di altari barocchi di marmo policromo; la chiesa di Santa Maria delle Grazie, costruita insieme al monastero dei Cappuccini, nel 1592, per volontà del principe assassino; infine la chiesa di Santa Maria degli Afflitti, costruita nel 1612. Infine il Cappellone è un’imponente opera realizzata nel XVII secolo con cupola emisferica, base quadrata e facciata in pietra, noto anche come “cappella del Santissimo Sacramento”.

Il borgo arroccato su due colli

Savignano Irpino è un borgo arroccato su un rilievo a forma di sella, posto alla destra del fiume Cervaro su due alti colli, il Tombola e il Calvario. Le sue origini deriverebbero da un certo Nasellius Sabinus, un militare romano vissuto nel I secolo da cui trasse il nome il Fundus Sabinianus e poi il Castrum Sabinianum, oppure dalle popolazioni italiche pre-romane, i Sabini, stanziati nell’Italia centrale. I graffiti neolitici rinvenuti nella grotta di San Felice testimoniano della presenza umana fin dall’antichità.

La storia e le bellezze di Ferrara

Il piccolo borgo di Ferrara, situato nella regione italiana della Campania, è un luogo ricco di storia e di fascino. Le sue origini risalgono a tempi antichissimi, come dimostrano i resti di insediamenti preistorici presenti nella zona. Tra questi, spiccano quelli di Ferrara, S. Angelo e Sierro Palumbo, che testimoniano la lunga storia di questo luogo.

Il Castello Guevara e la Porta Grande

Uno dei monumenti più importanti di Ferrara è il Castello Guevara, una struttura difensiva risalente all’epoca longobarda (VII-VIII secolo). Nel corso dei secoli, il castello è stato trasformato dai Normanni in una fortezza e successivamente adibito a palazzo signorile durante la dominazione Guevara. Un altro elemento di interesse è la Porta Grande, l’antica porta di accesso al paese, che insieme alla Via Dei Finestroni, una delle strade più antiche del centro storico, rappresenta un tuffo nel passato di Ferrara.

Le chiese e il Palazzo Orsini

Visitando Ferrara, non si può fare a meno di ammirare la Chiesa Madre, di origini romaniche, con il suo battistero risalente al 1514. Anche la Chiesa del Purgatorio, risalente all’Ottocento e recentemente restaurata, merita una visita. Il Palazzo Orsini, costruito nel 1727 per volere di colui che poi divenne Papa Benedetto XIII, è un altro edificio di grande interesse storico e architettonico. La Fontana Angelica, dove sgorga l’acqua del monte S. Angelo, è un luogo suggestivo dove un tempo si procurava l’acqua domestica. Infine, il Belvedere Tombola offre una vista panoramica mozzafiato sulla valle del Cervaro.

Zungoli è un borgo incantevole situato su un colle circondato dai monti Molara, Monticelli e Toppo dell’Anno. Il suo nome potrebbe derivare da diverse origini, tra cui quella di un capitano normanno di nome Curulo che edificò la rocca per proteggersi dai Bizantini, o dal cognome Zùngolo di origine greco-bizantino diffuso in Lucania.

Il castello normanno e il convento di San Francesco

Oggi Zungoli è riconosciuto come uno dei Borghi più Belli d’Italia e ha ottenuto anche la Bandiera Arancione del Touring Club. Il paese si è formato intorno all’anno 1000, quando la popolazione delle campagne si è concentrata in un centro abitato difeso da mura e castello. Il castello normanno, costruito nell’XI secolo e trasformato nel XVI secolo in residenza nobiliare, è uno dei monumenti più importanti del borgo. Ai piedi dell’abitato, fuori le mura, sorge il convento di San Francesco dei Frati minori riformati, costruito sulle fondamenta della chiesa di S. Cataldo crollata a seguito del sisma del 1456 e in gran parte riedificato dopo il terremoto del 1930.

La Madonna dell’Incoronata e i tratturi

Interessante è anche la piccola chiesa adiacente al convento, restaurata recentemente, che ospita la Madonna dell’Incoronata, protettrice dei pastori e dei tratturi. Questi antichi percorsi, utilizzati per la transumanza del bestiame, attraversavano il territorio di Zungoli, rendendolo un luogo di passaggio e di scambio culturale e commerciale.

Monteverde, un borgo immerso nel verde

Monteverde sorge su un colle nell’alta valle dell’Ofanto, tra le valli del fiume Ofanto e dell’Osento, all’estremità orientale della provincia di Avellino. Il suo nome, Montis Viridis, fa riferimento al verde dei boschi che circondavano il monte su cui sorse il castello.

Il castello e i palazzi storici

Monteverde ha una lunga storia che risale al IV-III secolo a.C., quando qui si trovava un insediamento sannita. Oggi è un altro dei Borghi più Belli d’Italia, con un centro storico arroccato intorno al castello, caratterizzato da strette viuzze lastricate, case in pietra, archi e scalinate. Il castello, costruito in pietra locale, è stato adattato e ampliato nel XV secolo dagli Aragonesi e trasformato da fortezza a residenza signorile nel 1744 dai baroni Sangermano. Ai suoi piedi si possono ancora vedere alcune rovine delle mura pelasgiche-sannitiche. Nelle stradine del paese si trovano anche i palazzi Pelosi e Spirito, appartenuti alla borghesia terriera ottocentesca.

Tra i luoghi di culto di Monteverde, spiccano l’ex cattedrale dedicata a Santa Maria di Nazareth, che conserva dipinti di scuola napoletana del Seicento, la chiesa parrocchiale anch’essa intitolata a Santa Maria di Nazareth, ricostruita nel 1728, la settecentesca chiesa di Santa Maria del Carmine, annessa al convento dei Carmelitani soppresso nel 1652, la chiesa di Sant’Antonio del XVII secolo e la chiesetta rurale di San Rocco all’ingresso del borgo.

In conclusione, Ferrara, Zungoli e Monteverde sono tre borghi italiani che offrono ai visitatori un viaggio indietro nel tempo, tra storia, arte e natura. Ogni angolo di questi luoghi racconta una storia e regala emozioni uniche, rendendoli mete imperdibili per chiunque desideri scoprire le bellezze nascoste della Campania.