Meteo, repentine ondate di gelo dalla Siberia
Il gelo dalla Siberia, genesi di un evento straordinario. I tempi di ritorno
È possibile che le condizioni meteorologiche del passato si ripresentino in futuro? Le analisi suggeriscono che il periodo di ricorrenza delle intense ondate di freddo in Europa si è dilatato, attribuibile a una combinazione di cambiamenti climatici e variazioni naturali del clima.
Le frequenti e severe ondate di freddo che si estendono dalla Russia verso l’Europa sono influenzate dalla posizione geografica della Russia stessa, che si estende dalle zone boreali fino alle regioni temperate, abbracciando un’ampia superficie che comprende sia aree artiche che continentali. Durante l’inverno, questa vasta regione continentale si raffredda significativamente, diventando la principale fonte di aria fredda dell’Emisfero settentrionale.
Queste ondate di freddo si manifestano quando masse d’aria gelida dalle zone artiche si muovono verso sud, portando temperature estremamente basse e condizioni meteorologiche severe in molte parti dell’Europa. Ciò può avvenire anche quando il freddo si sposta dalla Russia verso l’Europa a causa di un’inversione dei venti, come avvenuto nel 1963.
Durante l’inverno del 1963, il freddo e la neve colpirono duramente l’Inghilterra. Tormente di neve si abbatterono sul paese durante il periodo natalizio, con un blizzard che colpì Londra il 26 dicembre 1962, depositando fino a 90 cm di neve a Windsor. Dopo il 10 gennaio, il freddo e la neve fecero il loro ritorno, con il Tamigi nella zona di Londra che risultava in gran parte ghiacciato entro il 20 gennaio, causando notevoli problemi ai trasporti.
Il 21 gennaio, la temperatura a Londra scese a -2°C, mentre nelle campagne circostanti raggiunse i -6°C. La pioggia, cadendo a temperature inferiori allo zero, gelava al contatto con il suolo, rendendo molte strade impraticabili.
In Danimarca, le temperature rimasero costantemente sotto lo zero, anche durante il giorno, per due settimane consecutive, richiedendo l’attivazione dei rompighiaccio lungo le coste.
In Olanda, il 18 gennaio, le temperature calarono fino a -20°C, lasciando interi villaggi isolati a causa della neve.
In Austria, le temperature subirono un nuovo crollo: a Salisburgo si registrarono -17,2°C, a Vienna -12,2°C, mentre nei giorni precedenti i termometri avevano segnato fino a -27°C a Salisburgo e -28°C a Innsbruck. Si prevedeva un ulteriore abbassamento delle temperature sotto i -20°C.
Il Danubio si ghiacciò completamente a Budapest, con uno spessore del ghiaccio di 10 cm, condizioni di gelo non riscontrate in Ungheria dal 1956. Belgrado risultò quasi isolata dalla neve, che raggiunse uno spessore variabile tra i 50 e gli 80 cm.
Il 21 gennaio a Mosca fu il giorno più freddo del mese, con una temperatura minima di -28,9°C e una massima di -23,9°C. Durante tutto il gennaio 1963, la temperatura a Mosca non superò mai i -5°C.
In Italia, si attendeva l’arrivo di una nuova ondata di gelo. Sebbene il freddo fosse già intenso, soprattutto nel Centro-Nord, l’estremo Sud godeva di temperature più miti, con Reggio Calabria che registrava una massima di 16°C e Catania di 17°C.
Nonostante il sole splendesse, il freddo persisteva intensamente su tutta la Penisola a causa del vento rigido da Nord-Est; in Pianura Padana, invece, prevaleva una fitta nebbia gelata. Al Nord, le temperature rimanevano stabili rispetto al giorno precedente, mentre al Centro si registrava un ulteriore calo.
Sulle Alpi, si verificava una breve pausa dal grande freddo, con temperature spesso più basse in pianura
che in montagna. Nel Basso Piemonte e in Emilia, si toccavano valori fino a -15°C. La nebbia gelata dominava la scena e, a Milano, l’aeroporto rimaneva chiuso.
Infine, nevicava su tutto il Tavoliere delle Puglie, con nuove sorprese meteorologiche all’orizzonte.
