Meteo, la forza del Major Midwinter Warming spazzerà mezza Primavera meteorologica che inizia il 1° Marzo
Meteo sempre più estremo, e ci dobbiamo abituare. Questo genera eventi meteo straordinari. In questo mese di febbraio, parte del Nord Italia ha ricevuto precipitazioni quanto tre, quattro mesi invernali. Altre parti d’Italia, dove dovrebbe piovere d’inverno, le dighe di raccolta sono in secca e gli agricoltori temono che manchi l’acqua per le coltivazioni.
Nelle Alpi, dopo una stagione invernale eccezionalmente mite, con temperature record, arriva la neve, e ne viene troppa e tutta assieme, ed ecco che c’è il rischio valanghe. Il Nord America che solitamente non salta mai un vero inverno, ha avuto due stagioni più miti rispetto alla norma. Nel frattempo, gli scienziati sono allarmati per la grande corrente oceanica che è termoregolatrice del clima, e un suo blocco comporterebbe l’avvento di inverni siberiani sino all’Europa centrale. Fantasie? Nemmeno per idea, è già avvenuto in passato, mentre nel frattempo, la temperatura globale aumenterà.
E adesso, dopo un inverno mite qui in Europa ci troviamo di fronte alla variabilità del Vortice Polare, che annuncia repentine ondate di caldo in Stratosfera che in questo periodo dell’anno sono dette Midwinter Warming, poi Final Warming e che mettono in moto masse d’aria secondo i meridiani, generando improvvise ondate di gelo. Ed ecco che la nostra Primavera, ma la cosa non è affatto prevedibile, potrebbe essere spezzata varie volte.
Le condizioni atmosferiche di gelo che caratterizzano il mese di marzo sono oggetto di interesse per la comunità scientifica, poiché potrebbero essere il preludio di un fenomeno noto come Major Midwinter Warming (MMW), o riscaldamento maggiore di metà inverno. Questo evento atmosferico suscita notevole attenzione per le sue implicazioni sul clima terrestre, in particolare nelle zone polari. Si verifica nella stratosfera, uno strato atmosferico che si estende da circa 10 a 50 chilometri sopra il livello del mare, e si caratterizza per un rialzo improvviso e considerevole delle temperature all’interno della stratosfera polare. Tale cambiamento può influenzare significativamente anche il clima delle regioni a latitudini più basse.
Nel periodo invernale, l’atmosfera polare è generalmente dominata da un vortice di aria fredda che circonda il polo, denominato vortice polare. Questo fenomeno si forma a seguito della minore esposizione solare durante i mesi invernali, che conduce a temperature estremamente basse sopra i poli. Il vortice polare stratosferico aiuta a mantenere l’aria fredda vicina al polo e a stabilizzare i modelli meteorologici nelle latitudini medie.
Il MMW ha luogo quando onde atmosferiche di grande scala, originarie dalla troposfera (lo strato atmosferico più vicino alla superficie terrestre), si propagano verso l’alto raggiungendo la stratosfera. Queste onde, generate da variazioni di pressione e da irregolarità del terreno come le catene montuose, possono interagire con il vortice polare, trasferendogli energia e momento angolare. Quest’interazione può indebolire o dividere il vortice polare, causando un incremento rapido delle temperature stratosferiche, che possono salire di decine di gradi Celsius in pochi giorni.
Le ripercussioni immediate di un MMW includono un marcato riscaldamento della stratosfera polare. Tuttavia, le conseguenze di questo fenomeno si estendono ben oltre, influenzando la circolazione atmosferica anche nella troposfera e modificando i modelli meteorologici prevalenti. Ciò può risultare in inverni più miti nelle regioni polari e, al contrario, in condizioni più fredde e tempestose nelle latitudini medie. In Europa, ad esempio, un MMW può essere seguito da prolungate ondate di freddo.
Comprendere e prevedere i MMW è cruciale per la meteorologia e la climatologia, data la loro capacità di influenzare le condizioni climatiche su vasta scala per periodi che variano da settimane a mesi. Gli scienziati si avvalgono di modelli climatici e osservazioni satellitari per analizzare la formazione e l’evoluzione dei MMW, con l’obiettivo di approfondire le interazioni tra troposfera e stratosfera e il ruolo di questi eventi nel sistema climatico globale.
Nonostante gli avanzamenti nelle tecniche di osservazione e nella modellistica, prevedere la manifestazione e l’intensità dei MMW rimane una sfida, a causa della complessità delle interazioni atmosferiche. La ricerca continua tuttavia a illuminare i meccanismi che stanno alla base di questi fenomeni, migliorando la nostra capacità di prevedere gli effetti climatici associati e offrendo informazioni preziose per la pianificazione a lungo termine in vari settori.
Il riscaldamento stratosferico e le conseguenti ondate di freddo significative sull’Europa o altre parti dell’emisfero nord sono fenomeni noti che attirano l’attenzione. Le cause di tale riscaldamento, sebbene ancora oggetto di discussione, sono generalmente riconosciute nella comunità scientifica come legate all’attività solare. Le variazioni nel flusso solare, tra minimi e massimi, possono influenzare la temperatura atmosferica, specialmente nella stratosfera polare, sia direttamente, attraverso il trasporto di calore dall’Equatore verso i Poli, sia indirettamente, mediante l’azione delle onde planetarie.
Gli effetti immediati di un riscaldamento stratosferico includono la destabilizzazione del Vortice Polare Stratosferico (VPS), che può perdere forza a causa del riscaldamento. Questo indebolimento può variare in intensità, da lieve a forte, influenzando in modo significativo la circolazione atmosferica. Un riscaldamento particolarmente intenso può rendere il vortice ellittico o addirittura dividerlo in due nuclei, fenomeno noto come MMW. Eventi significativi di MMW si sono verificati, per esempio, nel gennaio 2012 e nel febbraio 2018, seguiti da ondate di freddo prolungate in Europa.
Non sempre, tuttavia, la destabilizzazione del VPS si riflette nelle regioni più basse dell’atmosfera. In alcuni casi, nonostante un forte disturbo del VPS, i suoi effetti non si manifestano nella troposfera. Quando il riscaldamento stratosferico è causato dall’intrusione di un’onda calda planetaria, è più probabile che i suoi effetti si estendano fino alle basse quote.
La destabilizzazione del VPS avvenuta nel gennaio 2012 ha avuto riflessi al suolo all’inizio di febbraio, con un periodo freddo e nevoso che ha interessato gran parte del centro-sud Europa a distanza di circa due settimane dall’evento MMW. Questo dimostra che, sebbene possano verificarsi riscaldamenti stratosferici significativi, i loro effetti al suolo possono essere assenti o ritardati.
In conclusione, il riscaldamento stratosferico, in particolare sotto forma di Major Warming, gioca un ruolo fondamentale nel determinare ondate di freddo significative e persistenti. Gli ultimi anni hanno visto l’influenza dell’alta pressione delle Azzorre durante l’inverno, un cambiamento attribuito al movimento verso nord della Cella di Hadley. Questi fenomeni evidenziano l’importanza dell’interazione tra vari fattori atmosferici e la necessità di una continua ricerca per comprendere e prevedere le loro implicazioni climatiche.
