Meteo, il freddo nord americano in Italia

Meteo, il freddo nord americano in Italia

Gli Stati Uniti sono colpiti da una terribile ondata di gelo. Oggi tocca a New York, da dove stiamo scrivendo, e dove da domenica la temperatura non si alza sopra gli 0°C. Ieri, martedì, c’è stata un po’ di neve che si è trasformata in gelicidio, cioè pioggia che gela in quanto al suolo la temperatura è inferiore allo zero. Stamattina, secondo l’ora locale, il freddo è reso particolarmente intenso dal forte vento, dando una sensazione termica glaciale. L’eccezionale gelo interessa gli Stati del sud, in direzione del Golfo del Messico, dove d’inverno le temperature sono simili a quelle del Sud Italia, ma questa mattina si registrano anche -22°C.

In Italia, nemmeno il peggior Buran, quel vento gelido proveniente dalla Siberia, per quanto ne sappiamo, ha mai causato un freddo così estremo. Inoltre, si tratta di temperature che non sono il risultato di inversione termica, come avviene spesso in Italia, ma sono dovute a un'”esplosione artica”, un’espressione americana che descrive efficacemente ciò che sta succedendo.

Ed anche oggi, prosegue la nostra serie di articoli dedicati a quel fortissimo freddo che si verificò nel gennaio 1985. I giorni che stiamo esaminando precedono una grande nevicata. Ma già si stavano verificando situazioni di grave emergenza a causa delle forti nevicate che avevano colpito la Penisola e le Isole Maggiori, fino alle coste, in particolare in Sardegna. Troverete anche informazioni sugli allagamenti provocati dai fiumi gelati. Descrizione del meteo estremo per ricordare quanto possa essere gelido il freddo anche in Italia, ovviamente quando è di rilevanza storica, non nella quotidianità di una stagione.

Discutere del gennaio 1985 serve, soprattutto in un’epoca di cambiamenti climatici come quella attuale, a focalizzare l’attenzione sugli eventi meteorologici estremi, poiché la scienza afferma che in futuro si manifesteranno con maggiore intensità rispetto al passato, forse con durata più breve (anche se non è sicuro) e molto probabilmente con situazioni improvvise, spesso definite esplosive. In questi giorni vi abbiamo raccontato del grande freddo improvviso che ha colpito l’Asia centrale, dove la temperatura è scesa di 30 °C in poche ore. Abbiamo parlato di nevicate record e di freddo. Ma vi stiamo anche parlando di grande caldo, di anomalie causate sia dalle fluttuazioni del clima che dai cambiamenti climatici.

Il grande freddo del 1985, avvenuto in quel gennaio, aveva tempi di ritorno calcolati tra i 30-50 anni, ma oggi, con il cambiamento climatico, non è più possibile fare affidamento su riferimenti temporali, dato che il clima sembra impazzito, preludio di un peggioramento futuro con un ulteriore aumento delle temperature globali.

Chiaramente, questo non è un articolo di previsioni meteorologiche. La rubrica dedicata a questi approfondimenti è quella dei reportage meteorologici e climatici. Qui troverete molti altri articoli sull’evento meteorologico estremo del 1985 e su altri.

Vi lasciamo alla lettura di cosa accadde in quel straordinario periodo del 1985.

9 gennaio 1985: una tranquilla giornata interlocutoria… nevica in mezza Italia! Si può considerare interlocutoria una giornata con nevicate su mezza Italia, fino a Napoli e in Sardegna, e temperature in Val Padana scese fino a oltre 10 gradi sottozero? Durante quell’incredibile ondata di gelo del 1985, il 9 gennaio fu proprio così, in vista di ciò che sarebbe successo nei giorni seguenti.

Tuttavia, l’intero Sud è alle prese con il maltempo e diffuse nevicate, a causa dello spostamento verso sud della massa d’aria fredda e perturbata. Al suolo c’è una depressione centrata tra Lazio, Campania, Molise e nord Puglia, che attira forti venti freddi da nord.

L’isoterma di -10°C al livello di pressione di 850 hPa (circa 1350 metri di altitudine) include tutto il Nord Italia; la -6°C copre tutta la Sardegna e il Centro Italia; la -5°C raggiunge la Campania e il nord della Puglia. In queste zone, se ci sono precipitazioni, si trasformano in neve fino in pianura. Tutto il territorio italiano, compresa la Sicilia, a quella quota, è sottozero.

Infatti, nevica ancora a Roma (uno-due centimetri), e stavolta anche a Napoli (circa dieci centimetri nei quartieri alti), nuovamente ad Ischia, nel salernitano e nel Cilento. Nevica in tutta la Basilicata. L’Aquila è semi-paralizzata per mezzo metro di neve. Mezzo metro di neve cade anche sull’Umbria. In Veneto, nella notte, cadono da 10 a 25 centimetri di neve su tutta la pianura, Venezia inclusa.

È anche il giorno della grande nevicata in Sardegna: l’intera isola è ricoperta di neve. A Cagliari non nevicava così abbondantemente dal 1960; a Carloforte da 50 anni.

Situazione critica a Firenze, semi-paralizzata. Il Volterrano e l’alta Val di Cecina sono sommersi da 80 cm di neve. Ancora più critica è la situazione a Bologna, dove nevica incessantemente da 36 ore.

Le temperature minime e massime in Italia mostrano lievi aumenti rispetto ai due giorni precedenti, ma restano molto fredde: Bolzano -12/2,2°C, Torino -12/0°C, Milano -11,2/-5,5°C, Trieste -7,1/-3,9°C, Bologna -8/-4,8°C, Genova -3,2/2,9°C, Firenze -3/-0,6°C, Perugia -7,5/0°C, Ancona -5,3/-2°C, L’Aquila -11/-2°C, Pescara -5/+3°C, Roma -4/4°C, Campobasso -5/-2,4°C, Potenza -4/-1°C, Napoli -1/5°C, Alghero 0/5°C, Cagliari 0/3°C.

Anche nel resto d’Europa continua il grande freddo. In Francia si registrano nuovamente -35°C nel Jura, mentre la Costa Azzurra, da Nizza a Cannes, è semi-paralizzata dalla neve caduta il giorno precedente e rimasta al suolo per le basse temperature (fino a -12°C a Cannes!).

Anche in Spagna si verificano abbondanti nevicate e il ghiaccio ricopre le strade. Come in Italia, si torna indietro al 1956 per trovare situazioni simili. A Gerona, in Catalogna, la temperatura scende a -13°C. In Belgio, si ferma l’attività della grande fabbrica di acqua minerale a Spa perché le bottiglie si congelano durante il trasporto. Negli ospedali manca il gesso: troppe fratture causate da scivoloni sulla neve ghiacciata! A Bucarest cadono trenta centimetri di neve; maltempo con neve e gelo colpisce anche la Jugoslavia.

Ma c’è anche l’aspetto opposto: a Nuuk, in Groenlandia, la capitale più fredda del mondo, si registra una temperatura massima di 9,6°C e non scende sotto lo zero nemmeno di notte, con valori tra 10 e 15 gradi superiori alle medie mensili.

In Svizzera, si raggiungono -20°C a Ginevra e -25°C a Zurigo. In quasi tutto il resto d’Europa si assiste a un leggero rialzo delle temperature rispetto ai giorni precedenti, e anche a quelli che verranno. Pensavate che il freddo fosse finito qui?