Meteo: aria gelida siberiana a contatto con le calde acque del Mediterraneo? Neve, tanta neve
Il racconto delle condizioni meteo durante le più significative ondate di freddo verificatesi negli ultimi decenni mira a esaminare le potenzialità del clima rigido in Italia. Questa analisi è particolarmente rilevante se si considera l’aumento della temperatura globale dovuto ai cambiamenti climatici. Tali cambiamenti hanno probabilmente ridotto l’estremismo e la frequenza delle fluttuazioni climatiche, così come gli effetti di queste ultime, anche se in misura minore.
Nonostante una riduzione della frequenza rispetto al passato, molte ricerche scientifiche sostengono che si possano ancora verificare ondate di gelo di rilevanza storica in futuro. Questa teoria è sostenuta da numerosi scienziati nel mondo anglosassone, specialmente negli Stati Uniti, dove le ondate di gelo invernali di quest’ultimo decennio hanno assunto caratteristiche eccezionali. Tuttavia, confrontando con il passato, si osserva una riduzione nella frequenza di tali eventi.
Il centro di ricerche e previsioni meteorologiche europeo Copernicus ha rilevato che l’Europa ha sperimentato un aumento della temperatura media nell’ultimo decennio superiore a quello degli altri continenti, attribuendone la causa principalmente all’attività umana.
Tuttavia, è evidente, benché poco enfatizzato dai media, che alle spalle delle modifiche del tempo atmosferico che osserviamo vi sono anche fluttuazioni climatiche. In altre parole, ondate di gelo come quelle del 1963 potrebbero ripresentarsi, seppur con caratteristiche diverse, ma pur sempre eccezionali. Il racconto delle condizioni meteorologiche passate è fondamentale per comprendere il clima futuro e i suoi estremi.
Il 2 e il 3 febbraio 1963 furono giornate particolarmente fredde, ma segnarono anche la fine dell’ondata di gelo, precedendo un generale addolcimento delle temperature. Tuttavia, in alcune parti del Nord Italia, questo riscaldamento fu solo parziale.
A Aosta, il 2 febbraio si registrò la giornata più fredda del mese, con temperature estreme di -12/-7°C. Altre località del Nord-Ovest sperimentarono il culmine del freddo lo stesso giorno: Domodossola con -12°C, Vercelli con -12,8°C, Pavia con -10,8°C, Pallanza (Lago Maggiore) con -6,4°C, tra le altre. A Milano, la temperatura massima giornaliera più bassa del mese fu di -2,1°C, con una minima di -6,6°C.
Anche il Nord-Est affrontò un freddo intenso: Pordenone e Belluno raggiunsero i -12°C, Trento, Rovereto, Padova e Verona i -11°C, Vicenza e Bolzano i -10°C, Trieste i -7°C. In montagna, si registrarono valori anche inferiori ai -20°C. Questa area rimase molto fredda per tutta la prima settimana di febbraio e, localmente, le temperature scesero ulteriormente il giorno 5.
In Liguria nevicò diffusamente fino alla costa e, il 2 febbraio, la temperatura scese fino a -3,4°C a Genova, con una massima di -1°C. Anche in Liguria e nel resto del Nord-Ovest il freddo persistette per alcuni giorni.
Nella Pianura Padana e nelle valli, dal Piemonte all’Emilia, passando per la Lombardia, si ebbero ancora giornate molto fredde, con picchi fino a -15°C, dovuti prima al passaggio di un nucleo freddo in quota e poi alle inversioni termiche nei bassi strati.
In Romagna e nel nord delle Marche, il freddo continuò a farsi sentire e il 2 febbraio fu la giornata più fredda a Fabriano, con -13,5°C, mentre il 3 febbraio Cesenatico registrò -16,6°C. Anche in quest’area l’addolcimento delle temperature fu solo relativo, almeno fino al 7 del mese.
Il 2 febbraio fu anche la giornata più fredda del mese in diverse zone della Toscana, tra cui Firenze con -6°C e Siena con -5,6°C. Tuttavia, già dal 4 febbraio la Toscana vide un generale aumento delle temperature, e il freddo intenso ritornò solo dopo il 20 del mese.
In tutto il Centro-Sud si assistette a un marcato aumento delle temperature. A Roma, ad esempio, dopo il giorno 2 non si verificarono più gelate per il resto del mese. Tuttavia, sia al Nord che al Sud, dopo il 20 del mese si verificò un nuovo abbassamento delle temperature, che culminò con un’altra fase gelida di questo straordinario inverno all’inizio di marzo…
L’intenso freddo fece nuovamente visita all’Italia anche nel mese di marzo.
