Quando le previsioni Meteo di Caldo si tramutano nel peggior Gelo: il Buran. Video

Quando le previsioni Meteo di Caldo si tramutano nel peggior Gelo: il Buran. Video

Ogniqualvolta una massa d’aria calda raggiunge l’Europa e soprattutto l’Italia durante la stagione invernale, si inizia ad avere il dubbio che l’inverno sarà mite. Ma sul fatto che la temperatura durante questa stagione ormai dal punto di vista meteorologico iniziata il 1° dicembre sarà con temperature probabilmente sopra la medi a, è un fatto noto. Allo stesso tempo però era chiaro che si potevano verificare forti irruzioni di aria fredda , e tutto ciò, aria calda aria fredda avrebbe generato contrasti termici con precipitazioni generalmente sopra la media . Osservando quello che succede in Italia, possiamo dire che stiamo recuperando gradualmente il notevole deficit pluviometrico accumulato negli ultimi due anni, tuttavia, i periodi di anticiclone ci fanno venire la preoccupazione di un blocco alla situazione tipica invernale.

Avere un inverno con temperature sopra la media non significa che non ci sarà inverno. Ciò vorrebbe dire se ci fossero temperature più vicine a quelle di una stagione prospiciente, magari intermedia. Orientativamente una decina di gradi sopra la media per tutta la stagione. Di certo una situazione meteorologica di questo tipo sarebbe terribile per quanto concerne l’ambiente naturale, la fauna e la flora. Non oso pensare cosa potrebbe succedere ai nostri ghiacciai. Sarebbe una catastrofe ambientale. Oltretutto si potrebbero avere fenomeni meteo molto intensi a causa dei contrasti termici.. Ma su questo si crea ancor più confusione quando si pensa che contrasti termici possano significare la genesi di uragani magari simili a quelli dei tropici. Nessuno ha parlato di questo.

Un altro aspetto non trascurabile è che osservando il meteo del passato si possono fare delle considerazioni, individuare delle analogie con il meteo del futuro. Ma ricordiamo sempre che le condizioni meteo del passato, o meglio un fenomeno atmosferico, possono essere nel futuro replicati in modo simile, non uguale. La dinamica atmosferica è variabile, e ci mostra nel dettaglio sempre qualcosa di diverso, anche se però mantiene determinate caratteristiche che ci aiutano a fare previsioni meteo.

Quest’anno abbiamo parlato di indici di comportamento del clima che sono favorevoli allo sviluppo di forti ondate di freddo. Vi abbiamo parlato di El Niño , che è forte e che favorisce un raffreddamento della Siberia. Pensate che ampie aree siberiane registrano temperature tra i -45 °C e quasi -60 °C. Ma siamo appena all’inizio della stagione, e questo vuol dire che da quelle parti è freddissimo. Anche in Scandinavia il freddo è veramente notevole, ne abbiamo parlato tante volte. Qui la temperatura sprofonda tra i -20 e i -30 °C, ma è decisamente più mite verso le coste, soprattutto quelle meridionali e quelle della Norvegia, mitigate dalla Corrente del Golfo.

Un “forte El Niño” in ambito meteorologico si riferisce a un fenomeno di intensità elevata. Nel contesto specifico dell’Europa, vi è una probabile influenza con il forte raffreddamento nelle regioni della Siberia e della Scandinavia con conseguenze significative. Questo raffreddamento può alterare i modelli meteorologici prevalenti, influenzando potenzialmente le condizioni climatiche in tutto il continente europeo.

Quando si verifica un intenso raffreddamento in Siberia e Scandinavia , questo può portare a un aumento della pressione atmosferica nelle regioni artiche. Questa variazione di pressione può influenzare la circolazione dei venti, spingendo masse d’aria fredda verso sud. Come risultato, alcune aree dell’Europa possono sperimentare temperature più basse del normale, fenomeni di gelo improvvisi e un incremento delle precipitazioni nevose.

Inoltre, questi cambiamenti possono disturbare il normale andamento delle stagioni. Questi eventi dimostrano l’interconnessa natura dei sistemi climatici globali e l’impatto che variazioni climatiche in una regione possono avere su un’area geografica molto più ampia.

Le previsioni meteo danno una fase di cattivo tempo durante questa settimana , quando transiterà una perturbazione che soprattutto nell’estremo nord-ovest italiano porterà tanta neve, ma poi avremo il passaggio verso un periodo con alta pressione. E tutto questo è normale durante la stagione invernale. Sicuramente transiterà anche aria calda, come è successo anche in passato. L’aspetto da tenere in considerazione è la durata dell’evento atmosferico con temperature diffusamente molto sopra la media.

In merito alla previsione meteo , il freddo esagerato in Scandinavia sarà parzialmente scalzato, così come il tentativo di gelo proveniente dalla Siberia che si stava realizzando verso la Russia europea. Ma un altro elemento non poco trascurabile è il Vortice Polare, che essendo molto forte, potrebbe andare in criticità attorno a metà mese e dare luogo a una nuova fase di marcata variabilità.

Il clima mite può essere seguito da periodi molto freddi. E lo abbiamo visto anche recentemente, con fasi molto miti, addirittura con temperature massime record su alcune aree italiane, a cui ha fatto seguito un repentino abbassamento della temperatura . Ma l’Italia, al momento, non è stata interessata ad oggi da alcuna fase di gelo e anche l’aria fredda è giunta abbastanza timidamente, e questo lo dimostrano le temperature minime delle regioni settentrionali che in pianura a stento scendono appena attorno a 0 °C, con alcune aree di campagna che segnano valori negativi.

Questè che segue è una cronaca del meteo del passato , che niente faceva presagire quanto sarebbe accaduto dopo, vi narriamo cosa succedeva quel 7 gennaio 1985 . Il meteo del passato insegna, è un documento per avere la stima di eventi meteo estremi del futuro con anche l’influenza dei cambiamenti climatici.

Il 7 gennaio 1985: sempre più freddo, si apre la porta della Bora.

Le previsioni meteo avevano previsto un addolcimento del freddo e invece il 7 gennaio giunge un ulteriore impulso artico. Trieste e Genova, che raggiungono rispettivamente -7,4°C e -6,8°C (record assoluto di freddo alla stazione meteo dell’aeroporto del capoluogo ligure), sono indicative dell’afflusso di aria fredda al suolo, in quanto pressoché esenti dall’”effetto inversione termica” tipico delle pianure e valli. Inoltre, si registrano le temperature più basse su molte zone di montagna.

Il Monte Cimone scende a -21,4°C; Trepalle di Livigno, in Lombardia, a -38°C; Fusine, in Friuli, a -32°C. Anche in valle e pianura le temperature sono molto rigide: Aosta e Malpensa scendono fino a -18°C; Roma a -8°C, ma non sarà ancora il record dell’ondata di freddo. In Toscana, gela il Lago di Massaciuccoli per la prima volta dal 1965. Si toccano i -15°C all’aeroporto vicino a Lucca. La temperatura crolla anche in Sardegna e nevica a Olbia.

Queste le temperature minime e massime in Italia: Bolzano -15,1/-4,9°C, Cuneo -12/-7°C, Torino -11,2/-4°C, Milano -12,2/-2,6°C, Trieste -7,4/-4,8°C, Venezia -12/-3°C, Bologna -13/-3°C, Genova -6,8/-1,8°C, Pisa -9/-3,8°C, Firenze -7,6/-0,2°C, Perugia -8/-1°C, Ancona -11/-1°C, Pescara -10/0,2°C, Roma -8/3°C, Campobasso -7/-2°C, Napoli -1/5°C, Potenza -5/-1°C.

In Europa: Helsinki -25/-22°C, Oslo -22/-16°C, Stoccolma -20,6/-14,5°C con neve, Copenaghen -12/-6,6°C, Londra -5/-1,7°C con neve, Amsterdam -13/-7,8°C, Berlino -18/-12°C, Varsavia -25/-16,7°C, Zurigo -21,1/-11,6°C, Ginevra -18/-9,3°C, Vienna -22/-14°C, Parigi -11/-3°C con neve, Marsiglia -12,4/-1,3°C.

Di colpo, le previsioni per i giorni successivi subiscono uno stravolgimento! Il meteorologo Baroni è clamoroso al TG3 della sera: “Può nevicare su tutta Italia, e per 2-3 giorni di seguito, esclusa la Sicilia, a causa della confluenza di correnti da nord e da sud, e nevicherà in modo abbondante ed intenso! La situazione è eccezionale, in quanto la media secolare di neve a Roma è di 1,6 giorni l’anno. Non solo, dopo il 10, torneranno le schiarite per nuovi venti glaciali dall’Artico: tornerà il gelo, ma questa volta sulla neve caduta!”.

Aveva ragione e se ne vedranno i clamorosi effetti.

Anche Edmondo Bernacca, intervistato da “La Nazione”, afferma che “dal nord Europa è in arrivo una nuova perturbazione, che dopo aver attraversato la Francia investirà l’Italia. Essa porterà aria gelida e nuove precipitazioni nevose. Ne avremo per tutta la settimana e forse anche per alcuni giorni dopo domenica 13”.

Bernacca smentisce, però, le voci catastrofistiche che parlano di “imminente era glaciale” e aggiunge che “il freddo di questi giorni non è poi così eccezionale come siamo portati a credere…”. Ma quanto accadrà nei giorni seguenti a Firenze, e non solo, dovrà per forza far rispolverare l’abusato aggettivo “eccezionale”.

Alle ore 15 del 7 gennaio, il fronte di irruzione di aria fredda, che è sceso dalla Finlandia sulla Francia, provocando neve a Parigi, è sui Pirenei. In serata arriverà sul Mar Ligure. E causerà ingentissime nevicate.