Meteo, un “vero BIG SNOW” in Valle Padana. I cambiamenti climatici sono altra cosa. MAPPE

Meteo, un “vero BIG SNOW” in Valle Padana. I cambiamenti climatici sono altra cosa. MAPPE

Per comprendere appieno le dinamiche meteorologiche che riguardato la Valle Padana, ma ovunque nel Mondo, è indispensabile un approccio che combini l’esperienza pratica con l’analisi scientifica del clima. Se si guardasse indietro nel tempo, si potrebbe ipotizzare che, durante una giornata specifica di lunedì 4 dicembre, se l’evento climatico avesse avuto luogo vent’anni fa, la Valle Padana sarebbe stata testimone di abbondanti nevicate. Tuttavia, contrariamente a quanto si potrebbe aspettare, recentemente la regione non ha affrontato una vera ondata di freddo , elemento cruciale per la creazione di un cuscinetto di aria fredda che normalmente favorisce la neve.

In questo periodo, la Valle Padana ha risentito degli effetti di un vento di discesa , ovvero adiabatico, noto come Favonio , che ha avuto l’effetto di aumentare la temperatura, spesso portandola sopra la media stagionale, influenzando sia le temperature minime che quelle massime. In una situazione tipica del mese di dicembre ci si attenderebbe che un cuscinetto di aria fredda diffondesse temperature sotto lo zero in tutta l’area. Ciononostante, in mancanza di tale cuscinetto, perché non c’è un vero fenomeno degno di tale definizione, le precipitazioni nevose si potranno limitare solo a certe aree della Pianura Padana, prevalentemente nella parte occidentale.

Ci si potrebbe quindi chiedere come sia possibile affermare che in Pianura Padana si registrino temperature indicative di un cuscinetto di aria fredda. Stamattina, per esempio, le temperature minime hanno raggiunto i -1.7°C a Torino Caselle, localizzata in una zona collinare nel nord-ovest, mentre a Bergamo Orio al Serio si è scesi solo a -0.1°C. Al contrario, l’area di Milano Linate ha registrato temperature al di sopra dello zero, così come la maggior parte della Valle Padana. In queste condizioni, l’esistenza di un cuscinetto di aria fredda è quindi messa in discussione non tanto perché c’è un cambiamento climatico globale in atto, ma perché non c’è mai stata una irruzione d’aria molto fredda, essendosi fermata oltre l’arco alpino. Tuttavia, un basso tasso di umidità e un punto di rugiada negativo indicano che la colonna d’aria può favorire la caduta di fiocchi di neve fino al suolo, a condizione che le temperature si avvicinino allo zero durante l’evento. Mentre, per un deposito al suolo, ci deve essere una temperatura vicina o almeno di 0°C visto che le precipitazioni attese non saranno intense.

Altro che BIG SNOW giornalistico, che riprendiamo per invitare il lettore a conoscere la verità, e non le fake news riportate diffusamente.

Riflettendo su un passato più remoto, si ricorda una copiosa nevicata che avvenne molti anni fa, in un periodo in cui molti dei nostri lettori potrebbero non essere stati ancora nati. In quella circostanza, una massa di aria fredda proveniente da est attraversò l’intera Valle Padana, provocando un drastico calo delle temperature e una tempesta di neve, accompagnata da un insolitamente forte vento. Le aree più colpite furono quelle occidentali, vicino ai rilievi montuosi.

https://youtu.be/BTST9rg1Dpc?si=WcIO25lp44Oy_aTn

Un evento particolarmente memorabile per gli appassionati di meteorologia è quello del 13 dicembre 2001. Questa tempesta di neve, spesso descritta come un “burian” nonostante non avesse origini siberiane, infatti presentava caratteristiche solo parzialmente conformi a quelle tipiche di tale fenomeno. La previsione di questa irruzione di aria gelida rimase incerta fino all’ultimo momento, nonostante le proiezioni formulate 10-15 giorni prima suggerissero la possibile discesa di un nucleo di aria estremamente fredda dalle regioni artico-siberiane.

Ma parliamo del 2001, quando i modelli matematici avevano un’affidabilità sensibilmente inferiore a quella attuale.

Furono i modelli matematici, solo 1-2 giorni prima dell’evento, a delineare con precisione la rapida attraversata del nucleo di aria fredda sulle regioni del Nord Italia, creando condizioni favorevoli per le nevicate anche nella Valle Padana. La ragione per cui solo il Nord fu colpito risiede nella formazione di un’area di bassa pressione sulla Corsica, che dirottò l’aria fredda rapidamente verso ovest. Dopo aver interessato il Nord, il sistema ciclonico si spostò verso la Francia meridionale e l’area dei Pirenei.

L’evoluzione complessa del sistema ciclonico e la presenza di aria estremamente fredda anche in quota, unitamente ai forti venti stratosferici, esaltarono l’intensificazione delle nevicate nel Nord Italia. La sera del 13 dicembre, come previsto, una violenta tempesta di neve paralizzò diverse aree, trasformando città, autostrade e strade in scenari di un vero e proprio “blizzard”, con venti gelidi che abbassarono drasticamente la temperatura, mentre la neve secca e polverosa si depositava ovunque.

Il vento ululante e la neve che si depositava sugli occhi trasformarono l’ambiente, facendo sembrare la Valle Padana un luogo completamente diverso , abituato a nevicate più miti e non a un ingresso così brusco e potente di aria gelida.

La mattina del 14 dicembre 2001 quasi tutta la Valle Padana si svegliò coperta di neve e ghiaccio , con fiocchi di neve che avevano ricoperto i muri e le superfici verticali. La neve raggiunse anche alcune parti della Liguria e della Toscana. Il nucleo più intenso del freddo colpì l’Austria, il sud della Germania e la Svizzera, rendendo questo fenomeno atmosferico particolarmente significativo per la Valle Padana, non tanto per la quantità di neve caduta, quanto per la rarità e l’intensità dell’evento.

Esaminando le mappe disponibili, possiamo osservare che nel 13 dicembre 2001 ci fu il passaggio del nucleo di aria fredda sul Nord Italia. Credit per tutte le cartine meteociel.fr