Meteo Milano, la Neve sino a 90 centimetr. Un nuovo record

Meteo Milano, la Neve sino a 90 centimetr. Un nuovo record

Potrebbe nevicare con eccezionale intensità, i perché

La Genesi dell’Ondata di Freddo 1984-1985

L’Anticiclone delle Azzorre

Gli Impatti Sociali e Urbani

Il Ricordo nell’Arte e nella Cultura

Confronto con Altre Nevicate Storiche

Il dibattito su se a Milano nevichi o meno è frequente , soprattutto considerando le numerose previsioni di nevicate riportate dai media. Spesso queste previsioni risultano esagerate rispetto alle reali condizioni meteorologiche attese dagli esperti, che indicano al massimo delle lieve nevischio con temperatura sopra gli zero gradi. Ad esempio, l’evento denominato “grande neve” è stato in realtà un fenomeno molto meno rilevante, limitandosi a una breve nevicata su una ristretta area, ma non a Milano. Questo è dovuto soprattutto all’influenza dell’ ombra pluviometrica , un fenomeno meteorologico che colpisce il settore nord-occidentale dell’Italia con i venti occidentali d’inverno.

L’ombra pluviometrica si verifica quando una regione geografica è protetta da catene montuose che bloccano il passaggio delle nuvole portatrici di pioggia o neve. Nel caso del settore nord-occidentale italiano, questa condizione riduce significativamente le precipitazioni, risultando in nevicate più rare e meno intense, specialmente nelle aree di pianura.

Per quanto riguarda l’assenza di neve a Milano , ci sono state discussioni sui possibili effetti dei cambiamenti climatici e del fenomeno dell’isola di calore urbana. Tuttavia, l’assenza di neve nel periodo recente a Milano è più direttamente collegata alla mancanza di aria fredda e di vere ondate di gelo. Le temperature minime, pur avvicinandosi allo zero, ad esempio, gli scorsi giorni non hanno raggiunto i livelli necessari per gelate come in passato. Al contrario, appena al di fuori della Valle Padana, in regioni come l’area a nord delle Alpi, sono ampiamentre innevate con temperature notevolmente più basse. Si veda la tempesta di neve ed il gelo che hanno paralizzato nel fine settimana mezza Svizzera, sud Germania, parte dell’Austria e Repubblica Ceca. La mancanza di freddo intenso e la scarsità di precipitazioni sono quindi i fattori principali dietro la ridotta nevicata a Milano.

Ma tornerà a nevicare a Milano? Certamente, lo ha fatto copiosamente 3 anni fa, il 28 dicembre 2020, ma nei giorni precedenti era giunta aria più fredda rispetto a quella attuale, e la perturbazione transitata aveva portato precipitazioni, non effimeri rilasci di vapore.

La memoria della grande nevicata milanese va all’inverno del 1984-1985, periodo che rimane impresso nella memoria collettiva italiana come un periodo di eccezionale maltempo, segnato da un freddo intenso e abbondanti nevicate. Questo evento straordinario non solo ha avuto un impatto significativo sul clima e sulla vita quotidiana delle persone, ma ha anche ispirato varie forme d’arte e cultura, lasciando un segno indelebile nella storia meteorologica del paese.

Però, a Milano ci sono state altre forti nevicate nella prima decade degli anni 2000, non dimentichiamolo.

Potrebbe nevicare con eccezionale intensità, i perché

In virtù dei cambiamenti climatici, un aumento della temperatura comporta anche maggiore umidità in atmosfera. Una perturbazione organizzata, a seguito di una fase fredda e quindi la formazione di un adeguato cuscinetto padano, in stile, magari fine dicembre 2020, è ben più che plausibile aspettare eventi nevosi estremi come quelli che si sono avuto nel decennio 2000 – 2010 in Lombardia. Quindi, anche mezzo metro di neve in 24 ore su ampie aree è possibile. Rammento che in considerazione dell’aumento delle precipitazioni nell’arco di 24 ore, ai giorni d’oggi, i 90 cm di neve milanesi caduti in più giorni, si potrebbero accumulare in tempi molto più brevi.

La Genesi dell’Ondata di Freddo 1984-1985

L’ondata di freddo che colpì l’Italia nell’inverno 1984-1985 ebbe origine dalla fusione dell’anticiclone delle Azzorre con quello polare. Questo fenomeno raro portò alla discesa di masse d’aria artica marittima verso il sud dell’Europa, influenzando drasticamente le condizioni meteorologiche dell’Italia.

Le anomalie termiche registrate nella stratosfera furono un fattore cruciale in questo periodo. La struttura e le variazioni della stratosfera hanno un impatto significativo sul clima terrestre, e in questo caso particolare, hanno contribuito a cambiamenti notevoli nelle condizioni meteorologiche anche livello regionale.

L’Anticiclone delle Azzorre

L’anticiclone delle Azzorre, solitamente posizionato nell’Atlantico settentrionale, ha avuto quel gennaio 1985 un ruolo fondamentale nel dirigere le masse d’aria fredda verso il sud dell’Europa. La sua interazione con l’anticiclone polare ha creato un corridoio che ha permesso all’aria fredda di muoversi rapidamente verso l’area mediterranea.

L’apice di questo processo si è verificato con la discesa di un’intensa massa di aria fredda dall’artico russo, che ha raggiunto il Mediterraneo agli inizi di gennaio. Questa irruzione ha provocato un calo drastico delle temperature in molte regioni italiane.

L’impatto di questo evento eccezionale è stato vasto e variegato, influenzando diverse aree geografiche in modi diversi.

Le regioni centrali e settentrionali dell’Italia furono le più colpite dall’ondata di freddo. Nevicate estese si verificarono in Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Campania e nella Pianura Padana. Queste nevicate portarono a un calo delle temperature, con minimi che in alcune aree scesero al di sotto dei -20 °C.

Tra il 13 e il 17 gennaio, una depressione centrata sul Mar di Corsica causò a Milano la “nevicata del secolo”. In poco più di tre giorni, la città fu coperta da un manto nevoso di 90 cm, creando scenari urbani di rara bellezza ma anche enormi disagi.

La quantità di neve caduta raggiunse livelli record in molte città italiane, con accumuli notevoli da Genova a Cagliari, e persino in Sardegna.

Gli Impatti Sociali e Urbani

L’eccezionalità di questo evento non si limitò agli aspetti meteorologici, ma ebbe anche profonde ripercussioni sociali e urbane.

La maggior parte del Nord Italia, in particolare Milano, fu colta impreparata, affrontando problemi logistici significativi e una vita quotidiana fortemente perturbata dalle abbondanti nevicate.

A Milano, la situazione divenne così critica che fu necessario l’intervento dell’esercito per liberare le strade dalla neve, con 650 militari impegnati nelle operazioni.

Il peso della neve causò il crollo di numerosi tetti e strutture, inclusi importanti edifici sportivi e pubblici.

Le scuole in Lombardia rimasero chiuse per una settimana, e gli studenti e i residenti affrontarono notevoli difficoltà nel muoversi a causa delle strade bloccate e della neve accumulata.

Il Ricordo nell’Arte e nella Cultura

Questo evento straordinario ha lasciato un’impronta duratura anche nell’arte e nella cultura italiana.

Il gruppo rock Bluvertigo e Klimt 1918 dedicarono rispettivamente album e canzoni a questo evento, mentre autori come Piero Colaprico e Pietro Valpreda furono ispirati a scrivere romanzi ambientati durante la nevicata.

Emilio Russo scrisse un dramma teatrale ambientato durante la nevicata, e nel 2008 nacque la band “La nevicata dell’85”, attiva nella scena indipendente lombarda.

Confronto con Altre Nevicate Storiche

Per mettere in prospettiva l’eccezionalità di questo evento, è utile confrontarlo con altre notevoli nevicate nella storia recente dell’Italia settentrionale, come quelle degli inverni 1946-1947, 1954, 1956, 1977-1978 e 2006.

In conclusione, l’inverno del 1984-1985 rappresenta un punto di riferimento nella storia meteorologica e culturale italiana, un esempio dell’impatto che eventi climatici estremi possono avere sulla società e sull’ambiente.