Meteo, insidie da Est fanno il Gelo più Greddo degli ultimi 70 anni e Neve diffusa

Meteo, insidie da Est fanno il Gelo più Greddo degli ultimi 70 anni e Neve diffusa

Il fenomeno noto come Buran Gelo della Siberia è una manifestazione meteo che riflette profondamente la severità e l’imprevedibilità del clima nelle aspre regioni siberiane della Russia. Questo termine, nel contesto russo, evoca l’immagine di una tempesta di neve spietata, accompagnata da venti impetuosi, una realtà abituale in queste terre austere. Queste tempeste sono caratterizzate da temperature estremamente basse, che spesso scendono sotto i -40 gradi Celsius , rappresentando una sfida significativa sia per gli abitanti umani sia per la fauna locale, e incarnando al contempo l’immensa forza della natura che si manifesta in forme estreme nelle regioni sub-polari del nostro pianeta.

La portata del Buran non è limitata alla sola Siberia, ma si estende a volte fino all’Italia , influenzando radicalmente anche le condizioni meteorologiche di questa regione. È essenziale sottolineare che le nostre analisi non costituiscono previsioni meteorologiche a lungo termine , in quanto la previsione del tempo oltre i 15 giorni tende ad avere una affidabilità limitata. Piuttosto, queste si basano su tendenze climatiche osservate e su tecniche scientifiche avanzate, in particolare quelle sviluppate negli Stati Uniti.

Un esempio significativo in questo contesto è il fenomeno El Niño, noto per portare inverni più freddi e asciutti nel nord dell’Europa, ma condizioni più umide e piovose nel sud, inclusa l’Italia. Se una parte del continente sperimenta temperature più fredde, aumenta anche il rischio di ondate di gelo nel sud. È probabile che ci sia una maggiore copertura nevosa nelle vaste pianure siberiane durante anni particolarmente freddi. Attualmente, ci troviamo di fronte a entrambe queste condizioni, suggerendo la possibilità di un imminente evento di freddo.

Negli ultimi anni, l’Italia ha vissuto variazioni significative nelle sue condizioni invernali. Ad esempio, nella Pianura Padana, una regione nota per una media annuale di nevicate, sono passati oltre dieci anni senza un significativo innevamento della durata di una settimana – un evento raro negli ultimi secoli. Questo invita a riflettere sulla relazione tra questi cambiamenti e il più ampio contesto del cambiamento climatico. Le attuali previsioni meteo sono insignificanti rispetto alle vere nevicate di appena un decennio fa.

Tuttavia, in altre parti d’Italia , la situazione invernale sembra essere meno influenzata da queste anomalie. Regioni come la Sicilia, la Sardegna, la Toscana, il Lazio, la Puglia, la Calabria, la Basilicata, il Molise, l’Abruzzo, le Marche e l’Umbria sperimentano ancora nevicate quasi ogni inverno, più in linea con le medie storiche rispetto al Nord Italia pianeggiante. Anche in queste regioni, tuttavia, l’inverno sta mostrando pattern anomali.

https://youtu.be/HHs2LRuF9MI?si=9-p8FRhwOg4WUiN5

Il futuro degli inverni in Pianura Padana rimane incerto. Nonostante la presenza di alcune ondate di freddo moderate, l’ultima grande ondata risale al 2012. Il ruolo del cambiamento climatico, insieme alla possibile influenza di fluttuazioni climatiche, rimane un argomento di dibattito e incertezza. Fattori come l’espansione dell’Alta Pressione delle Azzorre e delle Bahamas hanno contribuito a inverni eccezionalmente miti in Europa, alterando la distribuzione delle precipitazioni e influenzando le dinamiche del clima continentale.

Queste alterazioni climatiche hanno un impatto diretto sulla distribuzione del gelo siberiano. Normalmente, il flusso polare umido impedisce al gelo siberiano di spostarsi verso ovest. Tuttavia, in alcune circostanze, questo flusso può variare, consentendo al freddo siberiano di raggiungere l’Europa occidentale, incluso l’Italia. Questa dinamica, unita ad altri fattori, ha contribuito a modificare significativamente i nostri inverni.

Il febbraio del 1956 e gennaio 1985 rappresentano un capitolo emblematico nella storia meteorologica dell’Europa e, in particolare, dell’Italia, essendo stato il mese più freddo dell’intero XX secolo. Questo fenomeno non fu un evento isolato, ma si manifestò su vasta scala in gran parte del continente europeo, testimoniando un’eccezionale ondata di freddo che colpì diverse nazioni con intensità e persistenza straordinarie.

Questo evento meteo estremo solleva interrogativi sulla possibilità di un suo ripetersi nell’era contemporanea, in un contesto di cambiamenti climatici. Alcuni studi suggeriscono che, nonostante il generale riscaldamento globale, episodi di freddo estremo potrebbero ancora verificarsi a causa dell’aumento dell’estremizzazione del clima. Tuttavia, altri punti di vista, basati sulla distribuzione statistica delle temperature, suggeriscono che l’aumento delle temperature medie potrebbe ridurre la probabilità di tali eventi estremi. Questo dibattito mette in luce la complessità delle dinamiche climatiche e la sfida di prevedere con precisione eventi meteorologici in un mondo in rapido cambiamento.

Il Buran è una calamità perché non siamo più abituati al suo gelo , un tempo ricorrente. Il Buran o Gelo dalla Siberia è un esempio straordinario di come i fenomeni meteorologici possano influenzare non solo le regioni in cui si manifestano, ma anche aree geograficamente distanti. La comprensione e l’analisi di questi fenomeni richiedono un approccio olistico che tenga conto delle interconnessioni globali del clima e dell’ambiente. La situazione attuale ci pone di fronte a interrogativi cruciali sul futuro del clima e sulla nostra capacità di adattarci e rispondere a questi cambiamenti.

Fine Gennaio 1962, Buran verso Italia, maltempo in Italia con neve anche nelle coste.