La Russia è da lungo tempo un enorme bacino di aria gelida durante la stagione invernale produce intense ondate di freddo che possono estendersi fino all’Italia. Tuttavia, tali eventi meteo sono abbastanza insoliti e richiedono una precisa sequenza di condizioni climatiche che devono sincronizzarsi perfettamente.
L’ultima significativa ondata di freddo originaria dalla Russia risale al gennaio 2017. In quel periodo, un flusso di aria estremamente fredda, uno dei più intensi degli ultimi anni, ha raggiunto l’Italia, provocando una memorabile ondata di gelo e nevicate che sono entrate a far parte della storia meteorologica.
L’ondata di gelo di gennaio 2017
Durante il mese di gennaio 2017, un’acuta ondata di freddo ha colpito ampiamente l’Europa orientale e centrale, estendendosi anche a parti dell’Europa meridionale, dal 5 al 21 gennaio. Questo fenomeno ha causato la morte di almeno 60 persone.
Questa ondata di freddo è stata generata da una zona di alta pressione stabile sull’Europa occidentale, che ha guidato correnti di aria gelida dalla Russia e dalla Scandinavia verso l’Europa orientale. A partire dal 5 gennaio, correnti d’aria fredda di origine artico-continentale hanno investito la Germania e la penisola balcanica, portando abbondanti nevicate in Grecia e intensi venti di bora in Croazia. Anche le regioni centrali, meridionali e insulari dell’Italia hanno subito forti precipitazioni nevose.
Temperature Estremamente Basse
La temperatura più fredda in Europa occidentale, -29,9 °C, è stata osservata a La Brévine, in Svizzera, il 6 gennaio. La temperatura più bassa registrata, -35,7 °C, si è verificata in Russia, nell’oblast’ di Tver’, l’8 gennaio. Il 16 gennaio, a Dolina Campoluzzo nell’Altopiano di Asiago (Vicenza), a 1.768 metri di altitudine, si è raggiunta una temperatura di -31,8 °C.
Impatto sul Centro e Sud Italia
Le regioni centro-meridionali d’Italia sono state colpite da questa ondata di freddo a partire dal 5 gennaio, con l’arrivo di una perturbazione che ha portato venti molto freddi da nord-est. Le aree adriatiche, inclusi Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, nonché Umbria e Basilicata, sono state tra le più afflitte. La neve ha coperto quasi tutte le coste di queste regioni, formando strati nevosi fino a 40 cm. Nelle zone interne, la neve ha frequentemente superato i 2 metri. L’8 gennaio 2017, sulla spiaggia di Porto Cesareo (LE), si sono misurati accumuli di 22-23 cm di neve.
Intense Bufere di Neve in Abruzzo
Tra il 6 e il 7 gennaio, la Marsica, in Abruzzo, è stata colpita da una violenta tempesta di neve, con temperature tra -10 e -13 °C e accumuli finali prossimi al metro. Seguita da un marcato calo delle temperature all’alba dell’11 gennaio, con valori inferiori ai -20 °C al di sotto dei 1300 metri di quota. Dopo una breve pausa, una successiva perturbazione con venti forti e freddi ha interessato il centro Italia. Sebbene la quota neve si sia alzata, le coste hanno subito piogge miste a neve, specialmente nelle Marche e in Abruzzo. A Pescara, il fiume è esondato nella notte tra il 17 e il 18 gennaio, provocando danni alle abitazioni limitrofe.
La super nevicata in Puglia
La Puglia fu la regione più colpita dalla neve e dal gelo. La temperatura massima a mezzogiorno del 7 gennaio ha raggiunto -3°C su Bari, un valore assolutamente clamoroso. Nelle zone interne caddero fino a 80-100 cm di neve, fino a quote bassissime. Da record gli oltre 20 cm caduti in Salento.
La tragica combinazione di neve e terremoti
Nel 2017, una serie catastrofica di eventi, congiuntamente alle repliche sismiche del terremoto che aveva già scosso il Centro Italia nel 2016, ha portato a una devastante valanga a Rigopiano, in Abruzzo. Questa slavina ha colpito un hotel, causando la perdita di 29 vite.
In quell’anno, l’Abruzzo ha affrontato una serie di scosse sismiche che hanno profondamente segnato la regione. Questi sismi sono avvenuti in un contesto già critico, aggravato da condizioni meteorologiche estreme, in particolare da nevicate di notevole entità.
Contesto Geologico dell’Abruzzo
Situato nella parte centrale dell’Italia, l’Abruzzo è una regione notoriamente soggetta a frequenti attività sismiche, dovute alla complessità geologica delle placche tettoniche presenti nell’area. La regione è posizionata sopra una faglia geologica attiva, rendendola così esposta a rischi sismici significativi.
Sequenza Sismica di Gennaio 2017
All’inizio del 2017, l’Abruzzo è stato il centro di una sequenza di terremoti preoccupanti, con epicentri prevalentemente nelle zone montuose. Il più forte di questi terremoti ha raggiunto una magnitudo di 5.3 sulla scala Richter. Questi eventi hanno provocato danni ingenti a infrastrutture, abitazioni e beni culturali, aumentando la sensazione di paura e insicurezza tra gli abitanti.
Conseguenze dei Terremoti
I terremoti hanno avuto effetti devastanti sulle comunità locali. Numerose case sono state danneggiate o distrutte, lasciando centinaia di persone senza un rifugio. Oltre ai danni fisici, la paura costante di ulteriori scosse ha peggiorato la situazione, causando stress e ansia tra gli abitanti.
Difficoltà dovute al Clima
La situazione è stata resa ancora più difficile dalle dure condizioni climatiche che hanno colpito la regione nello stesso periodo. Le forti nevicate e le temperature gelide hanno reso molto difficili le operazioni di soccorso e assistenza nelle aree colpite dai sismi.
Risposta alle Emergenze
Le autorità, sia locali che nazionali, insieme a molteplici organizzazioni di soccorso, hanno risposto prontamente per offrire aiuto e sostegno alle zone colpite. Nonostante le sfide logistiche, sono state adottate misure per assicurare la sicurezza e il supporto agli sfollati, inclusa la realizzazione di alloggi provvisori e la distribuzione di cibo e beni di prima necessità.
Che ne sarà dell’inverno 2024?
Impossibile ad ora capire che meteo avremo nel mese di gennaio 2024 in modo dettagliato, tuttavia dopo la ripresa del vortice polare attualmente in atto, è probabile un nuovo ritorno delle correnti fredde a partire da fine dicembre. Difatti gli ultimi aggiornamenti meteo propongono nuove avvezioni fredde a ridosso di Capodanno, pronte a investire prima l’Europa orientale e a seguire l’Italia.