Meteo: la più grande ondata di freddo degli ultimi 50 anni! La svolta storica

Meteo: la più grande ondata di freddo degli ultimi 50 anni! La svolta storica

L’Italia, con la sua ricca storia climatica, ha vissuto diverse trasformazioni meteo nel corso del tempo. Un’epoca notevole in termini di condizioni invernali è stata quella degli inizi del XX secolo, un periodo caratterizzato da inverni rigidi e nevosi. Questa analisi esplorerà come si sono evoluti gli inverni in Italia, con particolare attenzione al memorabile inverno del 1985.

L’Evoluzione del Clima Invernale in Italia

Analisi del Periodo Precedente: Dicembre 1984

L’Anticiclone Russo e le Sue Conseguenze

L’intento è narrare il meteo del passato, raffrontarlo con quello che viviamo questi anni, proiettando l’attenzione anche per il futuro. Per proiettarci nelle previsioni meteo è necessario conoscere il nostro clima e le sue fluttuazioni, ma ci serve una base di partenza: la normalità climatica. Il clima è un concetto che descrive le condizioni meteorologiche medie in una specifica area geografica, considerando un lungo periodo di tempo, solitamente decenni. Include vari elementi come la temperatura, l’umidità, la pressione atmosferica, il vento, la pioggia e altri fenomeni meteorologici. Questi elementi sono influenzati da fattori come la latitudine, l’altitudine, la vicinanza agli oceani o ai mari e le correnti atmosferiche e marine. Il clima varia significativamente da una regione all’altra, determinando gli ecosistemi locali e influenzando la vita delle persone, la flora e la fauna. Ad esempio, un clima tropicale avrà temperature elevate e umidità tutto l’anno, mentre un clima polare sarà caratterizzato da temperature estremamente basse. I cambiamenti climatici, dovuti a fattori naturali o all’attività umana, possono alterare significativamente queste condizioni a lungo termine.

L’Evoluzione del Clima Invernale in Italia

Nei primi anni del 1900, l’Italia era caratterizzata da inverni severi. Un esempio lampante è la città di Palermo, che all’inizio del secolo registrava nevicate ogni anno. Anche se non sempre si verificava un accumulo significativo al suolo, questo fenomeno era abbastanza comune per essere notato.

Con il passare del tempo, il cambiamento climatico ha ridotto la frequenza delle nevicate in molte aree italiane. Oggi, città come Genova o Firenze vedono nevicate solo occasionalmente, e anche nelle città padane, le nevicate sono diventate meno frequenti. Addirittura, nell’ultimo decennio, la neve in Valle Padana è quasi sparita.

L’inverno del 1985 rimane impresso nella memoria per la sua crudeltà del meteo rigido e nevoso. Gennaio di quell’anno è stato il mese più freddo in Italia negli ultimi cinquant’anni. Durante questo periodo, la pianura bolognese e la Val d’Arno in Toscana hanno registrato temperature estreme, rispettivamente -28°C e -25°C. Tali condizioni meteorologiche hanno causato una paralisi quasi totale in mezza Italia a causa del freddo, del ghiaccio e delle nevicate prolungate.

Analisi del Periodo Precedente: Dicembre 1984

Il periodo dal 1° al 15 dicembre 1984 fu dominato da un’alta pressione che influenzò buona parte dell’Europa. Questo comportò condizioni meteorologiche stabili, con la depressione d’Islanda confinata principalmente nell’Oceano Atlantico, un po’ come le ultime previsioni meteo prospettano, ma ciò non vuol dire che avremo un’ondata di gelo storica. Anche allora, nel dicembre 1984 l’Italia centro-meridionale fu colpita da aree di bassa pressione come quelle che vedremo prossimamente, anche se di minor violenza. Stavolta. l’energia disponibile è maggiore, sia perché siamo a novembre, ma anche perché fa più caldo rispetto ad allora globalmente, e c’è molto più vapore acqueo disponibile.

L’Anticiclone Russo e le Sue Conseguenze

L’anticiclone russo, in quel 1984, estese la sua influenza sulla pianura della Russia europea, con i massimi di gelo registrati verso il Mar Caspio. Nel frattempo, la Scandinavia è rimasta sotto l’influenza di correnti atlantiche umide e relativamente tiepide, che hanno portato nevicate solo sui rilievi. Si ebbe una notevole anomalia climatica, perché quando avvenne nelle settimane successive è ben lungi da esser definito normale. Ed in un contesto di meteo estremo, di clima spesso definito pazzo, oggi come allora, potremmo subire eventi atmosferici insoliti, e già le prime avvisaglie ci sono. Ma attenzione, siamo ben lungi da parlarvi di un rischio di avere il Buran e un’ondata di gelo in Italia entro novembre 2023.

Nel corso del tempo di quel 1984, si verificò una crisi nella stabilità atmosferica, causata dall’azione di una depressione mediterranea, in particolare il 4 dicembre. Si ebbe maltempo, nel frattempo, l’aria fredda si accumulava molto ad est dell’Europa, e nessuno ipotizzava lo sconquasso di gennaio 1985, preceduto da quel fortissimo riscaldamento della Stratosfera chiamato Stratwarming.

Ebbene, i modelli matematici di previsione indicano uno Stratwarming entro fine novembre, che potrebbe causare una destabilizzazione del Vortice Polare. Di conseguenza, alcune regioni del nostro Emisfero potrebbero sperimentare ondate di freddo, mentre altre potrebbero godere di alta pressione e clima più mite. La frattura del Vortice Polare, ovvero la sua crisi, non comporta un generale abbassamento delle temperature nell’Emisfero, bensì la formazione di onde atmosferiche. Queste onde comportano che masse d’aria fredda, spostandosi verso latitudini più basse siano causa di ondate di freddo o gelo, e spingano verso nord masse d’aria calda. Negli ultimi anni, spesso l’Italia è stata interessata da queste ultime, le masse d’aria calda, mentre altre aree subivano ondate di gelo. Sottolineo che l’annuncio dello Stratwarming non implica necessariamente nevicate in Italia; spero che questo concetto venga finalmente compreso.

In conclusione, la prima metà di dicembre 1984 ebbe un regime di alta pressione prevalere sull’Italia e su gran parte dell’Europa. Tuttavia, questo non era dovuto all’origine siberiana dell’anticiclone. La vera ondata di gelo si è scatenò più avanti nel mese nel nord est europeo, segnando l’inizio di un periodo poi più freddo anche in Italia.

Perché fare un confronto con il 1984? La ragione principale è che, essendo un sito web dedicato alla meteorologia, analizziamo anche il clima passato per comprendere meglio quello futuro. Potrebbe sembrare insolito, ma questo approccio rappresenta non solo la tradizione della meteorologia, ma anche una pratica comune nella scienza moderna. Gli autori di ricerche scientifiche spesso si rifanno al passato per illustrare le prospettive future del clima. È importante sottolineare che il clima non si riduce a una previsione meteorologica a breve termine; quest’ultima, infatti, copre un arco temporale molto più limitato.

SEGUICI per notizie e aggiornamenti esclusivi nel nostro nuovo Canale WhatsApp