Meteo: il "Temuto Grande Gelo dei 50 anni"
In questo periodo, il mondo scientifico è impegnato in una discussione vivace riguardante il Vortice Polare, un fenomeno meteorologico di grande rilievo. Attualmente si osserva un notevole riscaldamento della Stratosfera, che potrebbe avere effetti significativi, tra cui la divisione o l’estensione del Vortice stesso. Ciò che stiamo vivendo in Nord America è proprio questo allungamento del Vortice, un evento che cattura l’interesse degli esperti.
Gli specialisti in meteorologia della stratosfera stanno monitorando da vicino l’effetto del primo riscaldamento rilevante di questa stagione. Ciò potrebbe succedere in dicembre, eventualmente ripresentandosi verso la fine del mese o anche successivamente. Se questo dovesse accadere, si potrebbero creare condizioni favorevoli per un fenomeno meteo più estremo, che potrebbe portare il freddo siberiano (Buran) verso l’Europa e l’Italia. È importante sottolineare che queste sono solo ipotesi e non certezze, ma se dovessero avverarsi, il rischio di ondate di freddo intensificato sarebbe molto alto, specialmente verso fine dicembre.
Il Buran è un fenomeno meteorologico caratteristico della steppa tra la Russia europea e quella vastissima della Siberia, che occasionalmente si estende verso l’Europa, portando con sé un grande gelo invernale. Questa corrente di aria fredda e secca origina dalle steppe dell’Asia centrale e, spostandosi verso ovest, può causare ondate di freddo molto intense in Europa. La particolarità del Buran è la sua capacità di abbassare rapidamente le temperature, talvolta in modo drastico, influenzando ampie aree del continente.
Quando il Buran raggiunge il Mediterraneo centrale, e in particolare l’Italia, il suo impatto si combina a volte con quello delle aree di bassa pressione presenti nella regione. Questa interazione può portare a condizioni meteorologiche estreme, tra cui forti nevicate, specialmente nelle regioni costiere ed in particolare nelle aree collinari e montane. In Italia, le aree più colpite sono l’Adriatico e l’Appennino, oltre che l’Emilia Romagna. L’effetto del Buran si manifesta con un calo significativo delle temperature e precipitazioni nevose che possono essere molto abbondanti, influenzando i trasporti e le attività economiche. Il Buran in Europa è generalmente innescato da un forte riscaldamento della Stratosfera, dovuto allo Stratwarming.
Lo “strawarming”, o riscaldamento stratosferico, è un fenomeno meteorologico che si verifica nella stratosfera, uno strato dell’atmosfera terrestre situato sopra la Troposfera. Durante questo evento, le temperature nella Stratosfera superiore possono aumentare rapidamente e in modo significativo, spesso nell’ordine di decine di gradi in pochi giorni. Questo aumento di temperatura è generalmente causato da onde atmosferiche che salgono dalla Troposfera alla Stratosfera, dove interagiscono con il Vortice Polare, una zona di bassa pressione e aria fredda che circonda i Poli.
Il riscaldamento stratosferico può avere effetti notevoli sul clima a livello del suolo. In particolare, può portare al indebolimento o addirittura alla scissione del Vortice Polare (lo Split). Questo può causare cambiamenti nei modelli meteorologici, come l’alterazione delle correnti a getto. Quando il Vortice Polare si indebolisce, l’aria fredda che normalmente è confinata nelle regioni polari può spargersi verso sud, portando temperature insolitamente basse a latitudini più basse, inclusi gli Stati Uniti, l’Europa e l’Asia. Allo stesso tempo, regioni che normalmente sperimentano inverni freddi possono avere periodi di tempo più mite.
Gli episodi di riscaldamento stratosferico sono eventi complessi e non completamente compresi, con la ricerca in corso per esplorarne le cause e gli effetti. Sono importanti per gli scienziati che studiano i modelli meteorologici e climatici, poiché influenzano significativamente il clima invernale in diverse parti del mondo.
Al centro della discussione c’è anche il fenomeno del Major Midwinter Warming, un riscaldamento stratosferico significativo. Questo evento, che solitamente si verifica verso tra metà gennaio o inizio febbraio, potrebbe essere anticipato quest’anno, segnale di un possibile indebolimento del Vortice Polare. Tale indebolimento si manifesta già dall’inizio dell’inverno con segnali di riscaldamento, noti come Stratwarming. Il collegamento tra questi eventi e il Major Midwinter Warming è cruciale per comprendere le dinamiche climatiche dell’inverno.
È interessante notare come il tempo tra il riscaldamento di metà inverno e uno Split Polare, che influisce sugli strati bassi dell’atmosfera, sia incerto e variabile. Un esempio è il 2018, quando, dopo lo Stratwarming di inizio febbraio, il vero freddo è arrivato solo due settimane dopo con uno Split Polare.
Il Major Midwinter Warming si caratterizza per un aumento repentino e significativo della temperatura nella stratosfera polare. Questo aumento può essere così marcato da causare cambiamenti di temperature di decine di gradi in breve tempo. L’effetto di questo riscaldamento è notevole, influenzando la circolazione atmosferica a latitudini elevate e potenzialmente indebolendo o disgregando il Vortice Polare stratosferico. Questi cambiamenti possono alterare i modelli meteorologici prevalenti, con impatti climatici significativi.
La comprensione di questo fenomeno è essenziale in meteorologia e climatologia. Fornisce dati preziosi sull’interazione tra stratosfera e troposfera e i loro effetti sul clima globale. La scoperta di questo fenomeno atmosferico risale al 1952, grazie a Richard Scherhag, un meteorologo tedesco, e i suoi studi hanno aperto la strada a ulteriori ricerche sull’interazione tra le diverse parti dell’atmosfera.
Durante il riscaldamento in stratosfera, si verifica anche un raffreddamento nella mesosfera e un abbassamento della stratopausa, fenomeni confermati dai rilevamenti effettuati con sonde. Ogni riscaldamento di metà inverno ha caratteristiche uniche, seguendo alcune tendenze generali. I mesi di novembre e dicembre sono solitamente freddi, ma da fine dicembre a marzo, la variazione di temperatura in stratosfera può essere molto ampia.
Quest’anno, il Vortice Polare merita un’attenzione particolare, poiché influenzerà significativamente il nostro inverno. Già stiamo osservando i primi effetti di questo fenomeno, con le prime nevicate e un calo repentino delle temperature. Tuttavia, è importante distinguere tra questi fenomeni e un vero e proprio ondata di gelo.
Da non confondere con il Major Midwinter Warming è il “Final Warming”, che si verifica verso la fine dell’inverno. Questo surriscaldamento ha la tendenza a diffondersi lentamente verso l’alta Troposfera, influenzando progressivamente il Vortice Polare. Questo processo di espansione e influenzamento si svolge tipicamente nell’arco di due a quattro settimane, durante le quali la troposfera subisce deformazioni causate dall’interazione con i cambiamenti termici della stratosfera. Questa interazione è cruciale per comprendere le variazioni climatiche e meteorologiche che si verificano durante il passaggio dalla stagione invernale a quella primaverile.
Un fenomeno di Major Midwinter Warming può innescare un evento di ondata di gelo che di questi tempi verrebbe definito di rilevanza storica, essendovi un rallentamento di frequenza delle ondate di freddo, mentre la loro intensità, in generale, non parrebbe sostanzialmente diminuita. Di certo, le ondate di freddo di questi anni non sono da paragonare con la Piccola Era Glaciale.
