Lo scatenarsi del Buran, il Gelo della Siberia sino in Europa: aggravante El Niño

Lo scatenarsi del Buran, il Gelo della Siberia sino in Europa: aggravante El Niño

Il Buran Gelo Siberia, un fenomeno meteorologico che incarna l’essenza del clima estremamente freddo della Siberia, Russia, è una manifestazione affascinante e formidabile della natura. Il termine “Buran” in russo designa una tempesta di neve caratterizzata da venti impetuosi, un fenomeno tipico di queste regioni impervie. Questa tempesta si distingue per temperature che scendono vertiginosamente sotto i -40 gradi Celsius, creando un ambiente inospitaliero, dove venti glaciali trasportano neve e riducono drasticamente la visibilità. Queste condizioni rigide non solo mettono a dura prova gli abitanti locali e la fauna selvatica, ma rivelano anche l’estremo aspetto delle regioni polari del nostro pianeta.

La portata del Gelo russo non si limita alla Siberia; esso ha il potere di influenzare radicalmente le condizioni meteorologiche anche in Italia. È importante sottolineare che le previsioni meteorologiche a lungo termine rimangono incerte, poiché attualmente le previsioni affidabili non vanno oltre i 15 giorni. Tuttavia, le tendenze climatiche si basano su tecniche scientifiche avanzate, soprattutto negli USA.

Il fenomeno di El Niño, ad esempio, tende a generare inverni più freddi e asciutti nel nord dell’Europa, inclusa l’Italia, ma con maggiori precipitazioni nel sud. Ciò significa che se una parte del continente sperimenta temperature più fredde, aumenta il rischio di ondate di gelo anche nel sud. Questo è aggravato dalla maggiore copertura nevosa nelle vaste pianure siberiane, che registrano temperature inferiori rispetto ad altri anni.

Negli ultimi quindici anni, l’Europa ha sperimentato ondate di gelo notevoli, con il 2012 che spicca come l’anno più freddo. In Italia, in particolare nella Pianura Padana, la frequenza delle nevicate è diminuita notevolmente nell’ultimo decennio. Un inverno senza neve per una settimana intera è un evento raro nella storia centenaria della regione. Questo solleva interrogativi sull’entità dell’influenza del cambiamento climatico sugli eventi meteorologici straordinari.

Analizzando il resto dell’Italia, la situazione meteorologica invernale è meno severa rispetto al nord. Regioni come la Sicilia, Sardegna, Toscana, Lazio, Puglia, Calabria, Basilicata, Molise, Abruzzo, Marche e Umbria, vedono ancora nevicate quasi ogni inverno, un fenomeno più in linea con la media storica. Nonostante ciò, anche in queste aree l’inverno sta subendo mutamenti anomali.

La domanda cruciale rimane: quando la Pianura Padana rivedrà le nevicate regolari di 5-10 giorni all’anno? La risposta è incerta, poiché stiamo assistendo a un cambiamento climatico forse aggravato da fluttuazioni climatiche naturali. Una grande parte della responsabilità per gli inverni insolitamente miti in Europa è attribuita all’espansione dell’Alta Pressione delle Azzorre e Bahamas, un fenomeno che potrebbe essere interpretato come una fluttuazione climatica, ma che sta diventando sempre più la norma.

Questa pressione alta sposta i fronti perturbati oceanici verso nord, riducendo le precipitazioni in Europa e causando deficit di pioggia e neve. Nel frattempo, i fronti freddi scendono dall’Artico verso la Siberia occidentale e la Russia, portando a nevicate abbondanti. Il flusso polare umido blocca l’avanzata del gelo siberiano verso l’ovest, impedendo alle correnti fredde di raggiungere l’Europa, incluso l’Italia. Questa dinamica è responsabile della trasformazione dei nostri inverni.

In conclusione, la domanda su quando l’Italia e l’Europa potrebbero rivedere un evento meteo estremo con nevicate. Questo 2023 che finisce, che d’estate ci ha sfiniti dal caldo, porterà la neve o quanto succederà questi giorni terminerà con la calura fuori stagione?

È importante sapere che non è possibile ottenere risposte certe, anche se l’inverno 2023/24 sembra promettere un ritorno a fasi alterne di pseudo normalità. Tuttavia, eventi meteorologici come il Buran, se intensi come quelli del 2012, 1985 o 1956, potrebbero essere tutt’altro che ordinari. Se dovesse ripetersi un evento simile a quello del 1985 o del 1956, le conseguenze potrebbero essere drammatiche, con danni all’economia e gravi disagi. Anche gli appassionati di neve potrebbero iniziare a desiderare un clima meno severo dopo pochi giorni di condizioni estreme.

Molti ricordano il 1985 attraverso i racconti di chi l’ha vissuto e i dati meteorologici raccolti. Quell’anno fu particolarmente difficile per chi lavorava all’aperto e molti comuni italiani rimasero isolati a causa delle nevicate. I negozi di alimentari soffrirono la scarsità di scorte, si verificaroni black out elettrici, e in molte case si dovettero utilizzare sistemi di riscaldamento alternativi per lenire quel freddo intenso che non ci appartiene. Quindi, sebbene questi eventi meteorologici possano verificarsi ancora, e a dirlo è la scienza, al momento non possiamo prevedere quando ciò accadrà.