Il mondo si prepara a un Inverno sottolineato da un El Niño potente
Il recente annuncio del Centro di Previsione Climatica (CPC) ha suscitato preoccupazione tra gli esperti climatologi e meteorologi: si prospetta un inverno influenzato da un El Niño di forte intensità. E, con una probabilità del 30%, potremmo trovarci di fronte a un fenomeno di forza storica. Insomma, abbiamo l’annuncio di eventi meteo estremi, e ciò è estremamente negativo nell’attuale contesto globale.
Previsione del fenomeno El Niño
Gli specialisti anticipano un evento El Niño di grande forza, con una probabilità oscillante tra il 75% e l’85% tra i mesi di novembre e gennaio. Tradotto in numeri, si tratta di un aumento delle temperature medie della superficie del mare nel Pacifico centrale, raggiungendo o superando il margine di 1,5 gradi Celsius per almeno tre mesi consecutivi. Ma cosa significa quando si parla di un El Niño di forza storica? L’implicazione è chiara: un aumento di almeno 2 gradi Celsius durante l’intera stagione invernale.
Questo è sconvolgente se si considera che sono mesi e mesi che i mari, gli Oceani insomma, segnalano temperature elevatissime, sino ad aver raggiunto, globalmente, valore record. Questo calore vuol dire maggiore umidità in atmosfera con super tempeste.
Anomalie climatiche associate all’El Niño
La potenza dell’El Niño ha come diretta conseguenza una maggiore incidenza di anomalie climatiche correlate. Visualizzando le variazioni di temperatura nel Pacifico centrale, emerge che le Americhe – Sud, Centrale e Nord – si posizionano sulla destra della rappresentazione grafica.
Ripercussioni dell’El Niño sull’inverno globale
L’El Niño non è solamente un fenomeno isolato nel Pacifico, ma influisce pesantemente sul clima mondiale. La forza del fenomeno determina la sua capacità di alterare le temperature globali e i modelli di precipitazioni. Le temperature marine, infatti, stabiliscono le zone dove avvengono i temporali più intensi, determinando la formazione della cosiddetta “profonda convezione”, che ha una notevole influenza sulla corrente a getto. Durante un evento El Niño, la corrente tende a spostarsi a sud e ad est del suo percorso abituale.
Ripensando a eventi storici, l’inverno 1997-98 ha visto la costa occidentale degli Stati Uniti devastata da continue tempeste. Solo in California, le conseguenze furono gravi con vittime e numerose abitazioni dichiarate inagibili. E ancora, nel 2016, New York ha vissuto una delle sue più imponenti bufere di neve, con una coltre di quasi 61 cm che ha immobilizzato l’intera costa orientale.
El Niño 2023 a confronto con i precedenti
Analizzando le temperature della superficie marina nel 2023, si osserva che sono inferiori rispetto ai fenomeni El Niño più intensi del passato. Tuttavia, la temperatura sottomarina, rappresentata da una linea rossa, è al di sopra della norma rispetto ad altri anni di El Niño. Anche se il 2023 sembra in ritardo rispetto ai picchi del 2015, 1982 e 1997, non si può escludere ancora l’eventualità di raggiungere un’intensità “storica”.
Un dettaglio non trascurabile è il calore sottomarino di quest’anno. Sebbene ci sia una notevole quantità di calore sotto la superficie del Pacifico, quest’acqua calda non ha ancora raggiunto i livelli osservati durante i precedenti fenomeni storici come quelli del 1982-83, 1997-98 o 2015-16. Un esperto del settore ha sottolineato come, nonostante ciò, il 2023 abbia registrato un calore record negli oceani a livello globale.
In conclusione, le previsioni indicano un inverno segnato dalla forza di El Niño, con tutte le implicazioni climatiche che questo comporta. Rimane essenziale monitorare la situazione e prepararsi a possibili scenari estremi.