Meteo: sempre più conferme, avremo Tanta Neve
Prospettive meteo per l’inverno 2023: cosa ci attende?
Per gli entusiasti della meteo , l’arrivo dell’inverno solleva una serie di interrogativi. Ci aspetta un inverno caratterizzato da frequenti perturbazioni, come nel 2014 e nel 2021? O sarà un inverno nevoso, con abbondanti precipitazioni sulle Alpi e sugli Appennini? Questo articolo cerca di fornire possibili risposte a queste domande, ma come è noto, questo è un tema che indica linee di tenenza, e non di certo una previsione meteo.
• Prospettive meteo per l’inverno 2023: cosa ci attende?
• Esame degli inverni precedenti: tendenze miti e anticicloniche
• Due possibili scenari per l’inverno 2023
• Effetti delle correnti umide atlantiche
• Un inverno piovoso e mite: un’ipotesi
• Le conseguenze di un inverno piovoso
• El Niño, non ce lo siamo dimenticato
Esame degli inverni precedenti: tendenze miti e anticicloniche
È fondamentale precisare che è impossibile prevedere con esattezza l’insorgere di un’ondata di freddo a distanza di mesi . Pertanto, non possiamo affermare con certezza se e quando arriverà il gelo. Tuttavia, possiamo analizzare le tendenze degli inverni precedenti per avere un’idea di cosa potrebbe attendere noi.
Due possibili scenari per l’inverno 2023
Considerando le tendenze degli inverni precedenti, ci sono due possibili scenari per l’inverno 2023. Il primo è un inverno mite e anticiclonico , che è lo scenario più probabile basandosi sulle statistiche. Il secondo scenario è un inverno perturbato, con frequenti affondi umidi atlantici , che non è così raro come potrebbe sembrare. La seconda ipotesi appare plausibile per una parte della stagione invernale per effetto di indici climatici di comportamento favorevoli.
Effetti delle correnti umide atlantiche
Le correnti umide provenienti dall’Oceano Atlantico sono generalmente miti. Considerando le temperature elevate delle acque superficiali, è probabile che queste correnti portino precipitazioni liquide fino a una certa quota . Pertanto, anche in caso di un inverno perturbato, la neve sulle coste e in pianura è praticamente impossibile e molto rara .
Ma si deve fare il conto anche di eventuali irruzioni di aria gelida verso l’Italia tra fine novembre e dicembre, sorattutto, e quando succede in Val Padana si forma il cuscinetto d’aria fredda , precursore di successive precipotazioni nevose, e neve a quote basse sulle Alpi.
Un inverno piovoso e mite: un’ipotesi
Se consideriamo un inverno piovoso come scenario possibile, allora potremmo aspettarci un inverno molto nevoso oltre i 1500-1800 metri di quota , con cime costantemente imbiancate, come era normale un tempo. Questo come media complessiva, senza irruzioni di aria fredda, comunque. Insomma, senza disturbi. Ma siamo certi che ciò possa avvenire? le correnti in varie parte del nostro Emisfero promettono ondate di freddo. Per esempio, ora ne è attesa una nel nord est del Nord America.
Le conseguenze di un inverno piovoso
Con le stagioni invernali che tendono a diventare sempre più miti, è importante sottolineare che l’unico modo per evitare un inverno dominato da alte pressioni è avere una stagione frequentemente piovosa . Questo potrebbe essere un bene per molte zone italiane che stanno sperimentando un periodo di siccità, anche se non dovrebbe sfociare in un eccesso di pioggia in poco tempo. Un inverno piovoso è solitamente molto nevoso nelle Alpi, poco in Appennino, ma forse siamo troppo pessimisti con questa tesi.
El Niño, non ce lo siamo dimenticato
Le previsioni meteorologiche a lungo termine per l’inverno 2023-2024 in Europa sono molto promettenti per gli sciatori! I climatologi prevedono un inverno El Niño, ma cosa significa e come influisce sulle precipitazioni nevose nelle Alpi?
El Niño è un complicato modello meteorologico che si verifica circa ogni 2-7 anni, causato da una variazione delle temperature oceaniche nell’Equatore Pacifico e che può avere un forte impatto sul clima globale. Dopo tre anni di modello La Niña, l’Ufficio Meteorologico Australiano prevede un cambio verso l’El Niño entro agosto.
El Niño e La Niña influenzano maggiormente il clima globale durante l’inverno dell’emisfero settentrionale. L’ultimo fenomeno El Niño è avvenuto nell’inverno 2018-19, portando abbondanti nevicate. In particolare, nel gennaio 2019, l’Austria ha registrato sette metri di neve in sette giorni!
Ma come il clima equatoriale del Pacifico può influenzare l’Europa? L’Università di Leeds sostiene che sia il bilanciamento tra l’alta pressione sugli Azzorre e la bassa pressione sull’Islanda a determinare la distribuzione delle piogge in Europa in inverno. Durante gli inverni El Niño, entrambi i centri di pressione perdono forza, portando condizioni più umide nell’Europa meridionale.
Per quanto riguarda l’impatto sullo sci in Europa nel 2023/24, le informazioni raccolte indicano che il fenomeno El Niño potrebbe portare a un inverno 2023-24 più freddo e secco nel nord Europa. Il Priestley Centre dell’Università di Leeds sostiene che l’inverno in Europa settentrionale diventerà più secco e freddo se El Niño si intensifica. A causa del riscaldamento globale, gli scienziati prevedono un rafforzamento dell’influenza di El Niño sull’Atlantico settentrionale e sull’inverno europeo settentrionale.
Il Professor Adam Scaife, responsabile delle previsioni a lungo termine dell’Ufficio Meteorologico del Regno Unito, ha dichiarato che gli anni El Niño tendono a iniziare l’inverno più miti e piovosi, ma a concluderlo più freddi e secchi nel nord Europa.
Tuttavia, è importante notare che le previsioni meteorologiche a lungo termine sono complesse e soggette a variazioni, soprattutto per specifiche regioni, rendendo difficile prevedere con precisione le nevicate.
In conclusione, l’inverno 2023/24 potrebbe presentare una serie di scenari, da un inverno mite e anticiclonico a uno perturbato e piovoso. Tuttavia, è importante ricordare che queste sono solo previsioni e che il meteo può sempre riservare sorprese.
