Nei precedenti aggiornamenti meteo abbiamo discusso della persistenza, nelle prossime settimane, delle perturbazioni atlantiche con correnti generalmente miti e piacevoli, e solo in brevi occasioni un po’ più fredde del normale. Questa tendenza è probabile che continuerà almeno fino ai primi giorni di novembre. Tuttavia, successivamente si aprono varie possibilità, ma nel complesso le correnti umide da ovest dovrebbero prevalere.
Freddo lontano dall’Italia
È evidente che con l’arrivo di perturbazioni atlantiche, il freddo invernale fatica notevolmente a raggiungere l’Italia e preferisce mantenere la sua influenza nell’Europa settentrionale o in Russia. Ciò significa che per ora è praticamente impossibile assistere a nevicate a quote basse, sia al sud che al nord d’Italia.
Perturbazione più fredda tra 2 e 3 novembre
La perturbazione prevista tra il 2 e il 3 novembre potrebbe essere accompagnata da correnti leggermente più fredde di origine artica ad altitudini elevate, il che potrebbe portare a un calo delle temperature, soprattutto nel Nord Italia, e a una diminuzione della quota neve, che comunque non dovrebbe scendere al di sotto dei 1300-1400 metri di altitudine. Al sud, invece, dovremo fare i conti con ulteriori venti di scirocco e aria piuttosto calda e subtropicale, che manterranno le temperature al di sopra delle medie stagionali.
Freddo vero a metà mese?
Ma cosa ci riserverà il resto di novembre? Arriverà finalmente il freddo invernale vero? Secondo le ultime previsioni dei modelli meteorologici, in particolare il modello americano GFS, sembra che ci sia una maggiore probabilità di discese fredde verso l’Italia dopo il 5 o il 10 novembre. È probabile che l’anticiclone delle Azzorre torni a estendersi nell’Atlantico settentrionale ed è in queste situazioni che il freddo riesce a raggiungere con più facilità le basse latitudini e persino il Mediterraneo.
Effettivamente, c’è una piccola possibilità di una prima vera ondata di freddo invernale precoce nel corso della seconda decade di novembre. Il modello americano GFS suggerisce una discesa molto più fredda proveniente dalla Scandinavia, che potrebbe approfittare di un forte anticiclone sviluppato tra la Gran Bretagna e la penisola iberica per scivolare sull’Italia, portando un notevole calo delle temperature e le prime nevicate a quote relativamente basse, almeno in collina.
Tuttavia, è importante sottolineare che si tratta solo di una tendenza a lungo termine, con probabilità relativamente basse di concretizzarsi, poiché mancano più di 10-15 giorni a questo evento ipotetico. Dovremo attendere ulteriori aggiornamenti nei prossimi editoriali per avere una visione più chiara della situazione meteorologica.