Il 2023 si prospetta come l’anno più caldo mai registrato nella storia, un dato che ha messo in allarme la comunità scientifica e il Mondo intero. L’Europa, in particolare, sta subendo un riscaldamento quasi doppio rispetto alla media globale, con temperature che si attestano a circa 2,2°C al di sopra dell’era pre-industriale. Questo repentino aumento termico non solo influisce sull’ambiente circostante, ma pone anche una serie di domande sul nostro futuro.
Un’estate record
L’estate del 2023 ha segnato un punto di svolta. Con una temperatura media di 16,77°C nel periodo tra giugno e agosto, è stata l’estate più calda mai registrata, superando di 0,66°C la media stagionale. La Dr.ssa Samantha Burgess, vice direttrice del Servizio di Cambiamento Climatico Copernicus dell’UE (C3S), ha sottolineato che, sebbene questi dati siano in linea con le previsioni scientifiche, sono comunque al “limite estremo” delle stesse. Ciò che preoccupa maggiormente la Dr.ssa Burgess sono le dinamiche che stiamo osservando nel sistema climatico, in particolare l’aumento della temperatura degli oceani e l’incidenza dell’El Niño, che quest’anno potrebbe essere particolarmente intenso.
L’Europa: un continente in rapido riscaldamento
Mentre la media globale delle temperature si attesta intorno a 1,2°C al di sopra dei livelli pre-industriali, l’Europa registra un aumento di 2,2°C. Gli ultimi dati dell’inizio autunno sono ancora peggiori. Quest’estate, la temperatura media del continente era di 19,63°C, ben 0,83°C al di sopra della norma, rendendola la quinta estate più calda mai registrata. Parte di questo aumento può essere attribuita alla vicinanza dell’Artico, che sta subendo un riscaldamento di 3-4 volte superiore alla media globale. Tuttavia, esistono molti altri fattori che influenzano le variazioni globali delle temperature.
Le differenze tra temperatura del suolo e dell’aria
La temperatura dell’aria “vicino alla superficie”, registrata a due metri dal suolo, è generalmente più fresca rispetto a quella del suolo, in quanto quest’ultimo assorbe più radiazioni. Tra il 2013 e il 2022, la temperatura del suolo in Europa è aumentata di circa 2,04-2,10°C, come riportato dall’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA).
Variazioni di temperatura tra i paesi europei
Il riscaldamento globale non colpisce tutti i paesi allo stesso modo. Alcuni dati rilasciati dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) mostrano che nel 2022, la Francia ha registrato l’aumento di temperatura più alto, con 2,93°C, seguita da Lussemburgo, Belgio, Svizzera, Paesi Bassi e Germania, tutti con aumenti superiori a 2,5°C.
Guardando al futuro
Mentre il 2023 si avvia a stabilire nuovi record di calore, la Dr.ssa Burgess avverte che, a meno di un autunno e un inverno eccezionalmente freddi, sarà l’anno più caldo mai registrato. Ma il problema non si limita a questo singolo anno: se le emissioni non saranno drasticamente ridotte, le future estati potrebbero far sembrare questa come una delle più fresche. La Dr.ssa Burgess conclude sottolineando l’importanza dell’azione: “Più velocemente i decisori in tutto il mondo capiranno la necessità di intervenire per mitigare gli impatti futuri, migliore sarà il futuro del nostro pianeta, non solo per la nostra generazione, ma anche per quelle future.”
Un tal cambiamento climatico rivoluzionerà le nostre abitudini, le ferie, le abitazioni, gli orari di lavoro, l’agricoltura ed il nostro habitat naturale.