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      Home » Le scie chimiche e la crisi climatica: smascheriamo il mito e sveliamo la verità
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      Le scie chimiche e la crisi climatica: smascheriamo il mito e sveliamo la verità

      Andrea Meloni
      Andrea Meloni
      Pubblicato: 08/09/2023
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      7 Min Lettura
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      Questo è un argomento che scotta, dove solo a scrivere o parlarne si rischia di essere accusati in mal modo da coloro che hanno sono convinti di un mito fasullo. Sono consapevole di ciò, ma mi attengo sempre e solo alla scienza. Ho deciso di scrivere di questo argomento per contribuire a sfatare false notizie.

      Contents
      • Il mito delle scie chimiche
        • Come le scie chimiche influenzano la crisi climatica
        • Scie di condensazione chimiche
        • La soluzione proposta: tecnologia e intelligenza artificiale
      • Una mia riflessione

       

      Negli anni, le scie chimiche sono state protagoniste di numerose teorie del complotto, guadagnandosi un’aura di mistero e sospetto. Nonostante siano molte le voci che le dipingono come agenti dannosi per l’essere umano e per la Terra, la verità è che la loro reale incidenza riguarda principalmente l’ambiente e la crisi climatica. Lasciando da parte miti e leggende, approfondiamo il reale impatto delle scie chimiche sul riscaldamento globale e scopriamo quali sono le prime soluzioni proposte per mitigarne gli effetti.

       

      Il mito delle scie chimiche

      Il concetto delle scie chimiche ha fatto la sua prima comparsa nel 1996 negli Stati Uniti. A diffonderlo furono teorie che accusavano l’aeronautica militare di spruzzare sostanze nocive e misteriose capaci di causare malattie a chi veniva esposto. Questa teoria, supportata più dalla speculazione che da prove concrete, ha contribuito a generare una serie di falsità e di fake news. Malgrado la sua diffusione, studi scientifici, come quello pubblicato sulla rivista Environmental Research Letters firmato da ben 80 scienziati, hanno smentito queste asserzioni.

      Come le scie chimiche influenzano la crisi climatica

      Per capire come le scie chimiche incidano sul clima è necessario chiarire la loro natura. Descritte in Italia anche dal professore Franco Prodi, le scie chimiche sono in realtà strisce di condensazione visibili nell’atmosfera create dal passaggio degli aerei. Queste scie di condensazione contengono biossido di carbonio, ossidi di azoto, solfati e altre sostanze chimiche. Sono scie chimiche in quanto ogni componente che compone la materia, i gas è chimico. Sono costituiti di sostenze chimiche la pioggia, la neve, l’aria che respiriamo, il nostro corpo, il cibo che mangiamo, il cibo biologico.

      Queste particelle, trasformandosi in ghiaccio, intrappolano le radiazioni solari e aumentano l’effetto serra, contribuendo così al riscaldamento globale. L’analisi evidenzia che, sebbene il settore aereo sia responsabile solo del 2,5% delle emissioni globali di CO2, il suo impatto sul riscaldamento globale sale al 3,5/4%% se si considerano altri agenti inquinanti.

       

      Scie di condensazione chimiche

      Possiamo quindi definirle come scie chimiche non perché nociva o perché muta il clima. La chimica è una branca della scienza che studia la composizione, la struttura, le proprietà e le trasformazioni della materia. Essa esplora come e perché le sostanze si combinano o separano per formare altre sostanze e come queste interagiscono con l’energia. Attraverso la chimica, possiamo comprendere le proprietà e il comportamento degli atomi, delle molecole e delle sostanze, e come queste reagiscono tra loro attraverso reazioni chimiche. La chimica gioca un ruolo cruciale in molte industrie, dalla produzione di cibo e medicinali, alla produzione di materiali e carburanti, ed è fondamentale per la comprensione di molti fenomeni naturali. Quindi, possiamo parlare di scie chimiche in questo contesto.

       

      La soluzione proposta: tecnologia e intelligenza artificiale

      Fronteggiare l’emissione di scie chimiche e ridurne l’impatto sul clima, essendo composte in minima parte di residui di carburante degli aerei, è una sfida per il settore aeronautico. Una delle soluzioni più promettenti arriva dalla collaborazione tra Google e American Airlines. Le scie chimiche generano bande nuvolose in alta quota di vapore acque congelato che gradualmente tende a dissolversi, ma che comunque costituisce una condizione non naturale di nube.

      Google e American Airlines hanno ideato un sistema di pilotaggio basato sull’intelligenza artificiale in grado di evitare le zone di alta umidità, riducendo così la formazione delle scie chimiche. Questo sistema, pur richiedendo un incremento del 2-3% di carburante, è in grado di diminuire le scie chimiche del 54/60%. E nonostante l’apparente aumento di consumo, le stime indicano che, una volta adottata su larga scala, la tecnologia potrebbe ridurre il consumo di carburante addirittura dello 0,3-0,5%.

       

      Una mia riflessione

      Non sono uno scienziato e in questa veste esprimo una mia sensazione. Di fronte alle sfide dei cambiamenti climatici, trovo irrazionale destinare fondi per eliminare il 60% di queste scie di condensazione dal cielo, quando affrontiamo elevati livelli di inquinamento in città, soprattutto nel sud est asiatico. Perché non finanziare tali nazioni affinché adottino motori dei veicoli più puliti? Mi appare come l’ennesimo racconto di chi vive in una bolla e propone normative prive di logica. Caro lettore, ci confrontiamo con sfide ben più grandi. Perché, ad esempio, non allocare denaro per pulire gli Oceani dalla plastica? Diminuire l’inquinamento marino significherebbe avere accesso a cibo più puro, libero dalla contaminazione plastica.

      E poiché l’argomento sono gli aerei, perché non puntare su modelli aeronautici più ecologici? So bene che ci sono dei progetti, ma ricordo che anche in Italia, Europa e Nord America volano aerei vecchi anche di oltre 20 anni! E mi domando, tali motori sono più inquindanti dei nuovi veivoli? E’ plausibile credere che in tale ambito non ci sia stata innovazione con motori meno inquinanti?

      Si discute costantemente di limitare l’inquinamento in varie aree, specie città, ma i cieli sono attraversati quotidianamente da innumerevoli aerei che contribuiscono al deterioramento atmosferico. E dato che dalla nostra atmosfera precipitano pioggia e neve, e non solo, anch’essi contribuiscono come causa del cambiamento climatico, non dovremmo sorprenderci nel rilevare inquinanti persino nelle regioni polari. Ci vuole umiltà, chiarezza nelle proposte e azioni concrete.

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      TAG:Aeronautica Militareamerican airlinescrisi climaticaeffetto serraenvironmental research lettersfranco prodigoogleriscaldamento globalescie chimicheteorie del complotto
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