Terre Rare: ecco un piano di RECUPERO e RICICLO
Secondo la definizione della IUPAC, le terre rare (in inglese rare-earth elements o rare-earth metals ) sono un gruppo di 17 elementi chimici della tavola periodica, che sono estremamente difficili da reperire in natura.
Esse sono utilissime per i seguenti campi: superconduttori; magneti; alliganti in numerose leghe metalliche; catalizzatori; componenti di veicoli ibridi; applicazioni di optoelettronica; fibre ottiche (erbio); risonatori a microonde (sfere di YIG). Inoltre, gli ossidi delle terre rare sono mescolati al tungsteno per migliorare le sue proprietà alle alte temperature per saldature, rimpiazzando il torio che può risultare pericoloso da lavorare.
Visto che risultano davvero essenziali per tutte le tecnologie del presente e del futuro e son presenti in ogni device elettronico, diventa fondamentale un vero e proprio riciclo.
L’agenzia di stampa ANSA riporta che è già pronto un maxi finanziamento di 12 milioni di euro, destinato a due progetti europei sviluppati dall’Università dell’Aquila . L’obiettivo ultimo è trasferire in ambito industriale le tecniche messe a punto dai ricercatori. Come?
Recuperando terre rare da automobili elettriche e ibride, dai generatori eolici e da altri dispositivi come hard disk e lampade fluorescenti. Un lavoro estremamente difficile e di precisione, ma ora come non mai indispensabile.
Il primo progetto, chiamato New-Re, è iniziato nel Dicembre 2022 ed è ad opera del Consorzio Erion, del quale fanno parte sia aziende che enti di ricerca. Si è costruito un piccolo luogo di recupero per prendere i preziosi minerali dai magneti contenuti nei motori elettrici e negli altri dispositivi.
Il secondo progetto, partirà agli inizi di Settembre 2023 e sarà coordinato dall’azienda Itelyum Spa (coinvolta già tuttora). In questo caso verrà costruito un c entro di recupero a tuti gli effetti , non solo per le terre rare, ma che potrà trattare persino altre tipologie di materiali, come schede elettroniche e batterie al litio.
