REPORTAGE METEO E CLIMA
Il 12 febbraio 1956 l’ondata di gelo prosegue senza sosta su gran parte d’Italia. In Pianura Padana il freddo si deposita al suolo e le temperature scendono diffusamente sotto i -10°C con punte sotto i -20°C, ma è la situazione nelle zone interne del Centro Italia a preoccupare maggiormente: ingenti nevicate continuano a cadere in tutto l’Appennino Centrale. Al Sud, invece, i venti meridionali spingono in alto i termometri e lungo le coste di Sicilia e Calabria si registrano temperature fino a +15°C.
Analisi meteo su scala europea
Al suolo permane un robusto anticiclone, con massimi di 1034 hPa, situato a sud dell’Islanda; mentre l’anticiclone siberiano tocca valori estremi di 1055 hPa a nord-est degli Urali.
Il Mediterraneo è interessato da una circolazione depressionaria con un minimo barico di 996 hPa centrato sulla Sicilia.
L’aria fredda, attirata da questo minimo verso il Golfo del Leone e incanalata lungo la valle del Rodano, fa precipitare la temperatura a Marsiglia a un eccezionale valore di -15,6°C!
Al livello di pressione di 500 hPa permane robustissimo il blocco anticiclonico ad ovest delle Isole Britanniche, in grado di bloccare completamente la circolazione occidentale atlantica.
Correnti artiche scendono dal Polo Nord, attraverso la Norvegia, in direzione della Francia e della Penisola Iberica, andando a scavare una vasta depressione che dal Baltico, attraversando il Centro Europa e il Nord Italia, giunge fin sul Mediterraneo nord-occidentale. Di conseguenza forti correnti meridionali interessano l’Italia peninsulare.
Sulla verticale di Helsinki e Stoccolma, sempre alla quota di 500 hPa che corrisponde a circa 5160 metri, le isoterme raggiungono -42°C.
Al livello di pressione di 850 hPa la circolazione depressionaria è centrata sul Mar Ligure, dove tale livello di pressione si trova ad appena 1230 metri di quota (contro una norma di circa 1450 metri) e le isoterme al Nord Italia raggiungono il valore di -14°C.
Al Sud, invece, le correnti meridionali portano isoterme di +4°C. Il contrasto tra l’aria molto fredda che giunge da Nord e quella ben più mite che giunge da Sud, mantiene costante il maltempo al Centro e Sud Italia.