Meteo, quel gelo del 1° Febbraio 1956. Tempi di ritorno
Il gelo di rilevanza storica in Italia è un evento climatico eccezionale , il più noto, ma forse non il peggiore, si è verificato nel febbraio del 1956 . Durante questo periodo, le temperature scesero drasticamente in tutto il Paese, causando gravi danni alle colture e all’agricoltura. Il gelo ha colpito soprattutto le regioni settentrionali, ma anche molte altre parti d’Italia sono state colpite.
In varie zone le temperature hanno raggiunto i -20 gradi Celsius causando la morte di molti animali e la distruzione di raccolti di frutta e verdura. Inoltre, il gelo ha causato danni alle infrastrutture, e ha interrotto il traffico stradale e ferroviario.
I tempi di ritorno di ondate di gelo come quello del 1956 sono falsati, ormai, dai cambiamenti del clima, che per alcune aree del Pianeta mostrano un’accentuazione di eventi similari, mente in Europa osserviamo una riduzione, forse dovuta alle fluttuazioni del clima.
C’è pertanto da domandarsi se, nonostante i cambiamenti del clima, avremo nel futuro un gelo così duraturo ed estremo.
Anticipata al Nord Italia dalle nevicate del 31 gennaio, i l primo f ebbraio 1956 inizia la più grande ondata di gelo del secolo scorso, con il freddo che andò intensificandosi sull’intero Continente Europeo . A Trieste la bora soffia a 130 km/h e la temperatura scende a -8°C; nevica su tutta l’Emilia-Romagna e sul Sud Italia. Inizia così la fase di meteo avverso con condizioni invernali proibitive che proseguirà per oltre venti giorni.
L’ intero continente europeo è investito da un’ondata di gelo eccezionale : al suolo domina incontrastato l’anticiclone scandinavo, con una cellula di 1045 hPa che si ricollega ad un’altra di 1040 hPa centrata a sud-est della Penisola di Kara e protesa verso ovest in direzione delle Isole Britanniche.
Sul Mediterraneo centrale, la depressione situata sulla Grecia si collega a un minimo centrato sulla Sardegna di 996 hPa, che richiama aria molto fredda sull’Italia. I l divario barico elevato tra la Sardegna e l’Europa Centrale provoca l’arrivo di venti freddissimi di burrasca da nord-est sull’Italia .
A 500 hPa, la cellula anticiclonica scandinava blocca completamente il flusso occidentale atlantico che si spinge verso il Polo, passando attraverso l’Islanda. A Reikyavik il clima è mite e ci sono circa +5°C! Dalla parte opposta è intenso il flusso freddo diretto verso l’Europa, pilotato da una depressione sulla Russia .
La cronaca meteo del 1° Febbraio del 1956
In Italia, l’ondata di freddo che già da qualche giorno aveva dato i primi segnali, si intensifica ulteriormente. A Milano il freddo intenso , seguito alla nevicata del giorno precedente, f a due vittime . Anche la temperatura massima di giornata rimane abbondantemente sotto zero.
Bufere di neve imperversano sulle montagne sopra il Lago Maggiore . A Torino la temperatura scende fino a -8,4°C.
Nelle vallate alpine le strade in piste ghiacciate; la temperatura tocca -17,6°C a Bormio. I corsi d’acqua congelano oltre gli 800 metri di altezza .
Temperature molto rigide vengono registrate in Alto Adige : -23°C a Lappago, -18°C ad Anterselva, -17°C a Corvara e Terme Brennero, -16°C a Dobbiaco e al Passo Resia.
Una violenta b ora flagella Trieste per il terzo giorno di fila, aumentando ancora di intensità . Raffiche fino a 130 kmh continuano a spazzare le strade e il golfo, ostacolando seriamente il traffico pedonale. La temperatura in città precipita a -8°C e la massima non supera i -5°C; a Basovizza, sul Carso, a -12°C.
A Venezia il termometro scende fino a – 5 °C, con forti raffiche di bora fino a quasi 100 km/h . Mille spalatori liberano le calli dalla neve caduta il giorno prima.
L’Emilia-Romagna si sveglia innevata e ghiacciata . Il manto nevoso varia dai 5-10 cm della Romagna ad oltre 1 metro nell’Appenino Modenese. A Bologna la neve raggiunge i 22 cm . La temperatura, crollata in città a -5°C , trasforma la neve sulle strade in un insidioso crostone di ghiaccio. A Modena e Reggio Emilia la neve raggiunge i 30 cm.
In Toscana i venti da nord est cominciano a far affluire il grande freddo . Nevica su tutta la Toscana interna a quote collinari e il gelo in serata raggiunge anche la costa: a Livorno nella notte tra l’1 e il 2 febbraio la temperatura scende fino a -5°C , un valore decisamente inusuale per la città labronica.
Nell’Alto Molise, nell’Alto Sangro, nella zona del Gran Sasso e del Parco Nazionale d’Abruzzo, al di sopra dei mille metri di altezza, il manto nevoso supera il metro di spessore. A Rivisondoli, Capracotta e Roccaraso la neve tocca i 45 cm di altezza .
Sulla costa adriatica centrale pioveva incessantemente da due giorni , si aspetta il crollo della temperatura che giungerà puntuale il giorno seguente.
Pioggia e grandine flagellano Napoli e provincia dalla notte e il forte libeccio impedisce la navigazione sul Golfo. Il maltempo colpisce anche Roma , ma sia sulla capitale che su Napoli il gelo arriverà la mattina dopo.
E questo è solo il timido antipasto.
