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vulcani primordiali italia 852

L’Italia rappresenta un elemento geologico molto rilevante nel contesto di tutto il Mediterraneo per la cui evoluzione il suo studio diventa indispensabile.

 

Lo studio geologico presenta però notevoli difficoltà, vuoi per i vari aspetti che la nostra penisola offre, vuoi per le molteplici vicissitudini cui essa è andata soggetta, soprattutto durante gli ultimi 25 milioni di anni. Vi sono, perciò, ancora numerosi dubbi e punti interrogativi, sia nell’interpretazione dei fatti geologici visibili, sia nel loro inquadramento con i rapporti presenti in profondità tra la Crosta e il Mantello terrestri.

 

Definire la sua evoluzione è comunque possibile in forma sintetica, sorvolando sui molteplici fatti, oggetto di discussioni e controversie.

 

Per quanto riguarda, invece, l’attuale costituzione della penisola, i molti elementi che si hanno sono di gran lunga sufficienti per capirne la sua eterogeneità e fragilità che la rendono così facile preda di quelle che vengono definite le calamità naturali.

 

A rendere più varia la storia geologica italiana concorre l’attività vulcanica, la più vistosa d’Europa dopo l’Islanda, che si manifesta a più riprese interessando varie aree. Già durante il Paleozoico e il Mesozoico si verificano, con esclusione della Sardegna, eruzioni basaltiche nelle Prealpi e, durante il Mesozoico in Sicilia.

 

Eruzioni che nell’Era successiva esse si fanno più consistenti.

 

Eruzioni sottomarine avvengono nei Colli Berici e fenomeni magmatici in quelli Euganei dove l’attività inizia circa 35 milioni d’anni fa e si protrae fino a circa 2 milioni d’anni or sono, dando origine ai caratteristici rilievi che emergono nella Pianura Padana.

 

Al cessare dell’attività euganea, nasce il vulcanismo toscano, i cui prodotti costituiscono, ad esempio, il Monte Amiata, sorto circa 430.000 anni addietro; alla stessa attività magmatica è connessa la risalita dai livelli profondi della Crosta di diversi plutoni (ammassi intrusivi) della Toscana marittima, che a uno di questi è legata la genesi dei soffioni di Larderello.

 

Anche più a Sud il magmatismo è intenso: nascono i vulcani laziali e campani, la cui attività, in alcuni casi, perdura in epoca preistorica e, con il Vesuvio che è ancora in vita. Accanto a questi ultimi ricordiamo, infine, lo Stromboli e Vulcano (Fossa Grande o Gran Cratere), ubicati in corrispondenza di fratture apertesi a seguito dello sprofondamento del Tirreno, e poi l’Etna, nato circa 1 milione di anni fa come vulcano sottomarino e ora responsabile del più grande apparato attivo d’Europa.

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