Cicloni Tropicali nel Mediterraneo, i TLC sempre più probabili nel meteo autunnale

Cicloni Tropicali nel Mediterraneo, i TLC sempre più probabili nel meteo autunnale

Preoccupa il troppo caldo estivo per l'Autunno, specie la prima parte

Non manca molto. Se consideriamo il calendario astronomico poco più di un mese, se consideriamo quello meteorologico poco più di due settimane. Ragion per cui sarà bene iniziare a dare un’occhiata, seriamente, alle proiezioni meteo climatiche autunnali.

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Se ne stanno occupando autorevoli centri di calcolo internazionali, ovviamente con le loro proiezioni stagionali , proveremo ad occuparcene noi con l’esperienza e l’attenta analisi di alcuni pattern atmosferici che sembrano fornire preziose indicazioni sul tipo di stagione che potrebbe essere.

Partiamo dal presupposto che anche quest’anno potrebbe esserci La Nina. Ne abbiamo parlato in questo approfondimento , continueremo a parlarne qualora le previsioni confermino l’anomalo raffreddamento del Pacifico Equatoriale. Si tratterebbe del secondo episodio in 2 anni, non un evento ricorrente ma che statisticamente è ampiamente contemplato.

L’Inverno scorso, lo ricorderete, fu ugualmente caratterizzato dalla Nina e sappiamo tutti cosa accadde. Così come sappiamo che le annate segnate da un evento simile possono condurci verso Estati particolarmente calde. Beh, diciamo che l’Estate 2021 verrà ricordata a lungo…

Ma per quanto riguarda l’Autunno? Cosa si può dire? Partendo dal presupposto che gli effetti della Nina potrebbero eventualmente cambiare le carte in tavola – specie nella seconda parte della stagione – non possiamo minimamente trascurare l’eccesso di energia termica del Mediterraneo . Le ripetute ondate di calore non fanno altro che innalzare le temperature marine e nel momento in cui dovessero arrivare le prime incursioni perturbate potrebbe scatenarsi il finimondo.

Dovremo tenere sott’occhio settembre e ottobre , con la speranza che l’Anticiclone Subtropicale molli l’osso altrimenti si correrebbe il rischio di dover temere persino novembre. Mesi da attenzionare perché col risveglio, inevitabile, dell’Atlantico anche il minimo sbuffo d’aria fresca potrebbe gettare le basi per ondate di maltempo potenzialmente devastanti.

Avete presente le gocce fredde? Ecco, attenzione a tali strutture depressionarie perché il Mediterraneo rovente potrebbe sfornarne tante molte delle quali pericolosamente profonde. Non dobbiamo minimamente sottovalutare il rischio di pesanti piogge, dei temporali, dei nubifragi. Precipitazioni che potrebbero cadere con violenza e in poco tempo, ovvero lo scenario peggiore che possa realizzarsi dopo un’Estate come quella che stiamo affrontando. A cura di Alessandro Arena

Integrazione a cura di Federico De Michelis

Come ha scritto il collega Alessandro Arena, il Mediterraneo, con le calde acque che raggiungono temperature simili a quelle dei mari tropicali , e ormai penso calzi a pennello la definizione che ho di Mar Mediterraneo quale Golfo del Messico europeo , già nei prossimi mesi potrebbe dare genesi ad aree cicloniche piuttosto intense .

Si prepara una stagione che potrebbe essere a rischio alluvioni lampo su varie parti del nostro Mediterraneo, e tra le aree a maggior rischio ci sono l’Italia , la Grecia, la Spagna e la Francia mediterranee.

Sono minori le possibilità di eventi meteo estremi più a est , nel mare di Levante, ma quel bacino raggiunge temperature altissime anche settembre, e l’ampiezza del braccio di mare consentirebbe la formazione di aree cicloniche chiamate TLC, al pari del nostro Mar Ionio . Quest’ultimo ne ha visto la più ampia densità frequenza nell’ultimo decennio. Di ciò ne ha pagato le conseguenze soprattutto la Grecia.

Tuttavia, al momento non ci sono elementi per sostenere la tesi che nel Mar Mediterraneo si formeranno piccole aree cicloniche chiamate TLC già dal prossimo autunno con una certa frequenza. Sono le previsioni climatiche per gli anni futuri a prospettare tale fenomeno. Ma sul futuro, avanti negli anni, ne parleremo in un altro approfondimento.

Al momento si parla del rischio di fenomeni meteorologici estremi derivanti dall’eccessiva calura del Mar Mediterraneo, ma il caldo non è presente solo sul mare, ma anche le nostre emerse rilasceranno per parecchio tempo ancora molto calore , e quando giungeranno le perturbazioni oceaniche, o anche solo uno sbuffo d’aria fredda , potrebbero dare luogo a fenomeni meteo estremi . Questi potrebbero essere la replica di quelli già visti nel passato , ma secondo il parere e gli studi effettuati da numerosi centri di ricerca, i tempi di ritorno di fenomeni di una certa intensità si è accorciato, perciò dovremmo tenerne conto.

“Qualche ora ci importa maggiormente è la possibilità di un graduale refrigerio, che attenuerebbe la calura e ridurrebbe soprattutto i contrasti termici, cosa che invece non succederebbe se il caldo proseguirebbe a lungo. In tal circostanza, c’è il rischio che i contrasti termici possano divenire persino, scusatemi il termine, esplosivi, e dare luogo ad aree temporalesche molto pericolose. Di queste ne abbiamo visto nel passato, e ne hanno pagato le conseguenze ampi territori italiani, interessati poi da alluvioni o comunque nubifragi di eccezionale portata.”

Il primo impatto con il contrasto termico causato dalle altissime temperature succederà in Valle Padana, ma anche nelle aree prealpine alpine, dove le alte temperature di questi giorni, già la settimana prossima, andranno in lotta con l’aria oceanica. Per ora, però non è il momento del grosso cambiamento delle condizioni meteorologiche. Non ci sarà alcuna rottura della stagione estiva.

Come ho scritto in un altro articolo, quello che mi preoccupa maggiormente, è che mentre nell’Oceano Atlantico, soprattutto a nord delle Alpi, le correnti oceaniche e le basse pressioni prendono forza, non lo farà di pari passo si attenua l’influenza nordafricana nel Mediterraneo , che seppur andrà a ridurre l’entità della calura, manterrà temperature molto superiori alla media. Tutto questo contribuirà a fornire energia al maltempo che ci sarà.

Integrazione a cura di Federico De Michelis