Seguici su Google

Chiaro, l’inverno volge ormai al termine. Dovessimo considerarlo dal punto di vista meteo, lo sappiamo, è già da considerare terminato. Dovessimo considerarlo dal punto di vista astronomico manca circa una settimana.

 

Una settimana durante la quale probabilmente non farà freddo, eccezion fatta per l’imminente peggioramento che porterà un rapido consistente abbassamento delle temperature. Temperature che però poi, già nel fine settimana, riprenderanno ad aumentare e ben presto dovrebbero riaffacciarsi su valori superiori alle medie stagionali.

 

Ovvio, non possiamo parlare di caldo anomalo perché siamo ancora nel mese di marzo tuttavia se certe configurazioni si fossero verificate a maggio o ancor peggio a giugno avremo già parlato di 40°C.

 

40°C che rappresentano lo spauracchio meteo di ogni estate. Il caldo assurdo africano negli ultimi anni è diventato il compagno di viaggio della stagione estiva. Quello che un tempo era considerato l’anticiclone mite per eccellenza, ovvero quello delle Azzorre, sembra non esistere più o comunque non avere più la minima intenzione di contrapporsi all’africano.

 

Insomma, è iniziato il conto alla rovescia in vista del caldo assurdo che farà durante l’estate. Siamo sempre convinti che si stia andando incontro a un’estate tutto sommato accettabile, se non addirittura nei binari della normalità, però nel momento in cui verrà caldo subtropicale potrebbe risultare ancora una volta eccezionale.

 

Magari non durerà settimane, questa ovviamente la nostra speranza, ma come sempre ci farà sudare le cosiddette sette camice. Se poi non andrà così come stiamo ipotizzando ovviamente tutto di guadagnato, vorrà dire che l’estate sarà stata clemente.

 

Ondate di calore in Europa sempre più frequenti

Negli ultimi decenni si è osservato un aumento della frequenza e dell’intensità delle ondate di calore in Europa. Secondo l’European Environmental Agency (EEA), tra il 1980 e il 2016 si sono verificate 28 ondate di calore in Europa, con un aumento del numero di giorni caldi per anno rispetto al periodo 1960-1990.

 

L’aumento della frequenza e dell’intensità delle ondate di calore in Europa può essere attribuito al cambiamento climatico, che sta causando un aumento della temperatura globale. L’aumento delle temperature porta a una maggiore probabilità di ondate di calore che possono avere conseguenze negative sulla salute umana e sull’ambiente.

 

Le ondate di calore possono causare un aumento della mortalità e della morbilità, in particolare tra i gruppi vulnerabili come gli anziani e i malati cronici. Possono anche portare a incendi boschivi, a problemi di approvvigionamento idrico e a perdite economiche a causa di interruzioni delle attività agricole e industriali.

 

Per affrontare il problema delle ondate di calore, molti paesi europei hanno adottato misure di prevenzione e di mitigazione, come l’istituzione di sistemi di allarme precoce, la promozione di comportamenti sicuri durante le ondate di calore, la creazione di zone di raffreddamento pubbliche e l’implementazione di politiche per ridurre le emissioni di gas serra.

Seguici su Google