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Non che avessimo necessità di emozioni forti, perlomeno non in ambito meteo. D’altronde nell’ultimo mese abbiamo avuto una discreta dinamicità invernale, discreta perché in molte regioni è stata vivace in altre pressoché nulla. Dipende dalle zone d’Italia.

 

Purtroppo accontentare tutti non è facile, sia che il freddo venga da nordovest, sia che venga da est-nordest. L’orografia gioca un ruolo essenziale, lo sappiamo, quindi è inutile pretendere che si venga soddisfatti tutti allo stesso modo. A questo punto giustamente qualcuno potrebbe chiedersi: com’è che quando c’è l’Alta Pressione, invece, ci stiamo tutti dentro?

 

Beh, in questo caso la risposta è semplice: le strutture anticicloniche, sia che vengano dalle Azzorre sia che vengano dal Nord Africa, sono ben più ampie delle irruzioni fredde ed è più facile che riescano a inglobare tutta Italia. E’ quel che succederà nei prossimi giorni, perché di questo si sta parlando.

 

Si sta parlando del ribaltone che non ti aspetti, o forse sì. Dipende dai punti di vista e dalle conoscenze che si hanno in ambito meteorologico. Perché diciamolo, un reset atmosferico – visto il fermento in atto – dovevamo metterlo in conto. Reset che porterà aria primaverile, difatti le temperature aumenteranno di parecchi gradi e dal freddo attuale si passera ai primi tepori primaverili.

 

Attenzione però, è bene non illudersi troppo. L’altro ribaltone potrebbe arrivare a stretto giro. Diciamo che la fase anticiclonica non dovrebbe durare più di una settimana, il che sarebbe già tanto. Forse troppo viste le anomalie termiche e la siccità che insiste in diverse zone d’Italia.

 

Dopodiché attenzione agli accadimenti atmosferici, ovvero a quel che potrebbe succedere al Vortice Polare. Crescono le quotazioni di un vero e proprio terremoto barico nel corso dell’ultima decade di febbraio, terremoto che come sottolineato più volte potrebbe avere risvolti invernali di un certo peso. Anche nel mese di marzo.

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