Il 2022/2023 sta riservando colpi di scena. Checché se ne dica è un Inverno che ha già fatto meglio dei due precedenti. Direte voi, non che ci volesse tanto e non possiamo che darvi ragione, ma avrebbe fatto meglio anche se gennaio e febbraio avessero proposto soltanto l’Alta Pressione.
Sì, perché dicembre fu diverso, almeno nella sua prima metà. Già quello sarebbe bastato per definirlo un Inverno migliore dei precedenti. Figuriamoci ora, che abbiamo avuto una decina di giorni di freddo. L’irruzione artica è stata importante, anche se in tanti si ostinano a negare l’evidenza.
Poi ci siamo le manovre attuali, le grandi manovre attuali. Febbraio potrebbe riservare colpi di scena di un certo spessore, fin dalla prossima settimana. Dovesse arrivare il gelo, confermando un evento invernale coi fiocchi, la stagione prenderebbe un’altra piega. Si allontanerebbe con decisione dai due Inverni precedenti, puntando con decisione le stagioni invernali del passato.
Sì, perché il gelo da est non si vede spesso. Scaturisce da dinamiche per nulla semplici, tutt’altro. Per poter giungere alle nostre latitudini v’è la necessità di un autentico terremoto atmosferico, un terremoto in grado di sconvolgere la circolazione emisferica con l’inversione dei venti zonali.
Ed è per questo motivo che se dovesse accadere qualcosa del giorno, fino a qualche settimana fa qualcosa di inimmaginabile, potremmo definirlo l’Inverno perfetto. La dinamica perfetta di un Inverno che a quel punto avrebbe sovvertito tutte le più fosche proiezioni d’inizio stagione. Perché non dobbiamo dimenticarci che i modelli stagionali puntavano tutto sull’Alta Pressione e sulle anomalie termiche positive.
Invece no, qualcosa è cambiato, qualcosa cambierà ancora e il risultato potrebbe essere un Inverno d’altri tempi. O comunque un Inverno normale, che sarebbe già una grande conquista.